Il Sestetto latino al Castello Ursino di Catania per i concerti dell’Istituto Bellini

Sonorità sudamericane intense furono eseguite dal Maestro Scuderi e dal suo gruppo.

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Per la rassegna “Catania summer fest – i concerti dell’Istituto“, organizzati dall’Istituto musicale Bellini di Catania, si svolse la sera di domenica 18 agosto nel cortile del castello Ursino della nostra città, il concerto di cinque chitarre del Sestetto latino, formato dal Maestro chitarrista Agatino Scuderi (insegnante di quella disciplina nella scuola musicale etnea nonché musicista di fama internazionale) e da Gloria Pafumi, Rossella Lavenia, Sebastiano Accordino, Sebastiano Cantarella con la partecipazione del soprano Claudia Ceraulo.

Furono eseguite musiche tratte dalla antica e moderna tradizione chitarristica sudamericana, venezuelana e cilena in particolare: il Maestro Scuderi deliziò altresì il numeroso pubblico presente, come fa sovente durante i suoi concerti, con doviziose spiegazioni sulle origini dei testi e delle note calde di quello strumento particolare e straordinario che è la chitarra, la quale dal sentimento e dalla tristezza del Sette-Ottocento, è giunto al Novecento con le sonorità indimenticabili di due grandi interpreti e Maestri indiscutibili: Andrès Segovia e Alirio Diaz, quest’ultimo maestro di Scuderi. La chitarra esprime inoltre le sonorità più varie e si presta con duttilità, vedi la tradizione classica napoletana che ha avuto in Sergio Bruni e Roberto Murolo i grandi interpreti chitarristici del XX secolo, a molte espressioni. Qui la voce della poesia sudamericana, che Vinicius De Moraes chiamava “l’Arte dell’incontro”, ritorna attraverso le note del Sestetto.

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Così la serata si dipanò nel repertorio che il Sestetto, a volte variamente formato, mette in scena con grande coesione e indirizzo attentamente diretto dal Maestro Scuderi (il quale ha inciso tra l’altro diversi CD, tra cui citiamo “Alma Latina” ed Evocaciòn”, con musiche di Lauro, Barrios, Torroba, Vasquez, Manuel Ponce e altri). Ha caratterizzato in modo particolare la serata l’intervento musicale del giovane soprano Claudia Ceraulo, tra gli artisti di Turandot già in scena a Siracusa e il 3 settembre a Taormina, più volte presente al teatro San Giorgio di Taormina nel repertorio sopranile leggero ed operettistico: qui si cimentò con alcune melodie in lingua spagnola cilene e venezuelane ove, pur non essendo suo genere, diede voce intensa e piacevole con grande spirito di dedizione e buona resa timbrica, scenica e di coloratura, apprezzata dai numerosi partecipanti; tra di essi, esponenti della Legione Garibaldina coordinamento per la Sicilia.

Iniziativa notevole codesta dei concerti dell’Istituto Bellini a ingresso libero, come peraltro specificato nella locandina  e nelle pagine FB (per chi da lì si informa) del medesimo Istituto ed altre: pècca grave della organizzazione, non di chi era preposto alla gestione della serata, fu di richiedere un biglietto per i “numerati 150 posti” del cortile del castello Ursino: atto del tutto inutile per molteplici ragioni, niente affatto pubblicizzato (non risulta dal manifesto pubblicato ove si scrive soltanto “ingresso libero”, nè si può pretendere che la gente sappia per virtù divine) e rivelatosi inconsistente dato che dopo l’inizio del concerto, chi era rimasto fuori perchè sprovvisto di biglietto (per un evento gratuito…), fatti salvi i diritti imprescindibili della stampa, è entrato lo stesso. Senza complicare le situazioni per un evento aperto a chiunque senza pedaggio, a volte basterebbe poco, solo numerare a vista le persone se proprio si parla di sicurezza, per evitare incresciose situazioni che per l’avvenire – nell’interesse degli Artisti i quali laudevolmente e gratuitamente prestano la loro opera in un luogo pubblico e debbono avere più partecipanti sia possibile- auspichiamo non accadano più.

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