Satyavan e lo Yoga. Intervista al Maestro Fabio Graziano

Un mondo sano in una pratica millenaria lo Yoga, disciplina che risale a millenni a.C.

Satyavan Foto Maestro

Lo Yoga tramandato da tradizione in tradizione dagli antichissimi testi dei Veda si traduce in stile di vita, filosofia, ricerca interiore dell’energia vitale.

Il senso dell’esistenza umana sulla terra.

Azione, devozione, conoscenza, ricerca del sé attraverso il movimento corporeo, quasi a creare una lenta e consapevole rinascita della propria persona.

Una movimento fisico che fa vibrare l’anima, rilassa la mente e fortifica il corpo, in poche parole il raggiungimento dell’equilibrio. La felicità risiede dentro la nostra mente, bisogna aprile le porte.

Una pratica senza confini terrestri, che dalla lontana valle dell’Indo avvolge il mondo sino ad arrivare in Sicilia, esattamente ad Acicastello, dove, volendo, si può andare a conoscere Satyavan ovvero Fabio Graziano.

Satyavan è un Maestro Yoga.

Il suo aspetto è elegante, un Guru occidentale, dal sorriso gentile e lo sguardo intenso.

Un passato da artista, pittore, musicista, blues man, scrittore, viaggiatore, navigatore cresciuto nella Catania “bene” dopo un lungo ed articolato cammino dentro se stesso, molla gli ormeggi, lascia il “posto sicuro” e trova la sua strada per il raggiungimento della serenità. Una descrizione troppo semplicistica di Satyavan che ci rende partecipi del suo percorso nell’intervista che concede a Globus:

 

L’irrequietudine personale può trovare pace attraverso la pratica Yoga?

Si è irrequieti quando all’interno tratteniamo tensioni e conflitti, domande a cui non troviamo risposte. La pratica dello Yoga ci aiuta a sciogliere le tensioni, risolvere i conflitti, lasciando libra la nostra natura di esprimere se stessa.

L’ascolto del proprio respiro, come una profonda immersione dentro il proprio essere, ascoltarsi, quanto distruggiamo il nostro fisico nella frenesia del quotidiano?

Il fisico è solo un involucro, il dolore è un’esperienza interiore che ha una naturale irradiazione anche nel corpo. Se ci ascoltassimo veramente non ci faremmo così tanto male.

Mangiare in modo sano è una conseguenza della pratica Yoga, oppure il cammino è inverso?

Di solito si preferiscono cibi che provocano infiammazione, che hanno una certa tossicità, per nutrire le sofferenze che tratteniamo all’interno. Lo yoga ci dà gli strumenti per prendere coscienza di questo processo, d eventualmente ritrovare l’entusiasmo e la voglia di stare bene. In sostanza oggi usiamo il cibo per non dover togliere la benda dagli occhi.

 yoga alla scogliera

Le ferite dell’anima ricucite al tramonto, davanti al mare, praticando Yoga alla scogliera di Catania, un po’ a farci ricordare che l’uomo è un tutt’uno con il cosmo?

La nostra vera natura è in connessione non solo con il cosmo, ma con ogni cosa. Noi “siamo” natura. Praticare vicino agli Elementi ci dà nutrimento, quello vero.

Come è arrivato all’insegnamento?

Quando sperimenti qualcosa di veramente positivo, che ti fa star bene, e che ti dà una “direzione” nella vita, poi diventa naturale voler farlo provare anche agli altri, o no? E poi in Yoga non esistono gli “altri” come se fossero qualcosa di esterno a te, l’umanità è formata da un corpo unico.

Diventare insegnante Yoga, un traguardo lento e tortuoso, ce ne vuole parlare?

Non so come rispondere, in realtà il momento è arrivato da solo, quando lo cercavo veramente.

Questa disciplina è aperta a tutte le fasce di età?

Assolutamente sì, e non solo. Possono fare Yoga anche disabili, non vedenti e paralitici. La Scienza dello Yoga utilizza per esempio, con successo, la tecnica del Visual Yoga, pratica che attiva i neuroni-specchio, su soggetti affetti da gravi disabilità. In Giappone e Canada utilizzano queste tecniche da oltre vent’anni.

Un consiglio a chi vorrebbe praticare Yoga, ma lo ritiene fisicamente impegnativo o difficile

Provate, l’esperienza vale più di mille parole.

 

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