Sant’Agata d’estate. Dedicati ai più deboli i festeggiamenti agostani

Si sono conclusi a Catania i festeggiamenti di mezz’agosto in onore della Santa Patrona nell’893mo anniversario del ritorno da Costantinopoli delle reliquie della santuzza nella nostra città.Festa-di-SantAgata-Edizione-2019

Migliaia i fedeli, i devoti e i turisti che hanno accompagnato il busto reliquiario della Santa lungo la breve processione.

Caloroso ed intenso. L’abbraccio dei fedeli alla Santa Patrona della città di Catania “Agata” è stato l’epilogo dei festeggiamenti di mezz’estate in onore alla Martire catanese nell’893mo anniversario del ritorno delle reliquie della santuzza nella nostra città da Costantinopoli.

Cittadini, devoti e turisti hanno accolto e accompagnato, lungo la breve processione serale del 17 Agosto, il busto reliquiario e lo scrigno della Santa Martire da piazza Duomo, porta Uzeda, via Dusmet , via Porticello, piazza San Placido, via Vittorio Emanuele sino al rientro in Cattedrale.

Gradita a tanti la sorpresa dell’edizione 2019 dei festeggiamenti, la presenza di cinque delle tredici Candelore che precedono la processione.20190816_213406 (Copia)

Festeggiamenti di mezz’agosto nel segno della sicurezza e della legalità, grazie al lavoro sinergico del Comitato e l’organizzazione della Festa e quello per l’ordine e la sicurezza che, anche quest’anno, ha visto all’opera i rappresentanti delle forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Vigili urbani, i rappresentanti del comparto sanità, 118 e Protezione Civile, nell’ambito dell’operazione “Sant’Agata sicura”.

La giornata principale dei festeggiamenti, iniziati il 12 Agosto, ha avuto come epilogo la traslazione sull’altare della cattedrale delle reliquie di S.Agata, alla venerazione dei fedeli.

“Una venerazione che si è conservata intatta nel tempo”: così l’ha definita l’Arcivescovo metropolita di Catania Mons. Salvatore Gristina nel corso dell’omelia della solenne celebrazione eucaristica dedicata agli ultimi.

20190817_203912 (Copia)Dopo il saluto ai Fratelli Presbiteri e Diaconi, Fratelli e Sorelle nel Signore, e alle Autorità cittadine, Monsignor Gristina ha ripercorso la vicenda storica del 17 agosto 1126, quando il corpo dell’amata concittadina e Patrona Agata fece ritorno da Costantinopoli in Città ad opera dei soldati Gisliberto e Goselino, che Catania ogni anno rivive con gioia.

Tale evento – ha ricordato l’alta carica ecclesiastica – poneva fine al dolore dei catanesi, offesi dal generale bizantino Giorgio Maniace che, nel 1040, li aveva privati della presenza rassicurante delle reliquie della Santa Patrona. La nostra devozione vede in questo ritorno qualcosa di più. Lo abbiamo già sottolineato nella preghiera: infatti, anche a nome di tutti voi, fratelli e sorelle, ho ringraziato il Signore perché ha conservato alla nostra venerazione il corpo di Sant’Agata, Vergine e Martire. Grati per questo dono, e confidando nell’intercessione della nostra Patrona, abbiamo pure chiesto al Signore, come frutto di questa celebrazione, di farci crescere come tempio vivo dello Spirito per risorgere con Cristo a vita nuova”.

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Monsignor Gristina ha poi esortato i fedeli a tenere lo sguardo fisso su Gesù.
Il messaggio è chiaro e non possiamo fare finta di non capire: Gesù lo riconosciamo nell’affamato da sfamare, nell’assetato cui dare da bere, nello straniero e nel migrante da accogliere, integrare nella società e accompagnare nel cammino della vita, soprattutto quando si tratta di minori, mamme, persone particolarmente fragili, povere, malate e carcerati”.65ee000e6f764024d098aa2e08763e5b_XL

Un’Omelia, quella di Monsignor Gristina, che riafferma la posizione della chiesa rispetto agli ultimi fatti di cronaca che hanno riguardato i temi dell’immigrazione.

“La nostra vicinanza a Agata non sia qualcosa di arido e folcloristico, perfino di inutile – ha ammonito ancora il prelato – non sarebbe gradita a Lei che continua a guardarci sorridente dall’altare e soprattutto non ci farebbe veri suoi devoti”.

Con fiducia ci rivolgiamo a Te, Agata, nostra sorella buona e santa – conclude Mons.Gristina – Ottienici dal Padre la grazia di saper guardare con fede Gesù, per accogliere da Lui le indicazioni che ci dà affinché viviamo secondo il Vangelo, nell’onestà e nell’attenzione cordiale ed operosa nei riguardi di tutte le persone che incontriamo nel cammino della vita. Saremo in tal modo buoni e santi pure noi, ed avremo la gioia di essere con te per sempre in Paradiso per contemplare in eterno il volto della Trinità Santissima. Così sia per tutti noi”.

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