San Pietro, maquillage per il prospetto sud e per la fontana della Burbera

Tornano all’antico splendore gli oltre 14mila metri quadrati di travertino che compongono il prospetto meridionale della Basilica di San Pietro in Vaticano

Tornano all’antico splendore gli oltre 14mila metri quadrati di travertino che compongono il prospetto meridionale della Basilica di San Pietro in Vaticano. Il restauro, iniziato nel 2007, si è concluso lo scorso maggio, nei tempi previsti, e ha riguardato sia la porzione di prospetto progettata e realizzata da Michelangelo tra il 1546 e il 1564, anno della sua morte, sia il discusso proseguimento fino all’attuale facciata, voluto da papa Paolo V e realizzato da Carlo Maderno tra il 1604 e il 1626.

Il restauro è stato presentato oggi, in occasione della conferenza stampa dell’XI Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra, realizzato dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra che ha contribuito ai lavori, realizzati dalla Fabbrica di San Pietro.

Non solo. Oltre al ripristino del prospetto sud, terzo lotto degli interventi complessivi sul tempio della cristianità iniziati nel 2000 con la facciata, è stata restaurata una piccola fontana, detta della Burbera per via del meccanismo che la riforniva di acqua, posta a oltre 40 metri di altezza sulla terrazza settentrionale della Basilica.

Un piccolo gioiello, realizzato alla fine del XVIII secolo ma che assunse l’attuale aspetto nel 1826 grazie all’architetto Giuseppe Valadier. La fontana serviva a portare acqua sulla terrazza, sia per le necessità della Basilica, sia per ristorare i pellegrini, affaticati dalla salita sulla terrazza, prima della faticosa tappa finale: l’ascesa sul cupolone.

La fontana è composta da un sarcofago romano rettangolare del II secolo dopo Cristo, appartenuto a Taminia Novatilla, madre di Caius Laecanio Novatillianus che fu ‘subpraefectus vigilum’, ovvero vicecomandante dei “vigili del fuoco” dell’antica Roma. Sopra il sarcofago è posto un bassorilievo marmoreo settecentesco e un catino marmoreo circolare con il fondo baccellato. In alto, infine, è posto lo stemma cardinalizio con il gallo e la stella, emblema araldico del cardinale Pier Francesco Galeffi.

“I restauri -ha detto il cardinale Angelo Comastri, arcipresete della Basilica Vaticana e presidente della Fabbrica di San Pietro- che ringiovaniscono la Basilica, sono la metafora dell’Anno della Fede, che vuole ringiovanire i cristiani”. E arrivano anche nell’anno in cui cade il quarto centenario del completamento della facciata di San Pietro, che fu conclusa nel 1612. Intanto sono già partiti i lavori di restauro del quarto lotto, che riguardano l’abside e, ha annunciato Hans-Albert Courtial, presidente della Fondazione pro Musica e Arte Sacra, “vogliamo finire con la cupola di Michelangelo”.

(Fonte: Adnkronos)

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