Messina: Sabina Guzzanti in “COME NE VENIMMO FUORI” in scena al Tetro Mandanici

“COME NE VENIMMO FUORI” il ritorno dal futuro di Sabina Guzzanti in scena al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto     

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Al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto, giovedì 21 gennaio alle ore 21, è andato in scena lo spettacolo teatrale “COME NE VENIMMO FUORI” (proiezioni dal futuro)” di e con Sabina Guzzanti, per la regia di Giorgio Gallione, le musiche di Paolo Silvestri, la scenografia di Guido Fiorato, l’abito di scena di Minimal To, la produzione di Secol Superbo e Sciocco produzioni, in collaborazione con Fondazione Toscana onlus. Originale, come sempre, il caleidoscopico “modus operandi” di Sabina Guzzanti, personaggio impegnativo, dalle prese di posizione pubbliche sempre forti e decise: uno stile, il suo, senza mezzi termini e che va dritto al punto. Ci propone un monologo da un probabile futuro remoto, dove tutto è perfettamente in equilibrio e i conflitti sono ormai risolti. Ogni cosa o sentimento ha riacquistato il proprio valore e il denaro, col suo accumulo a scapito di qualunque cosa, non rappresenta più la principale aspirazione del genere umano.

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Affinché non si perda la “memoria storica” di quello che è stato il pericolo scampato per la razza umana e, appunto, di “come ne venimmo fuori”, si tiene ogni anno un discorso celebrativo per scongiurare ogni possibile rischio di ritorno a questo crudele e triste passato che abbraccia un arco di tempo che va dal 1990 al 2041 (sarebbe il nostro attuale periodo storico) definito, in questo tempo futuro, come il “secolo di merda”. Un periodo in cui gli abitanti del mondo si ridussero da uomini rispettosi dei loro valori culturali in egoisti, materialisti manipolatori a loro volta manipolati, in breve in “merdolani”.

12633232_1090180154360313_1900729517_oEstratta a sorte, SabnaQƒ2 (Sabina Guzzanti) è la donna a cui viene affidato, per quest’anno, il compito del “Discorso delle Celebrazioni” per dare vita alla rievocazione di quell’orripilante passato governato dalla paura, fatto di miseria, frustrazione e ignoranza in cui tutti vivevano anestetizzati da televisione e social network, storditi da certi siti come quello da lei ironicamente chiamato “Fibi”, in cui riversavano le loro insoddisfazioni, stando ore e ore a litigare tra di loro, a postare video di gatti o a scriversi su un certo “Uozzapp” (WhatsApp), su improbabili gruppi, in cui, alle 5 del mattino, qualcuno si sentiva in dovere di scrivere una frase di Osho.

L’attrice/autrice rappresenta in scena una sua visione del mondo in cui uno dei principali nemici da attaccare è il neoliberismo e le sue “regole” che hanno generato guerre e crisi inducendo alla trasformazione delle masse, plagiate da poteri occulti, forti e invisibili, e persuase, “ad hoc”, di vivere in un mondo con un’ideologia politica e con uno stile di vita a cui non ci possono essere alternative.

12625891_1090179844360344_1014306871_nSi parla di un posto, che un tempo si chiamava Italia, che pare fosse bellissimo, ma del quale poco o nulla è arrivato al futuro, perché hanno rubato tutto, pardon “privatizzato”. Anche se la gente del futuro non vuole più parlare di quel tempo funesto, né pensarci, ed è opinione diffusa che i “merdolani” fossero tutti semplicemente degli imbecilli che si erano fatti abbindolare con uno stile di vita bestiale, SabnaQƒ2 sostiene che non è così, che c’erano delle ragioni per cui si erano ridotti in quel modo ed è dell’idea che è importante capire cosa sia successo per comprenderne le cause e non commettere più gli stessi errori.

12596804_1090180124360316_399075648_oUn’accurata analisi storica sulle strategie economiche e le conseguenze politiche, con passaggi storici cruciali, che punta anche sui media, in particolare la televisione del tempo e i suoi leader. Due ore filate di monologo, condito da pungente satira, riguardo l’attuale situazione sociale del paese, con scenografie essenziali e incisive, costumi futuristici, appropriato gioco di luci e musiche, dove tutto sulla scena funziona bene con giusto ritmo, forma e contenuto.  Una conferenza-spettacolo con un riepilogo sintetico e basilare degli avvenimenti storici, politici e sociali a partire dalla prima guerra mondiale fino alle tematiche del nostro presente: le riforme sul lavoro e sulla scuola, la revisione della Costituzione, il Jobs Act, la televisione demenziale ma anche un uso maniacale, a volte inutile, dei social network

Durante lo spettacolo, anche una carrellata di personaggi, già noti al pubblico, in cui la satira della Guzzanti si fa più puntuale concretizzandosi in soggetti riconoscibili come Silvio Berlusconi, Lilli Gruber, Emma Marcegaglia e, con la bella imitazione di Maria De Filippi, allestisce una sorta di “C’è posta per te” con un’improbabile e ironica intervista a Dante Alighieri “…uno che parlava di esilio solo perché, per un po’, non si è visto in televisione…”  e in cui Virgilio viene identificato come un “motore di ricerca”. Una voce, quella di SabnaQƒ2, che ci giunge dal futuro come espediente scelto per guardare il presente, facendo finta di esserne lontani e più sereni.Quindi, grazie a una parvenza di “distanza storica”, diviene più facile divertirsi pensando a tutti i problemi di oggi, con l’illusione di una rappresentazione che ce li propone come ormai lontani nel passato. Tutto sommato è possibile anche riderci sopra con leggerezza, ma attenzione… , anche se ridiamo riflettiamoci bene, perché riflettere su certi temi non è mai abbastanza… ed è questa una delle chiavi di lettura che questa singolare donna del futuro fa emergere da “COME NE VENIMMO FUORI”.


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