“Ritorno al Futuro”, 30° compleanno del cult di Zemeckis

Il film prodotto da Spielberg usciva nelle sale il 3 Luglio 1985. Le frasi celebri dei protagonisti e le interpretazioni di Fox e Lloyd hanno fatto innamorare tutti, grandi e bambini.

Nella storia della cinematografia, che ha visto alternarsi migliaia di registi, attori e sceneggiatori, è piuttosto normale che alcuni film passino inosservati, altri addirittura dimenticati. Di contro, alcuni capolavori, del passato e del presente, riempiono le sale grazie alla spettacolarità degli effetti speciali mozzafiato e a cast stellari. Ma capita anche che, a 30 anni di distanza, nonostante la semplicità che lo contraddistingue, un film dall’idea “banale” come quello del viaggio nel tempo riesca ancora a far ridere ed emozionare chiunque, dai bambini agli adulti.

Il 3 Luglio 1985 usciva per la prima volta “Ritorno al Futuro“, il capolavoro di Robert Zemeckis che, oggi come allora, recita un ruolo da protagonista nel mondo del grande schermo. Le interpretazioni di due grandi attori come Michael J. Fox e Christopher Lloyd hanno poi fatto il resto; tutti hanno amato il folle “Doc Emmet Brown, scienziato pazzo che sbattendo la testa una sera in bagno, si risvegliò con l’idea del flusso canalizzatoreche rende possibile il viaggio nel tempo”. Esperienza nella quale viene catapultato il giovane Marty McFly, che si ritrova così a dover fare i conti con situazioni paradossali tra i suoi giovani genitori, col rischio addirittura di far cambiare il corso della storia.

Il modo in cui il regista immagina le storie e le vicende dei protagonisti è davvero geniale, riproponendo le stesse scene in tutti e 3 i capitoli della saga, al limite del paradossale ma che, nonostante le continue ripetizioni, strappano sorrisi e risate a chi le guarda. Il carico di letame che, puntualmente, si riversa sulla macchina dei Tunnen di turno, sia esso il giovane Biff del 1955 o il futuristico Griff del 2015 (guarda caso, anno in cui si svolge gran parte del secondo episodio); ma anche la fuga sulla tavola di legno adibita a skateboard e il pezzo rock sul palco del ballo scolastico. Insomma, un insieme di situazioni che hanno contribuito a rendere il film piacevole e spassoso tant’è che ancora, nonostante i tanti anni passati dal suo debutto al cinema, c’è ancora chi non perde occasioni per rivivere le avventure di Marty o, se preferite, Levi Strauss o Clint Eastwood.

Certo, magari nel 2015 non abbiamo ancora le macchine volanti o i vestiti che si asciugano da soli semplicemente premendo un pulsante, ma in tanti aspetti Zemeckis è stato bravo a ricoprire il ruolo del Nostradamus di turno; in pochi, nel 1985, avrebbero potuto immaginare un mezzo di trasporto overcraft o degli ologrammi in 3 dimensioni che ti aggrediscono in mezzo alla strada.

Infine il colpo di genio, la macchina del tempo; non la rudimentale poltrona con mille pulsanti colorati e la vastità di cavi elettrici che permettono il “viaggio”. Bisognava creare qualcosa di diverso, di innovativo: e allora, per citare Doc Brown, “se proprio utilizzare un automobile, perché non una bella automobile?”. Nasce così la storica DeLorean DMC-12, meravigliosa due porte color argento che, una volta raggiunte le famose “ottantottomigliallora” si lasciava alle spalle due scie di fuoco e scompariva tra i palazzi di un’epoca per poi ritrovarsi in una campagna degli anni 50, nei cieli piovosi del 2015 o, addirittura, inseguita dagli indiani del 1885. Filo conduttore dell’intera saga è la cittadina di Hill Valley, vista sotto 4 diversi punti di vista (ci aggiungiamo anche lo scenario da guerriglia urbana che Doc e Marty trovano al loro “rientro” dal futuro, nel secondo film) e che, in ogni episodio, regala allo spettatore sempre qualcosa di nuovo.

Insomma, non resta che dire grazie ai due attori, ma soprattutto al regista, per averci regalato un film meraviglioso che verrà sempre visto con occhi appassionati e divertiti e che non passerà mai di moda. A tal punto che, in tutto il mondo, i social network impazzano con eventi, datati 21 Ottobre 2015, in cui verrà festeggiato l’arrivo di Marty dal lontano 1985.

È un film che ti porta indietro ma, allo stesso tempo, ti manda avanti; ci porta indietro, “indietro nel futuro.  

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