R.I.P. Laura Antonelli, icona sexy degli anni ’70

A 74 anni,  a Ladispoli, si è spenta, l’attrice Laura Antonaz in arte Laura Antonelli. A trovarla la badante che ha chiamato i soccorsi. 

Simbolo sexy degli anni ’70-’80, nella prima parte della sua carriera ha interpretato ruoli soft-erotici, successivamente, invece, è stata impegnata in film di cinema d’autore.La sua carriera ha iniziato il declino, quando negli anni ’80, il suo nome è comparso durante delle indagini  per fatti legati alla droga e nel Novanta, venne arrestata perché nella sua villa vennero ritrovati ben 36 grammi di cocaina.    

Nata nel 1941 a Pola, nata a Pola, in Istria, oggi Croazia. Si fece strada con la sua bellezza nel mondo dei fotoromanzi, riuscendo a ottenere al cinema,un ruolo importante in Venere in pelliccia del 1969, successivamente bloccato dalla censura, poi interpretò il ruolo della cameriera in Malizia (1974) di Salvatore Samperi, dov’era promessa sposa di un vedovo (Turi Ferro), oggetto delle attenzioni sessuali del figlio quattordicenne di quest’ultimo, interpretato da Alessandro Momo. Non fu solo esplosione d’erotismo: l’Antonelli vinse col ruolo il Nastro d’Argento e il Globo d’Oro.

Poi numerose altre pellicole come “Trappola per un lupo” di Claude Chabrol, dove conobbe Jean-Paul Belmondo, “Mio Dio, come sono caduta in basso!” di Luigi Comencini e “Divina creatura” di Giuseppe Patroni Griffi . Nel 1976 interpreta il ruolo di Giuliana ne “L’innocente” di Luchino Visconti, nel 1977 in “Gran bollito” di Mauro Bolognini e nel 1981 in “Passione d’amore” di Ettore Scola.

 Simone Cristicchi le dedicò una canzone:

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