Il riavvio dell’anno scolastico tra mascherine, distanziamento sociale e per compagno di banco la Paura

Intervista esclusiva alla Dottoressa Roccaro Maricia. In questo scenario da film post fantascientifico, la figura dei medici e la chiave di svolta per affrontare questa nuova triste realtà. La soluzione è nelle loro mani, ci si affida alle loro competenze assunte sul campo. Ed ecco nascere dall’emergenza, una squadra di medici.
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I vestiti nuovi pronti sul lettino, lo zainetto giacente accanto, riempito di libri mai aperti, profumati di carta nuova, tante nuove matite colorate ed un mondo di sogni e di aspettative, questa era la fotografia di chi si accingeva ad affrontare il primo giorno di scuola. La paura, la più grande, era quella di riuscire a socializzare con i nuovi compagni, di studiare al meglio e di piacere ai professori riuscendo a portare a casa buoni voti.

Tempi andati, morti, sepolti.

Oggi per i ragazzi che devono andare a scuola la paura è quella di contrarre una malattia ancora poco chiara, trasmessa da un virus, il Covid19. L’intero mondo dell’istruzione è in totale trambusto, regna l’incertezza, la confusione.

Nessuno è escluso dal provare questa preoccupazione.

Tante le soluzioni ipotizzate, proposte o attuate dal governo al fine di arginare il contagio. Corpo docenti, alunni, personale Ata, tutti ad affrontare con profondo e sincero timore il nuovo anno scolastico.

Distanziamento sociale, banchi con le rotelle, mascherine, sanificazione degli ambienti tutti, contenimenti nella fruizione delle Toilettes, pause merende limitate, gestione della turnazione degli orari di lezione ( al fine di  evitare gli assembramenti nelle piccole classi), tamponi.

Chi più ne ha più ne metta, nella mera  speranza di uscire ancora sani dal proprio ambiente scolastico, riuscendo  così a portare a casa i famosi buoni voti, ed uno stipendio non unto da Covid.

In questo scenario da film post fantascientifico la figura dei medici e la chiave di svolta per affrontare questa nuova triste realtà.

La soluzione è nelle loro mani, ci si affida alle loro competenze assunte sul campo.

Ed ecco nascere dall’emergenza, una squadra di 14 medici che collaborano con il commissario  dr. Giuseppe Liberti, (commissario ad acta presso l’Asp di Catania nell’ambito dell’emergenza Covid-19), che effettuano test ad insegnanti e a tutto il personale scolastico, che lo richiede su base volontaria.

Lo staff formato anche  dalla dottoressa  Stefania Gulino che coordina  il gruppo di  Catania, ( in maniera esemplare gli interventi dell’equipe medica  nelle scuole e in altre realtà comunali quali ad esempio la Amt)  è  insieme ad i suoi colleghi, è un vero esempio di professionalità e dedizione al lavoro.

Nel gruppo di camici bianchi troviamo ancora  Il dott. Franco Luca che si occupa di tutto il territorio di Catania e provincia, e la nostra intervista da Globus dottoressa Roccaro Maricia.

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Dottoressa come e perché hai deciso di iniziare questa collaborazione?

“Ho lavorato strenuamente e con estremo impegno per i pazienti affetti da Covid 19 ma non nella nostra Sicilia. Non appena ho avuto occasione non ho esitato a dare una mano anche a Catania e nel territorio di appartenenza.”

Che significa per un medico  affrontare  questa seconda emergenza da Covid19, nello specifico che attività svolge ?

“Collaboro direttamente con il Commissario Ad Acta per l’emergenza Covid a Catania e provincia. Solo 8 giorni fa una task force di medici si è riunita con un obiettivo davvero importante ovvero effettuare test sierologici rapidi al personale scolastico circa 6000 persone da sottoporre ai test.”

Quali sono i rischi reali dei docenti degli alunni e di tutto il personale scolastico?

“I rischi sono quelli ai quali si espongono tutti coloro che vivono in collettività pertanto sono rischi reali.”

Come dare le giuste informazioni?

“Adottare le giuste misure di sicurezza senza abbassare la guardia(distanziamento sociale, utilizzo delle mascherine, igienizzare le mani e sanificare i locali frequentemente) consapevoli che soltanto facendo ognuno la propria parte si può combattere adeguatamente la battaglia.”

La paura si può prevenire?

“E’ necessario affrontare la paura, soltanto così si può essere determinati e vincenti nel percorso della lotta al virus.”

Cosa accade, quale è l’iter da eseguire, qualora ci fossero dei positivi asintomatici?

“I test che effettuiamo mira a verificare se c’è stato o c’è risposta anticorpale pregressa ovvero vecchia attraverso la presenza anticorpale igG o risposta anticorpale recente attraverso la presenza di anticorpi igM;se una delle due risposte è presente imponiamo  immediatamente l’isolamento fiduciario e programmiamo in tempi celeri il tampone.”

Dottoressa, lei crede che ci possa essere la possibilità di un secondo Lock down?

“Non credo. È chiaro che si deve mantenere la soglia dell’attenzione elevata e questo concetto deve essere chiaro a tutti.”

Secondo lei, il Covid quanto ha danneggiato l’istruzione, se l ha danneggiata?

“Credo che il banco di prova sia stato grandioso ed imponente, sia gli insegnanti che gli alunni attraverso le lezioni on line abbiano acquisito un nuovo metodo, certo adesso è fondamentale confrontarsi con la nuova realtà fatta di condivisione dei percorsi nuovi. Credo davvero che bisogna essere propositivi con il mondo della scuola e che si debba adottare metodi nuovi ed efficienti per non restare dietro a nessuno.”

Cosa si può fare per combattere questo nemico a noi invisibile?

“Sviluppare tantissimo il senso civico, pensare che ognuno di noi possiede una grande responsabilità. La tutela personale e quella per il prossimo deve davvero avere un peso estremamente serio.”

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