Regione Siciliana. L’assessore Messina sfida il Covid. Maria Elena Volpes nuovo presidente FOSS

Con impegno e determinazione il governo regionale siciliano punta a rilanciare cultura e spettacolo. L’assessore Manlio Messina ha raccolto la sfida lanciata dall’invadente e inopportuno Covid. La nomina di Maria Elena Volpes a presidente FOSS, sana un’altra situazione che era diventata imbarazzante. 

maria-elena-volpes

Da tempo, cultori e  appassionati di musica classica, osservavano che in questo campo la politica deve fare un passo indietro e cedere il campo a soggetti esperti e competenti. Tanti anni di arrogante presupponenza hanno generato solo l’accumulo di un deficit stratosferico e l’eclatante imbarazzante perdita di prestigio di istituzioni un tempo celebrate e invidiate nel mondo.

L’attuale governo regionale siciliano sta tentando, in un periodo, irto di difficoltà di ogni genere e tipo, di rilanciale, facendo leva su soggetti qualificati e capaci.

Come nel caso del Teatro Massimo “Bellini” di Catania, il cui sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano vanta, al fianco di una fitta carriera concertistica e direzioni artistiche positive, un’attività didattica musicale ricca di soddisfazioni e la laurea in legge (con tesi su Le fondazioni teatrali), per non dire della prerogativa di essere espressione delle istituzioni e della cultura locale.

La nomina di Maria Elena Volpes a presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana (FOSS), è nello stesso solco.

Volpes, dirigente regionale di seconda fascia, laureata in Lettere Moderne a Palermo col massimo dei voti, dal ’99 al 2001 è stata direttrice della Sezione beni antropologici alla Sovrintendenza di Palermo e, in seguito, direttrice dell’unità operativa; per qualche anno si è occupata anche del Museo Regionale di Palazzo Mirto, e ha insegnato alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Palermo; ma anche direttrice del Parco Archeologico Industriale e Museo della Zolfara.

Andata in pensione, ora è chiamata per ridare lustro a una realtà, la Sinfonica, che negli ultimi tempi ha vissuto sulle montagne russe: nomina e revoca di Ester Bonafede da sovrintendente; dimissioni di Stefano Santoro da presidente dopo il “caso” con l’Associazione Amici della Musica, che il comune di Palermo, con arroganza, ha voluto riammettere al Politeama nonostante il divieto dello stesso Santoro per un debito pendente da 800 mila euro.

Il “Progetto Beethoven” portato a Taormina, assieme ad altre iniziative in corso durante l’estate, combinano la determinazione del Governo Regionale a rilanciare la città del centauro, sull’assunto che se riparte Taormina riparte la Sicilia, dopo il fermo e i distanziamenti stabiliti a causa del covid.

VideoCapture_20200730-003935Sul “Progetto Beethoven” Volpes ha dichiarato: “Con quest’ultimo concerto, l’Orchestra Sinfonica ha concluso in modo superbo il ciclo dedicato a Beethoven. La Nona Sinfonia, una delle opere fondamentali della cultura europea, simbolo di unità, al punto da assurgere ad inno europeo, ha concluso una tappa dalla quale i nostri musicisti escono ancora più consapevoli delle loro potenzialità personali e di gruppo, oltre che orgogliosi di loro stessi, come lo siamo noi. Ad accompagnarli in questo percorso due artisti di livello internazionale come il maestro Diego Matheuz e il pianista Gerhard Oppitz, entrambi innamorati di Beethoven; oltre agli altri bravissimi interpreti che li hanno accompagnati nel concerto conclusivo. Raggiunto con soddisfazione questo obiettivo, in un contesto prestigioso come il teatro antico di Taormina, guardiamo alle prossime sfide che saranno numerose e di uguale rilievo e vedranno impegnati con i nostri musicisti altri artisti di levatura mondiale, in un percorso di crescita in divenire da cui tutti usciremo migliorati e con una visione prospettica sul futuro”.

Taormina chiama Palermo - riassume Antonio Marcellino, sovrintendente della FOSS - e noi siamo lieti di contribuire alla stagione estiva di una realtà artistica di eccellenza. Del resto l’OSS ha sede a Palermo ma appartiene alla Sicilia”.

Grande merito all’assessore Manlio Messina che studia e inventa soluzioni in grado di riportare enti e istituzioni culturali ai livelli di prestigio di un tempo, con la speranza di non subire “rapine”, come in passato fu per i “David di Donatello” e tante altre iniziative di promozione turistica, culturale e ambientale un tempo promosse e realizzate in numerose località della Sicilia, meta di levatura internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *