R.I.P. Niki Lauda, ex pilota leggendario della Formula 1

Morto all’età di 70 anni, l’ex pilota austriaco Niki Lauda, campione del mondo Formula 1 per ben tre volte. Ne dà il triste annuncio la famiglia su “The Sun”.

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I trascorsi di Niki Lauda, per quanto riguarda la sua salute, non erano molto incoraggianti. Nel 2005, il pilota, era stato sottoposto ad un trapianto di rene e nell’anno 2018, ha subito un trapianto di polmone a causa di una infezione polmonare. Ha trascorso un anno ricoverato a causa dell’intervento e della dialisi a cui si era sottoposto. È venuto a mancare tra la notte del 20 e il 21 maggio 2019, in una clinica in Svizzera.

Il suo nome di battesimo era Andreas Nikolaus Lauda, nato a Vienna il 22 febbraio 1949 ed oltre ad essere stato un importante ed apprezzato pilota Formula 1, era anche un imprenditore (fondatore delle compagnie aree Niki e Lauda Air) e dirigente sportivo.  Ha partecipato a 171 Gran Premi, conquistandone la vittoria di 25 e pilotando per March BRM, la gloriosa Ferrari, Brabham e per finire la McLaren. Si interessa all’automobilismo fin dalla giovane età, anche se i genitori non erano molto favorevoli a questa sua grande passione. Inizia a partecipare alla Formula Vee, passando successivamente alla Formula 3. Quando la sua carriera sembra essere arrivata al capolinea, riesce a partecipare anche in Formula 2, ma nella stagione del 1971 non ha vita facile. L’anno successivo diventa pilota ufficiale dell’STP March di Formula 1 e di Formula 2, puntando alla vittoria. Nella gara inaugurale dell’europeo, Lauda è riuscito ad arrivare secondo dietro a Dave Morgan.

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Ad Oulton Park, ha conquistato la vittoria davanti a Birrell, e nella seconda prova dell’Europeo a Thruxton, è arrivato terzo dietro a Peterson e Cevert, riuscendo poi a passare in testa all’Europeo nel quale è arrivato quinto.

Il suo debutto in Formula 1 è stato al Gran Premio d’Austria 1971 pilotando una March, dal quale è stato poi costretto a ritirarsi, ma la stagione successiva è riuscito a partecipare all’intero campionato, in cui non ha segnato nessun punto.

Nel 1973 è passato alla BRM e la sua carriera è migliorata di molto guadagnandosi una buona fama e nel Gran Premio del Belgio, è arrivato quinto. L’anno successivo grazie al suo passaggio alla Ferrari, è riuscito a pagare le penali per avere interrotto il contratto l’anno precedente. La sua carriera è stata un susseguirsi di incidenti ma anche successi, come quello ottenuto nel Gran Premio D’Olanda. Con la piazza d’onore in Francia, è andato in testa al mondiale.

Al Gran Premio d’Italia, speranzoso per la vittoria, ha dominato la prima parte della gara ma per un guasto al motore, non è riuscito ad ottenerla. A causa dei suoi ritiri, non è stato molto d’aiuto a Regazzoni, ma alla prima stagione in Ferrari si è dimostrato più veloce di quest’ultimo con il record di 9 pole position.

Al Gran Premio di Monaco nel 1975, conquista 4 vittorie e un secondo posto sul podio, a Monza e nella gara in Germania, arriva terzo, vincendo anche l’ultima gara negli Stati Uniti.

Il 1º agosto 1976 al Gran Premio di Germania, sull’indimenticabile circuito del Nürburgring, Lauda ha avuto il più brutto incidente della sua carriera, da cui ha riportato danni permanenti, come ustioni di terzo grado.

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Arrivato a questo punto della stagione in vantaggio, non poteva contare ancora sulla futura squalifica di Hunt, per il Gran Premio di Gran Bretagna, che gli avrebbe dato un vantaggio quasi assicurato; ma la gara ha avuto risvolti negativi perché aveva appena piovuto e Lauda aveva scelto le gomme per la pioggia e durante il primo giro ha perso posizioni. Quando si era fermato per cambiarle ed è ripartito è stato vittima del brutto incidente in una curva a Bergwerk. Si pensa che esso fosse dovuto al cedimento di una sospensione, ma questa teoria viene respinta dal direttore della Ferrari Daniele Audetto, il quale pensa che essa sia senza fondamento.

Lauda, dopo aver perso il controllo della propria vettura, si è scontrato contro una  roccia a lato del circuito, trovandosi in mezzo alla pista privo di casco. La vettura  ha  preso fuoco a causa  della fuoriuscita di benzina e il pilota è rimasto intrappolato in essa avvolta tra le fiamme, prima che alcuni colleghi venissero ad aiutarlo e a cercare di estrarlo. Grazie ad Arturo Merzario, Lauda è riuscito a salvarsi anche se le sue condizioni erano molto critiche, non solo per le ustioni riportate, ma anche per l’inalazione dei fumi della benzina che potevano rivelarsi letali. Quattro giorni dopo, è stato dichiarato fuori pericolo e l’8 agosto dello stesso mese ha lasciato l’ospedale.

Nel 1977 continua ancora la sua corsa con la Ferrari, partecipando al Gran Premio del Brasile e al Gran Premio del Sud Africa, nel quale ha conquistato la vittoria. Il 30 ottobre, Lauda ha terminato il suo rapporto con la Ferrari e nel 1978 si è trasferito alla Brabham, con la quale ha partecipato al Gran Premio di Monaco, al Gran Premio Dino Ferrari (in cui vinse) e al Gran Premio del Canada.

Nel 1979 si ritira dalle gare e si dedica alle sue compagnie e nel 1981 annuncia il suo ritorno per la stagione del 1982, nella quale approda alla McLaren, vincendo il Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest, il Gran Premio di Gran Bretagna e il Gran Premio di Svizzera.

Nel 1983, conquista il terzo posto in Brasile  il secondo al Gran Premio degli USA-Ovest. Nel 1984 vi sono stati dei problemi per quanto riguarda i motori, ma la McLaren di Lauda e di Alain Prost, non hanno accusato problemi di consumi e hanno conquistato la vittoria nella prima fase di stagione, tranne per il Gran Premio del Belgio.

Nel 1985, Lauda, ha annunciato il suo secondo e ultimo ritiro a fine stagione e dopo esso ha iniziato ad occuparsi nuovamente delle sue imprese e a svolgere la professione di commentatore televisivo. Nel 2012, è diventato presidente onorario della Mercedes AMG F1.

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