R.I.P. Marty Balin, co-fondatore dei mitici Jefferson Airplane

E’ morto all’età di 76 anni Marty Balin, il cantautore, chitarrista e co-fondatore della leggendaria band americana di ‘folk e acid rock’ psichedelico Jefferson Airplane. Nel 2016 era stato operato al cuore. 

Mandatory Credit: Photo by Dave Allocca/StarPix/REX/Shutterstock (5626437f) Marty Balin Marty Balin at the Hudson Union Society, New York, America - 22 Oct 2015 Marty Balin, founder and lead singer of Jefferson Airplane talks and performs for the Hudson Union Society

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Marty Balin at the Hudson Union Society, New York, America – 22 Oct 2015

La notizia della morte di Balin, che risale a giovedì, è stata resa nota dal suo portavoce, Ryan Romensko, in un comunicato mentre il gruppo degli Starship, nato dopo lo scioglimento dei Jefferson Airplane e con il quale Martin Balin ha suonato, gli ha reso omaggio su Facebook. Il cantante e chitarrista aveva 76 anni e si è spento mentre veniva trasportato in ospedale, a Tampa, in FloridaSusan Joy Balin, la moglie, è stata con lui fino all’ultimo.

Marty lascia la moglie Susan Joy Balin, le figlie Jennifer Edwards e Delaney Balin e le figliastre Rebekah Geier e Moriah Geier.

Marty e io condividevamo il più profondo dell’amore – lo chiamava spesso Nirvana – e lo era, ma in realtà eravamo tutti toccati dal suo amore, la sua presenza sarà per sempre nel mio essere intero” – Susan Balin – “Papà era papà” – Delaney Balin

Personaggio centrale della Summer of Love, «estate dell’amore», a San Francisco fu al centro del processo creativo della band di rock psichedelico marchiando a fuoco come autore e con la ugola tenorile dischi storici come «Surrealistic pillow» e «Volunteers», di cui firmò anche la title track, indiscusso inno ribelle generazionale.
In quei tempi, Marty era un uomo d’affari“, ha detto Paul Kantner. “Era il leader della band a quel livello. È stato lui a spingerci a fare tutto il business, a orchestrare, a pensare in anticipo, a cercare manager e opportunità di club. È stato molto bravo in questo“.

La cantante Grace Slick: “Abbiamo perso una vera leggenda. Marty Balin ha contribuito all’inizio della rivoluzione che continua a vivere oggi”.

I fan di Marty lo descrivono per aver dato un impatto sostanziale importante nel mondo musicale: “Una delle più grandi voci di tutti i tempi, un cantautore immortale, il fondatore della band di San Francisco quintessenza degli anni sessanta“. La sua musica è conosciuta per essere la colonna sonora di tutti i momenti monumentali della vita.

marty balin 1Martyn Jerel Buchwald, così all’anagrafe, da Cincinnati, figlio di Joe e Jean Buchwald, aveva militato in una folk band ed aveva fatto il cantante pop in club di Frisco, allorquando, decise di aprire un club elettrico tutto suo, prese un vecchio ristorante e lo trasformò nel Matrix, che in breve diventò uno dei club leggendari della storia del rock della Baia.
Al Matrix Club fece suonare musicisti come Janis Joplin, Jerry Garcia, David Crosby, The Doors. Il Club, ex pizzeria, fu uno dei luoghi chiave nello sviluppo di quello che sarebbe stato definito a posteriori il “Sound di San Francisco” nella musica rock. Situato al numero 3138 di Fillmore Street, il Matrix aprì i battenti il 13 agosto 1965 ospitando un concerto dei Jefferson Airplane, che il cantante Marty Balin aveva da poco formato come “house band” del club. Marty era riuscito a convincere altri tre soci a mettere insieme 3,000 dollari per finanziare l’apertura del The Matrix, dando loro il 75% della proprietà del locale.

Nel club, incontrò Paul Kantner e la sua chitarra a dodici corde. Poi vennero il chitarrista Jorma Kaukonen, il bassista Jack Casady, il batterista Slip Spence e la cantante Signe Toly Anderson: era il 1965 l’Aeroplano Jefferson era nato e debuttava proprio al Matrix.
Nel 1966 arrivò l’album di debutto «Jefferson Airplane Takes off», che preparò la strada per la fama, giunta appena un anno dopo con la sostituzione della vocalist con Grace Slick, carta vincente del gruppo come autrice, oltre che come ugola – e presenza – sensuale.

954756_369663909827516_238699439_nL’album dei Jefferson Airplane del 1967 Surrealistic Pillow, con brani come White Rabbit, scritta e cantata da Grace SlickSomebody to LovePlastic Fantastic Lover, è stato una vera pietra miliare della storia del rock. Uno dei migliori album di tutti i tempi (500 Greatest Albums of All Time by Rolling Stone magazine).

Presenza centrale al Human Be-In di San Francisco, al Monterey Pop Festival, a Woodstock, ad Altamont, alle prime due edizioni del Festival di Wight, con  Grateful Dead e i Quicksilver Messenger Service i JA accesero il sound di San Francisco conquistando l’America e il mondo, ma attraversando anche tutte le contraddizioni di quel periodo, costruendo un suono lisergico, epico, a tratti militante e rivoluzionario, in altri momenti magniloquente.

marty-balinContraddizioni che non sempre Balin accettò di buon gusto, dall’eccessivo uso di ogni tipo di droga, soprattutto cocaina, alla violenza degli Hells Angels, di cui fu vittima proprio al famigerato festival di Altamont.

Il nome stesso del gruppo portava alla convinzione che le droghe permettessero di espandere la coscienza, di attraversare la porta della percezione. Jefferson Airplane sarebbe un termine slang per definire un fiammifero tagliato a metà in verticale usato per reggere una sigaretta o una canna di marijuana troppo corta per essere tenuta fra le dita, così da fumarla fino alla fine senza scottarsi, ma Kaukonen sostenne sempre che il nome fu inventato da un suo amico chitarrista, Steve Talbot, come parodia ai nomi dei musicisti blues, in riferimento a Blind Lemon Jefferson.
800px-MartyBalinPerformingRimasto nel gruppo per siglare anche lp come «After bathing at Baxters» e «Crown of creation», Marty, che preferiva l’alcool alle polverine e l’Lsd, nel 1971 lasciò i JA e, ancora sconvolto dalla morte dell’amica Janis Joplin, cercò una vita più salutare, praticando lo yoga. Ma ritrovò quel che restava del gruppo nel 1974 entrando nei Jefferson Starship: l’aeroplano era diventato un’astronave, ma volava decisamente più basso dei tempi di «Somebody to love» e «White rabbit».
Balin firmò comunque gli hit di questa stagione: «Miracles», «With your love» “Runaway” e «Count on me», ma poi abbandonò di nuovo gli antichi compagni, prigionieri di problemi di ego e non solo.
Nel 1981, realizzò il suo primo album solista, Balin, con due top hits, “Hearts” e “Atlanta Lady”.

“Whatever happened to wishes wished on a star?” — Marty Balin

Marty ha avuto una carriera storica come membro della Rock and Roll Hall of Fame, vincitore del Grammy Lifetime Achievement Award e artista solista di platino e oro. A Balin piaceva dipingere e lo fece per tutta la vita. Dipinse vibranti ritratti su larga scala di molti dei più influenti musicisti e buoni amici Janis Joplin, Jim Morrison e Jerry Garcia, per citarne alcuni, che avevano suonato al suo Matrix Club.

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La sua carriera solista non decollò mai, nel 1989 partecipò a una grande reunion degli Airplane, e poi a una degli Starship, prima di mollare definitivamente il giro musicale nel 2008.
Nel 2016 aveva avuto una grave operazione a cuore aperto, dalla quale non si era mai più ripreso.

Jefferson Airplane e Starship sono radicati musicalmente in Johnny Cash, Ella Fitzgerald ed Elvis? Marty racconta la sua storia ed è piuttosto affascinante. Questo è il primo segmento di interviste della Amazon Prime Series “The Reality” di Living Legends Music.

(fonti: google, wiki, MB facebook, www.ilmattino.it)

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