R.I.P. David Zard leggendario produttore discografico

Si è spento David Zard, a Roma, all’Ospedale Gemelli dopo una lunga malattia. Lascia una moglie e un figlio. Aveva compiuto 75 anni.

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Dopo la recentissima scomparsa di Michele ‘MIDAS’ Mondella, l’Italia perde un’altro grande produttore e discografico di grande caratura internazionale.
David Zard,
leggendario impresario musicale, definito “Il poeta della musica Live”, noto soprattutto per aver organizzato i concerti italiani dei Genesis, Lou Reed, Cat Stevens, Bob Dylan, Madonna, Pink Floyd, Michael Jackson e dei Rolling Stones.

Ebreo tripolino arrivato in Italia sull’onda delle persecuzioni del regime di Gheddafi, è morto a Roma sabato 27 gennaio 2018, a 75 anni, dopo una lunga malattia,.

Zard ha trovato il successo in Italia, dove ha portato i più grandi del rock internazionale: per primo ha portato i concerti negli stadie, ha legato il suo nome ai grandi della musica internazionale, da Cat Stevens a Elton John, da Tina Turner Lou Reed, da Frank Zappa ai Rolling Stones, da Michael Jackson a Madonna. 

In tempi in cui avere le rockstar negli stadi era tutto tranne che scontato, riuscì a far ‘aprire i cancelli del Flaminio a suon di statuto (“C’era scritto che doveva essere polivalente, dallo sport agli spettacoli, alla religione. Si arresero“) e quando la macchina organizzativa dei grandi eventi divenne qualcos’altro, si inventò l’opera rock affidata ai grandi cantautori italiani.

Tra le sue imprese più celebri quella di aver portato nel 1982 i Rolling Stones a esibirsi allo Stadio Comunale di Torino, e cinque anni dopo, nello stesso Stadio, la popstar Madonna alla sua prima apparizione in Italia, nel celebre concerto trasmesso in diretta dalla Rai con la frase iconica “Siete caldi? Bene, anche io”.

Non si dimentichino i concerti italiani di Michael Jackson del Bad World Tour a Roma e a Torino nel 1988 e del Dangerous World Tour a Roma e a Monza nel 1992. Nel 1991 poi l’eclettico Zard ha interpretato un ruolo nella pellicola cinematografica “Il muro di gomma” di Marco Risi..

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Zard è anche stato l’impresario che ha rilanciato in Italia il musical: nel 2002 Zard si associa con Riccardo Cocciante per portare in Italia l’opera Notre Dame de Paris: un kolossal visto da due milioni e mezzo di spettatori solo nella versione italiana, con quasi mille repliche. Molto più recente – è del 2013 – l’altra grande produzione ‘Romeo e Giulietta, ama e cambia il mondo‘, che lo stesso Zard definiva “uno spettacolo teatrale folle“.
Tornando indietro nel passato, alla fine degli anni ’70 Zard mise in scena ‘La Carovana del Mediterraneo‘, progetto musicale ideato da Angelo Branduardi: due tour europei con diversi artisti tra l’Italia e altri Paesi europei.

Al di là dei grandi progetti musicali, Zard è stato un famosissimo organizzatore di concerti mentre non riuscì – nel 1974 – a mettere in scena un grande evento come il Santa Monica Rock Festival, al quale avevano aderito artisti del calibro di Rod Stewart, Ten Years After e Lou Reed, per l’opposizione delle autorità che costrinsero la macchina organizzatrice a fermarsi.

nannini-780x450È stato agente e produttore discografico di Loredana Bertè e Gianna Nannini

Nato a Tripoli il 6 gennaio 1943 da famiglia ebraica, fu costretto ad abbandonare la Libia nel 1967, a seguito delle persecuzioni contro gli ebrei in concomitanza della guerra dei 6 giorni. E lo ricorda con commozione la comunità ebraica di Roma: “Apprendiamo alla fine di Shabbat che se ne è andato questa mattina David Zard – scrive su Twitter Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica romana – Cacciato come ebreo da Tripoli nel 1967 ha fatto la storia della musica e dello spettacolo in Italia. Ha dato lustro alla Comunità Ebraica che ora ne piange la perdita”. 

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Ad aprile 2006 fu sottoposto a trapianto di fegato. A convincerlo fu Lucio Dalla con un trucco che a Zard piaceva raccontare: “Lucio mi invita nella sua casa di Bologna. Siamo in strada e arriva un tizio. Lo ferma. E, rivolto a me, dice: ‘Vedi lui? Ha avuto i tuoi stessi problemi. Gli hanno trapiantato il fegato. Raccontagli come è andata”. E il tizio: “Operato quattro settimane fa, e sono già così”. Bene, al funerale di Dalla incontro la stessa persona. La fermo: “Oh, come stai?” E lui: “Bene, perché?”. “Come perché? Il fegato intendo”. La risposta mi ha fulminato: “Ma ancora credi a quella storia. Fu tutta una sceneggiata di Lucio”. 

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