R.I.P. Paul Kantner, cofondatore dei Jefferson Airplane

Paul Kantner, cofondatore e leader degli Jefferson Airplane è spirato nella sua casa di San Francisco all’età di 74 anni per i postumi di un attacco cardiaco.

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Il cuore di Paul Kantner si è arreso dopo aver resistito ad anni di eccessi ed ha smesso di battere il 28 gennaio, portandosi via uno dei più grandi musicisti della West Coast statunitense.

Kantner, infatti, soffriva già da tempo di problemi al cuore dovuti ad anni di sregolatezze, egli è infatti ricordato non solo per il grande successo degli Jefferson Airplane e degli Jefferson Starship, non solo per essere stato uno dei precursori del rock psichedelico e dalla Beat Generation degli anni ’60-’70, ma anche per essere stato un assiduo e accanito sostenitore delle droghe psichedeliche, soprattutto l’ Lsd, che egli sostenesse aprissero la mente e favorissero la crescita spirituale.

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Kantner fu cofondatore di uno dei gruppi più in voga negli anni ’60-’70, gli Jefferson Airplane, che furono originariamente fondati, nel 1965, da Marty Balin. Tra i membri del gruppo, oltre a Jack Casady, Jorma Kaukonen e Spencer Dryden, vi era anche Grace Slick, la cantante che in seguito divenne la compagna di Paul.

Brani come Somebody to Love e White Rabbit, veri e propri cavalli di battaglia della band, furono realizzati da Kantner, così come A Child Is Coming che egli scrisse in occasione della nascita della figlia che Kantner ebbe dalla relazione con Grace.

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Le canzoni degli Jefferson Airplane erano inni all’impegno sociale e fino alla fine degli anni 60 furono una delle band simbolo della controcultura americana.

Una delle più grandi manifestazioni pacifiste di tutti i tempi fu il grande concerto a cielo aperto di Woodstock e non potevano certo mancare gli Jefferson che cominciarono ad esibirsi sul palco alle 8 di mattina della domenica e che, nonostante ciò, furono accolti con immenso entusiasmo dalla marea di folla presente.

Ma altre pagine della storia del rock americano anni ’60 vedono scritto il nome degli Jefferson Airplane, come il festival di Monterey del 1967 o lo show che i Rolling Stones diedero ad Altamont, qualche settimana dopo Woodstock e che purtroppo sancì la fine dell’utopia di pace e fraternità che il movimento dei figli dei fiori portava avanti con tutte le sue forze.

L’episodio in particolare fu quello dove la sicurezza per far mantenere l’ordine tra gli entusiasti ragazzi presenti all’evento, prima picchiarono sul palco Marty Balin che li aveva accusati di maltrattare gli spettatori e poi, purtroppo, uccisero a coltellate l’appena 18enne Meredith Hunter.

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Da questo infausto evento nacque l’idea, in realtà già partorita nei sogni di Kantner, di costruire un’astronave per portar via da questo mondo i giovani che ancora credevano nell’amore, nacquero così gli Jefferson Starship e il loro nuovo album Blows Against The Empire, nel quale il tema predominante era la fallita rivoluzione combattuta dai pacifisti sulla Terra che porta i reduci ad imbarcarsi su un’astronave per trovare un nuovo mondo dove poter abitare.

Negli anni successivi a quest’album che inneggiava ad un nuovo cambiamento, i brani dei Jefferson si fecero via via più “morbidi” e commerciali e nacquero album come Dragonfly del 1974 e Red Octopus del 1975.

Forse lo psichedelico Kantner non ha mai voluto credere che l’amore possa aver fallito contro la violenza, e negli anni successivi, in collaborazione con tanti altri musicisti ha sempre continuato a sognare la sua utopia, rendendola tangibile sulle note delle sue canzoni.

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