R.I.P. Moira Orfei. Icona e regina del circo italiano

La stella del circo si spegne a 83 anni a Brescia.

Moira Orfei, l’incontrastata stella del circo, si è spenta ieri notte nel suo letto all’età di 83 anni a Brescia, e in settimana avranno luogo i funerali nella nativa San Donà di Piave, in provincia di Venezia, dove sarà trasferita la salma. La grande regina del circo entrò in questo mondo di domatori, trapezisti, clown e acrobati all’età di sei anni, raggiungendo in breve tempo una popolarità che la consacrò a icona indiscussa del circo. Infatti nel 1960 il nome della compagnia circense divenne Circo di Moira Orfei. Questo mondo spettacolare e fuori dall’ordinario è sempre stato la sua vita e Moira Orfei in altre vesti proprio non si poteva immaginare. Figlia d’arte, nata da Franco Orfei e Violetta Arata, anche loro consacrati al mondo circense, ha regalato forti emozioni a chi voleva assistere anche solo una volta alla magia del circo.

Nei suoi spettacoli in giro per il mondo la regina degli animali si è sempre contraddistinta per i suoi ruoli da cavallerizza, trapezista, acrobata, domatrice di elefanti e addestratrice di colombe, fondando i punti cardine della tradizione circense Orfei. Come lei anche i figli Stefano Nones e Brigitta Boccoli, continuano la tradizione del circo Orfei, con un “mestiere” che si sono tramandati di generazione in generazione.

Il circo Orfei divenne negli anni il simbolo del mondo circense e tutti, se pensano a questa realtà, l’associano immediatamente a Moira Orfei che ha saputo dare ai suoi spettacoli una nota distintiva. Questo è valso al suo circo il Clown d’Oro, l’importante riconoscimento del Festival Internazionale del Circo di Montecarlo nel 1987. Si tratta del primo circo italiano che conquistò questo prestigioso premio grazie a un numero con 12 tigri.

Tuttavia la grande Moira Orfei, oltre ad essere stata legata al circo per tutta la sua vita, ha visto un percorso parallelo nel mondo del cinema lavorando accanto ai grandi della settima arte. Recitando in oltre 40 film, e al fianco di grandi attori come Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Totò, Moira Orfei ci ha regalato numerose emozioni attraverso lo schermo.  La schiera dei grandi nomi nel mondo del cinema non finisce qui, infatti la regina del circo ha avuto la fortuna di lavorare con registi del calibro di Lattuada, Visconti, Germi e De Sica.

A lei Carlo Bevilacqua e Francesco Di Loreto hanno dedicato un documentario “Moira, amore e fiori”, che ritrae il personaggio della Orfei nella sua inconfondibile maschera sorridente e beffarda nei manifesti sparsi nelle nostre città per pubblicizzare i suo circo.

Quel viso così artefatto era, infatti, una sorta di maschera inventata da Dino De Laurentis che le disse: “Usa sempre lo stesso look, solo le donne senza personalità lo cambiano di continuo”. Lei lo prese in parola e si accontentò di sottoporsi ad “almeno un’ora di trucco” pur di rimanere se stessa, sia per il pubblico che per  familiari e amici.

La svolta nella sua carriera cinematografica arrivò con Pietro Germi e il suo “Signore e Signori” nel 1966. Nel film Moira Orfei interpreta una ragazza trevigiana in cerca di ometti facoltosi. Germi riuscì a connotare l’identità cinematografica del personaggio Orfei, poi ripetuto in “Straziami ma di baci saziami” di Dino Risi nel ’68 e in “Profumo di donna” nel ’74.

Tra gli aneddoti più movimentati che hanno contraddistinto la sua vita circense ricordiamo quello del 1977. Quell’anno il circo di Moira si trovava bloccato in Iran, con 100 artisti e 50 animali, a causa dell’insurrezione popolare. Per sbloccare la situazione e liberare il circo Orfei venne mobilitato il Ministero degli Esteri.

Insomma, nella vita di Moira le emozioni non sono certo mancate e forse proprio grazie  a questa vita fuori dal comune è riuscita con i suoi spettacoli circensi a trasmettere al suo pubblico quell’energia e quell’originalità che l’hanno consacrata a icona del circo.

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