R.I.P. Mimmo Pintacuda, il fotografo che ispirò Giuseppe Tornatore

All’età di 86 anni è morto nella sua casa di Aspra, una frazione di Bagheria. Negli anni ’70 lavorò con il noto regista bagherese, avvicinandolo alla fotografia

Un altro pezzo della storia culturale di “Baaria” lascia un vuoto incolmabile, attenuato soltanto dalla sua arte, così vivida e tangibile, da essere consegnare ai posteri. Da tempo malato, Mimmo Pintacuda è stato colui che ha avvicinato Peppuccio Tornatore alla fotografia, innestando un germoglio che in seguito, avrebbe dato i frutti rigogliosi che tutti conoscono. Nel pluripremiato “Nuovo Cinema Paradiso”, il personaggio chiave di Alfredo, è stato ispirato proprio da Pintacuda, all’epoca proiezionista al Cinema Vittoria. Un incontro casuale tra i due, ma così cruciale da essere determinante per entrambi. Di Tornatore amava dire il noto fotografo: “Quando a Mimmo, gli prospettavo una vita grama con l’attività di proiezionista, lui rispondeva: ma io non voglio fare il proiezionista, io voglio fare il regista”. Un parallelismo tra la realtà e la finzione della pellicola premiata con l’Oscar, che sottolinea ancora una volta come le sorti della carriera del cineasta bagherese siano legate indissolubilmente alla sua terra, a quella Bagheria che ha dato i natali a esponenti di spicco dell’arte quali Renato Guttuso e Ignazio Buttitta – per citarne alcuni. Anche se tardi l’attività fotografica diventa più che una passione per Mimmo Pintacuda, in lui ci sarà sempre un rispetto reverenziale dinanzi all’obiettivo. Nei suoi scatti, la difficile condizione sociale di una città che tra tante contraddizioni, è vessillo della tenacia siciliana, della caparbietà di una Regione in grado di non lasciarsi abbattere dai tanti detrattori, mantenendo sempre il petto in fuori e la testa alta. Una moltitudine di scatti testimoniano il suo amore per la quotidianità, per una realtà circostante intrisa di vivace genuinità. Restio al linguaggio politichese, troppo spesso distante da quello del popolo, nel 2006 affida alla Fondazione Alinari di Firenze, il suo notevole patrimonio fotografico. Con più di tredici mila scatti, il talento artistico del Fotografo bagherese continuerà a essere una fonte di ispirazione per coloro i quali l’obiettivo fotografico è uno strumento per fissare il mondo con occhi diversi. Dichiara Giuseppe Tornatore: “Quello che le foto di Mimmo mostravano era tutto vero ed hanno influenzato la mia capacità di vedere le cose da regista cinematografico. Alle voci di stima per un artista contemporaneo, una datata dichiarazione di Guttuso, la quale recita: “Bagheria deve essere riconoscente a Mimmo Pintacuda per l’amore, la costanza, l’intelligenza con cui è riuscito a mettere assieme una eccezionale documentazione della Bagheria di ieri e di oggi. All’occhio fotografico rivolto a cogliere particolari caratteristiche di ambiente, personaggi tipici, Pintacuda ha saputo unire la coscienza civile, la consapevolezza del cittadino, la denuncia della distruzione cinica dei monumenti e del paesaggio”. Nel ricordo di un uomo straordinario, un pensiero alla famiglia, con la certezza che il lascito fotografico e umano, continuerà a vivere ancora a lungo. 

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