R.I.P. Lino Bonfanti, il maestro del calcio italiano e tra i protagonisti del Catania in Serie A nel 1970

Catania piange la perdita di uno dei più rappresentativi giocatori e bandiera dei colori rossoazzurri: Aquilino Bonfanti.

Aquilino_Bonfanti

Ha portato il Catania in serie A nel campionato datato 1969-70, quello del neo presidente Massimino e dei sogni rossoazzurri nella terza promozione alla massima serie, lasciando un caro ricordo in tutti i tifosi etnei, anche in quelli troppo giovani per esultare alle sue prodezze.

Milanese, attaccante dal dribbling rapido e tiro preciso, riusciva a trascinare tutta la squadra. Capocannoniere in B con 13 reti in 34 partite, realizzando una doppietta nel corso della gara decisiva disputata il 14 giugno 1970, Reggina-Catania 1-3.

Ala sinistra dotata di talento, intelligenza calcistica e generosità, scrisse dal 1969 al 1972 una pagina importante della storia del club etneo; complessivamente, in maglia rossazzurra, Aquilino Bonfanti collezionò 111 presenze, firmando 28 reti (5 in Serie A, 22 in Serie B ed una in Coppa Italia).

Dopo una lunga carriera sul campo verde si dedica alla scuola calcio, crescendo generazioni di piccoli campioni, un maestro, non un allenatore. Non tattiche ma tecnica, abilità, come quando dribblava gli avversari, il giusto modo di calciare il pallone e, soprattutto, il giusto modo di comportarsi in campo.

Abbiamo contattato Turi Distefano, amico di vecchia data di Globus Magazine, allenatore e profondo conoscitore delle vicende del Calcio Catania, per raccontare la storia del grande Bonfanti.

Aquilino Bonfanti è stato uno dei grandi protagonisti del calcio italiano e del Catania ed è un peccato che le giovani generazioni non lo ricordino più – ci racconta mister Distefano -. Era forte di sinistro e soprattutto di testa, loquace sul campo, “sudava” la maglia e si faceva volere bene dai tifosi, perché dagli spalti si vede chi davvero corre e lavora per la squadra“. 

Era un altro modo di vivere il calcio, fatto di lavoro duro, passione e rispetto. Questo era Aquilino Bonfanti. In area non aveva paura e correva fino alla fine. Un grande campione” conclude Distefano.

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