R.I.P. Franco Califano, il Califfo se ne è andato con tutta la sua …’noia’

Pasqua triste per l’Italia canora.
Franco Califano è morto ieri nella sua casa ad Aci­lia in seguito a una crisi respiratoria post-tumorale.
Era nato a Tripoli, il 14 settembre del 1938, aveva 74 anni.

 Cantante, ma anche attore, scrittore e personaggio tv, il «Calif­fo » è stato autore di molti brani di successo. Era malato da tempo (cancro osseo) ma solo pochi giorni fa, il 18 mar­zo, si era esibito al Teatro Sistina di Roma.

Nel 2006 aveva partecipato alla terza edizione del reality Music Farm, condotto da Simona Ventura. Nel 2007 e 2010 partecipa a due puntate di Ciao Darwin con Paolo Bonolis. Il 3 agosto 2012 oltre 5 mila persone assistono a un suo concerto in piazza San Giovanni in Laterano a Roma nell’ambito del San Giovanni Summer Village. Il 18 marzo si era esibito, nel suo ultimo spettacolo, al Teatro Sistina di Roma.

Disincantato amante latino, un po’ cinico, un po’ romantico, aveva composto in coppia con Dario Baldan Bembo Minuetto per Mia Martini, un capo­lavoro della musica italiana. Con Mino Reitano aveva firmato Una ragione di più, uno dei brani più belli, struggenti e passionali della nostra canzone d’autore, portrato al successo da Vanoni e New Trolls.  Suo è anche il testo di Un’estate faversione italiana di Une belle histoire, del cantante francese Michel Fugain.
Califano aveva tatuato nell’avambraccio destro la sua celebre frase Tutto il resto è noia, il suo brano capolavoro del ’76. 

 

Originario di Pagani, in provincia di Salerno, nacque per caso in aereo sul cielo della capitale libica, a quei tempi territorio metropolitano italiano, acquisito con la guerra italo-turca del 1911. Crebbe e visse per molti anni a Roma ma trascorse otto anni a Milano. Già arrestato nel 1970 per possesso di stupefacenti, caso in cui fu coinvolto anche Walter Chiari (assolto con formula piena), finisce nuovamente in carcere per lo stesso motivo e per porto abusivo di armi nel 1983, questa volta insieme al conduttore televisivo Enzo Tortora (assolto con formula piena e caso emblematico di mala giustizia). Durante quest’ultima esperienza carceraria compose l’album Impronte digitali, che si basa soprattutto su esperienze di quel periodo. In entrambi i processi Califano fu assolto “perché il fatto non sussiste”. Califano lo ricordò ripetutamente nei suoi libri e nelle sue interviste. (fonte Wiki)

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