R.I.P. – Addio ad Harold Ramis, mente di “Ghostbusters” e “Ricomincio da capo”

É stato uno dei pilastri della commedia a stelle e strisce negli anni ’70-’80. Grande sceneggiatore e regista, viene particolarmente ricordato per la sua interpretazione dell’allampanato Egon Spengler in “Ghostbusters” 

Muore a Chicago l’attore, sceneggiatore e regista Harold Ramis, stroncato a 69 anni da una malattia rara, di cui era affetto da tempo, la vasculite autoimmune. Aveva iniziato ad avere gravi problemi di salute nel 2010, a causa di un’infezione. L’anno seguente è stato colpito dalla vasculite, questa rara forma di infiammazione autoimmune, che colpisce i vasi sanguigni, le cui complicazioni lo hanno adesso portato alla morte. 

L’amico Dan Aykroyd, saputa la notizia, ha pubblicato un comunicato dicendosi ‘profondamente triste nel sentire della perdita del mio intelligente, talentuoso, divertente amico… Possa ora trovare le risposte alle domande che continuava a fare’.

Nato a Chicago nel 1944, Ramis si laurea alla Washington University di St. Louis, Missouri e pochi anni dopo è già pronto a far ridere gli americani, occupandosi di una rubrica umoristica sulla celebre rivista erotica “Playboy”. Ma la svolta avviene agli inizi degli anni settanta, quando si trasferisce a New York e con la compagnia di teatro Second City si mette a scrivere ed interpretare lo spettacolo “National Lampoon Show in un teatrino del Greenwich Village: 350 repliche e debutti storici, come quello di John Belushi e Chavy Chase. L’incontro con il gruppo comico dello Saturday Night Live fa il resto. Nel 1978 Ramis porta a termine lo script di Animal House assieme a Douglas Kenney e Chris Miller, rielaborando le esperienze di matricola nella confraternita universitaria della Washington. Ivan Reitman produce e dirige, John Belushi è Bluto: 3 milioni di dollari di budget e solo negli Usa 140 milioni d’incassi!

È la storia del cinema comico/demenziale anni ’70-‘80 negli Usa. Il bis nel 1980 avviene passando direttamente alla regia, con la prima di parecchie collaborazioni con Bill Murray e Chavy Chase davanti alla cinepresa: “Palla da Golf” (1980), altro successo commerciale Usa, praticamente invisibile in Italia.

Ma è nel 1984 che arriva il vero successo: Ramis, assieme a Dan Aykroyd, scrive la sceneggiatura di “Ghostbusters, diretto da Reitman e con interpreti principali i sodali Aykroyd e Murray. Il successo planetario verrà doppiato da uno scadente sequel nel 1989, sempre scritto da lui. Il regista Ramis dà, invece, prova di grande talento comico con “Ricomincio da capo” (1993): ancora Bill Murray davanti la macchina da presa, per la storia di un meteorologo di una tv locale giunto a Punxtsutaweney (Pennsylvania) per raccontare l’annuale ricorrenza del Giorno della Marmotta. Intrappolato in una sorta di magico cortocircuito temporale, una volta andato a dormire l’uomo si risveglia continuamente la mattina del giorno precedente ed è costretto a rivivere la stessa giornata in eterno, fino a quando l’amore per la bella Andie MacDowell sbloccherà il circolo vizioso.

Terzo successo planetario per Ramis è, infine, “Terapie e pallottole” (1999), coevo – e per molti antesignano – della serie tv The Sopranos con Robert De Niro, boss mafioso in crisi, che ricorre ad uno psichiatra come Billy Cristal. Il modello si ripete con “Un boss sotto stress (2002), ma non con lo stesso successo di pubblico.

Ramis ha diretto undici film e ritentato un rilancio comico affidandosi ad un attore comico di nuova generazione come Jack Black, ma “Anno zero” (2009), storia di due cavernicoli protagonisti di un lungo e sgangherato viaggio biblico, ha soltanto il pregio di avere tra i produttori Judd Apatow, colui che forse di Ramis ha raccolto l’afflato comico del milieu del “Saturday Night Live anni duemila”, puntando su Will Farrell e compagnia.

Il cinema americano piange, così, uno dei massimi esponenti della commedia.

Dolore tra i suoi amici e colleghi, in particolare Dan Aykroyd e Bill Murray.

La gente lo ricorda soprattutto per il ruolo di Egon Spengler in “Ghostbusters“, ove, proprio con gli amici di sempre Bill e Dan andava in giro ad acchiappare fantasmi per le strade di New York: ricordato proprio per questa interpretazione, sebbene “attore” lo sia stato quasi per caso, dato che le sue doti migliori le esplicò proprio come sceneggiatore e dietro la macchina da presa.

Addio Harold…

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