R.I.P. Addio a Enzo Iannacci, il medico artista

Si è spento Enzo Jannacci cantautore, cabarettista, attore e cardiologo italiano, tra i maggiori protagonisti della scena musicale italiana del dopoguerra.  

Cabarettista, ma anche cantautore impegnato sui temi sociali, era anche attore.

Vincenzo ‘Enzo’ Jannacci aveva 77 anni ed era da tempo malato di cancro. Il cantautore è morto alla clinica Columbus.

Era nato a Milano il 3 giugno 1935. Il padre di origine pugliese da parte di padre. Il nonno, Vincenzo era emigrato a Milano da Bari poco prima dello scoppio del primo conflitto mondiale.

Dopo gli inizi della carriera negli anni Cinquanta, Jannacci da jazzista ha suonato con i più grandi tra cui Chet Baker. Dopo i primi 45 giri incisi con Gaber, debutta come solista con canzoni quali «L’ombrello di mio fratello» e «Il cane con i capelli». Ma a farlo conoscere al grande pubblico nel 1968 è  «Vengo anch’io. No, tu no».

L’esordio nel 1956, come tanti ragazzi della sua generazione e come Giorgio Gaber, suo compagno di scuola al liceo, travolto dal rock and roll e da Elvis Presley.  

Jazzista, attore, memorabile anche in tv, Jannacci è stato un maestro nascosto della musica (e non solo) italiana. Dietro quel sense of humour stralunato, un po’ folle, imprendibile e malinconico, si nascondeva un gigante della canzone,  anticipatore del rap all’italiana.

L’ultimo suo album di canzoni risale al 2003, l’ultima sua memorabile apparizione al 19 dicembre 2011, in un programma-tributo condotto da Fabio Fazio.

‘Vengo anch’io, no tu no’. fu tra i più grandi successi di Jannacci, brano tra i più cantati, scritto insieme a Dario Fo e Fiorenzo Fiorentini, ha raggiunto la vetta delle classifiche italiane di vendita. ‘Ho visto un re’, di Dario Fo/ Enzo Jannacci lo consacrò al grande pubblico.

 

DOC RAI2

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