Presentato a Monreale nei giorni scorsi il romanzo “Melodie della lupa” dell’autrice Antonella Vinciguerra

Intensa la collaborazione dell’editore Armando Siciliano che ha seguito l’autrice in questa sua ennesima avventura culturale che ha portato ad entrambi tante soddisfazioni.

Come è nato il sodalizio artistico con Armando Siciliano?

“Io e Armando ci siamo conosciuti due anni fa a Sambuca di Sicilia in occasione dell’edizione 2019 di “Kaos festival itinerante dell’editoria, della legalità e dell’identità siciliana”, nella quale  il mio romanzo “Germogli di porpora” si era classificato tra i finalisti.  Tra noi è subito nato un rapporto di reciproca stima che nel tempo è diventata una collaborazione vera e propria, grazie anche alla comune passione per la lettura e al grande amore per la nostra terra”.

Chi saranno, oltre lei ed Armando, coloro che saranno presenti per parlare del suo libro?

“Dopo i saluti istituzionali dell’Associazione alla cultura Rosanna Giannetto, “Melodia della lupa” verrà presentato dalla professoressa Amelia Crisantino, presidente della Pro Loco di Monreale nonché storica e grande lettrice. Seguirà l’intervento del dottor Claudio Roberto Gambino in veste di psicologo in merito alle ripercussioni psicologiche dei soggetti che hanno subito un evento traumatico legato a fatti di violenza fisica e psicologica. L’incontro si concluderà con i saluti dell’editore e del capo Ufficio Stampa del comune di Monreale dottoressa Ina Modica, in veste di presidente dell’associazione culturale  DonnAttiva”

Perché ha voluto dare al suo libro questo titolo così particolarmente strano?

"Melodia della lupa è la storia di un’identità negata e sottomessa alla volontà di un uomo violento, ma è anche un percorso di crescita, un viaggio alla scoperta di sé che porta la protagonista a valicare confini geografici ed emotivi, tracciando una mappa fatta di amore e resilienza e tessendo rapporti umani che poi diventeranno la sua vera corazza. Il suo cuore è alla perenne ricerca di una melodia ululata alla luna da una Lupa fatata, figura importante della majaria siciliana che pervade l’intero romanzo e che, se è balsamo per l’anima inquieta e porto dove poter attraccare durante la tempesta, rappresenta anche la tenacia e la forza che ogni donna ha dentro di sé”.

Lei, Antonella, ha anche al suo attivo ben tre libri. Ci vorrebbe scrivere i rispettivi titoli e che argomenti potremo leggere all’interno degli stessi?

“Il primo libro ha per titolo “Fimmini” ed è una raccolta di novelle dal contenuto tragico costruite attorno ad un testo teatrale comico. Parla di donne della Sicilia di fine ottocento che attingono alle loro risorse per conservare intatte la bellezza e il coraggio quando la vita le mette a dura prova. Il secondo ha come titolo “Germogli di porpora” e racconta della speranza di salvare il mondo attraverso la rivisitazione delle pulsioni più intime e primitive dell’animo umano, mentre il destino si diverte a rimescolare le carte dei personaggi.  In entrambi i romanzi, la Sicilia fa da cornice con i suoi profumi portati dal vento caldo di scirocco e le sue cicale che, con il loro incessante frinire, accompagnano la quotidianità della vita sull’isola, come testimoni nascoste di passioni forti e contrastanti”.

Perché la scelta di Monreale per presentare il suo libro e non Palermo?

“Io sono nata ad Agrigento e non smetterò mai di amare quei luoghi, così come amo Palermo che mi ha accolta durante il periodo universitario e mi coccola per parte della settimana, ma Monreale è la mia seconda casa; è lì che lavoro ed è lì che vivo con mio figlio”.

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