Presentato alla città “Matrimonio Siriano di Laura Tangherlini.

Un reportage, che nasce da un viaggio in Libano, che descrive questa apocalisse lunga sette anni, vista con gli occhi di due sposi

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Si intitola “Matrimonio Siriano”  il libro di Laura Tangherlini, giornalista di Rai News 24 che all’Expò di Pedara, alla vigilia del lancio di missili di Usa, Inghilterra e Francia sulla Siria, ha presentato alla città raccontando storie di una cultura non poi così lontana. Un insieme di esperienze attraversate e poi messe nere su bianco nella unica consapevolezza di fare del bene divulgando quanta sofferenza c’è in questa parte del mondo e di come piccoli gesti possono portare un sorriso e tanta speranza a chi vive condizioni di paura, disperazione e morte. Una raccolta di testimonianze dei siriani torturati per ordine del regime, di famiglie ostaggio nei quartieri ribelli, della reazione delle popolazioni vicine che da scettiche si sono ritrovate ad accogliere i profughi. Un reportage, che nasce da un viaggio in Libano, che descrive questa apocalisse lunga sette anni, vista con gli occhi di due sposi.  Laura Tangherlini e suo marito, Marco Ro’  musicista e suo compagno di viaggi, alle falde del vulcano, alla presenza tra gli altri dell’assessore alla Pubblica Istruzione Marina Consoli, del pedagogista Tommaso Pezzino, del dirigente scolastico dell’istituto Fernando Rizza  si sono aperti alla comunità come le pagine del libro,  la cui prefazione è stata curata da Corradino Mineo e l’introduzione da Gian Antonio Stella, in cui ripercorrono le tappe  di quella che è a tutti gli effetti una missione non ancora compiuta. Il loro matrimonio ha fatto da motore economico,  per amore di quei bimbi orfani e di quelle donne che negli occhi hanno ancora vivo il terrore ma che nonostante tutto  lottano per la sopravvivenza . I momenti di allegria e svago, cantando le canzoni scritte insieme al marito, e la promessa di portare avanti questo progetto sposato anche da Terres des Hommes. Grande interesse da parte dei ragazzi, oltre agli alunni del Casella, erano presenti studenti del Concetto Marchesi, dell’alberghiero Rocco Chinnici succursale Pedara, le suore dell’Istituto Sacro Cuore e le volontarie della biblioteca Domenico Rizzo. “Una grande opportunità per i nostri alunni – ha dichiarato l’assessore Marina Consoli – è fondamentale parlare alle nuove generazioni di problemi che poco si conoscono, anche tra noi adulti, e di cui poco si parla. Un lavoro straordinario quello di questi sposi che ci hanno mostrato una comunità dalla quale siamo separati solo per il Mar Mediterraneo.” “Abbiamo voluto far riflettere i giovani – ha spiegato il pedagogista Tommaso Pezzino – sul senso della tolleranza. I siriani come da noi gli immigrati che quotidianamente raggiungono le nostre coste, sono un popolo che evade da guerra, fame e miseria e la Sicilia come il Libano è una terra di accoglienza che affonda le sue radici sulla tolleranza. Partendo proprio dalla frase provocatoria di Pier Paolo Pasolini La tolleranza spesso nasconde una condanna più raffinata ci siamo soffermati con i ragazzi sulla realtà di popolazioni che si trovano soltanto a poco più di due ore di aereo da qui. Interessante – ha concluso Pezzino – è stato interrogare l’autrice sul concetto di sogno e del diritto di sognare. Per i bimbi siriani profughi la chimera della normalità nelle cose più semplici come riprendere possesso della loro case che probabilmente neanche esistono più, e di tornare a scuola.”

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