Presentata la stagione lirica e sinfonica 2020 del teatro Bellini

Grande concorso di pubblico e parole di entusiasmo e ottimismo  da parte del Presidente della Regione Musumeci e del nuovo Sovrintendente Giovanni Cultrera

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Folla delle grandi occasioni, tra giornalisti artisti vari e popolo, per la presentazione, in un mite pomeriggio di incipiente inverno -ma a Catania dal cielo azzurro, mai è inverno veramente…- del 30 novembre, nel foyer del teatro Bellini di Catania: con palpabile emozione, dopo mesi e mesi di fermenti anche estremi durante i quali si è paventata la chiusura del teatro o la sua riduzione ai minimi termini, la politica ha assunto l’onere e l’onore di riavviare il macchinario, ovvero di presentare la stagione lirica e sinfonica per l’anno 2020 del glorioso ente (l’anno prossimo compirà 130 anni) conosciuto in tutto il mondo per il nome del Cigno catinense, Vincenzo Bellini. E siccome in questo caso la politica, in quanto gestore, è la Regione Siciliana, con grande attesa da parte di tutti e la solita affabilità, è giunto il Presidente della Regione Nello Musumeci, affiancato dall’Assessore allo Spettacolo Manlio Messina, da quello alla Cultura del Comune di Catania Barbara Mirabella (alla fine è giunto il Vice Presidente della Regione Gaetano Armao), nonché dai vertici del teatro, dal Direttore artistico Francesco Nicolosi al nuovo Sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano, la cui presentazione ufficiale è in questa occasione avvenuta, che assume la carica tenuta finora dal Commissario Daniela lo Cascio anch’ella presente.

Con estremo interesse i numerosi convenuti, con la perfetta organizzazione della collega Caterina Andò, hanno ascoltato gli interventi dei succitati personaggi, che si sono susseguiti: tra questi, piace riferire che la estrema pacatezza del Presidente Musumeci, unita al solito entusiasmo -per chi come noi lo ricorda, da Presidente della Provincia, attento alle realtà culturali ed agli eventi numerosissimi che in quella stagione felice si organizzavano, sia al Bellini che alle Ciminiere, con grandissima partecipazione dei catanesi e dei paesi viciniori- ha voluto estendere al pubblico l’auspicio che il rilancio del Bellini deve avvenire facendo ritornare il pubblico e soprattutto esternando il teatro verso quelle realtà popolari che non lo conoscono, comprese le scuole, anche attraverso una attenta promozione pubblicitaria: non solo un finanziamento che sia comunque garantito ma” la stagione si deve fare, non può la burocrazia bloccarla perchè per forza deve essere triennale: anche se finanziamo ogni anno, si fa lo stesso”, ha insistito Musumeci con la vèrve retorica di stile almirantiano che gli è, per antica scuola, congeniale (e che, ahinoi il tempo passa, del grand’uomo ricordiamo…); ha anche voluto togliersi, con discrezione, qualche piccolo “sassolino”, il Presidente, ricordando “a chi sa intendere” che “il mio silenzio, in questi giorni di protesta, è il mio stile”, e rispondendo coi fatti, ovvero presentando la stagione, a quanti ne invocavano l’intervento in un senso o nell’altro.

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Ha preso poi la parola il nuovo Sovrintendente Giovanni Cultrera: con un intervento fine, attento, filosoficamente orientato e ossequioso sia delle maestranze che dei frequentatori che dell’intiero corpus che ruota attorno al Bellini, ha auspicato che gli enti privati, dalla Confindustria alla Confcommercio, dagli operatori culturali alle onlus alla Città metropolitana collaborino tutti nel fare risorgere il Bellini; citando Stendhal dopo la ricostruzione del San Carlo nel primo Ottocento, ha egli voluto fare intendere quale sia l’impeto nobile che lo anima, sapientemente, nel suo nuovo incarico (che si somma agli altri, numerosi e impegnativi, al teatro Garibaldi di Modica, al Donnafugata, alla direzione artistica della Unione Italiana Ciechi -ove si organizzano concerti di gran talento ed eleganza con voci nuove raffinate e di talento, alcuni di vasto successo rimasti negli annali di quel luogo e dell’arte musicale catanese- alla sua attività di manager ma soprattutto alla  carriera artistica di eccelso pianista); attento agli strati più popolari, da vero Cavaliere, ha voluto precisare che “le periferie di Catania devono partecipare ed essere presenti in teatro e così si farà”, come “i disabili devono avere libero accesso in teatro”; ha altresì auspicato che si crei l’Associazione Amici del teatro Bellini (come alla Scala, come ovunque del resto…) di supporto concreto alla struttura. Chi di Giovanni Cultrera conosce  gli aspetti umani, di raffinata sensibilità, sa che il suo impegno sarà massimo e concreto, nel raggiungimento degli intenti; la classe non è acqua, poi che egli discende da Angelo e Salvatore Majorana, già ministri nei governi della “terza Italia” ; frequentatore del Bellini (è sempre presente alle prime), il Maestro Cultrera conosce il funzionamento dell’ente e gli aspetti essenziali: “come il faro che riverbera la luce, così noi vorremmo che divenisse il teatro Bellini verso tutto il mondo”, ha concluso accolto da un applauso lungo, lungo, il più intenso.

Per quanto riguarda le stagioni lirica e sinfonica, esse sono state illustrate dal Maestro Nicolosi: si inizia il 25 febbraio con Carmen del Bizet, per la regìa di Luca Verdone e la direzione del Maestro Fabrizio Maria Carminati (il Bellini può vantarsi di codesto Artista che di recente, con la compagine del Verdi di Trieste, ha splendidamente portato in alto il nome della nostra Patria, nel Paese del Sole Levante, il Giappone, in una entusiasmante tourneé): Anastasia Boldryreva sarà la sigaraia, con Gaston Rivero, David Cecconi e il ritorno al Bellini, nelle vesti di Micaela, del soprano paternese ma sostanzialmente celebrità etnea, Daniela Schillaci (la quale ha riscosso ultimamente ampio successo al teatro di Cagliari con Attila, per la regia di Enrico Stinchelli).  Dal 25 marzo al primo aprile torna il dittico per eccellenza, ovvero Cavalleria rusticana e Pagliacci, tanto amato dal pubblico, Mascagni e Leoncavallo: direzione del Maestro Oleg Caetani, regia di Lino Privitera, vedrà nei doppi ruoli il soprano  Elina Rossi e , come Turiddu e Canio, il tenore Fabio Armiliato, che torna dopo il successo della Vedova allegra del 2017, ove trionfò anche il soprano Silvia Dalla Benetta.

Dal 24 maggio al 31  è la volta di Tosca del Puccini, per la prima volta in coproduzione col teatro Vittorio Emanuele di Messina (24 maggio, inizio della grande guerra vittoriosa: Vittorio Emanuele: casualità patriottiche che ad alcuni fanno piacere!) direttore Luigi Piovano, regia di Carlo Antonio De Lucia (anch’egli distintosi nella recente tournee nipponica col Verdi di Trieste) . Tosca sarà il soprano Svetlana Davidovna Kasyan , con Zoran Todorovich e Leo An, Spoletta il caro nostro artista Riccardo Palazzo (che sarà protagonista, col soprano Claudia Ceraulo e altri, della Messa belliniana in Cattedrale a Catania il 14 dicembre, con gli allievi dell’Istituto musicale Bellini etneo).  La programmazione dopo la pausa estiva riprende il 4 ottobre con il donizettiano Elisir d’amore: regia di Antonio Calenda, direzione del Maestro Jordi Bernacer; Adina sarà il soprano Irina Dubrovskaja, con il tenore Ivan Aoin Riska, Dulcamara il baritono Vincenzo Taormina col baritono Antonio Daliotti.  Ultimo titolo operistico, dal 6 al 15 dicembre, il rossiniano Barbiere di Siviglia: direzione del notissimo Michele Mirabella, a dirigere il Maestro Salvatore Percacciolo; Rosina sarà il mezzosoprano Marina Comparato, con Francesco Marsiglia e Alberto Gazale nel ruolo di Figaro. Per quanto concerne i balletti, saranno due: Chopiniana-Sharazàd col corpo di ballo russo dello Stato di Vyaceslav Gordeev, dal 6 al 10 maggio, e Rifare Bach del locale corpo di ballo Zappalà danza, dal 28 al 31 ottobre.      Per la stagione concertistica, che si inizia il 10 gennaio con la Nona di Beethoven diretta dal Maestro Pierluigi Gelmetti, segnaliamo la sezione musica contemporanea con la terza sinfonia del Maestro catanese Matteo Musumeci, nonché il concerto sinfonico corale nei giorni 10 e 11 aprile, quindi pasquale, con la Settimana Santa di Bach, diretto dalla bravissima Claudia Patanè, tra i pochi direttori d’orchestra donna attivi e di successo nel mondo musicale europeo  nonchè giovane talento etneo.     

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Da precisare, oltre l’intenzione della Presidenza della Regione Siciliana di concerto con l’Assessorato competente, di avviare col teatro Bellini il circuito detto dei “teatri di pietra”, ovvero Siracusa e Taormina (in realtà ciò già è stato fatto questa estate da altri enti, non è una novità: ma è nei fatti che il Bellini entri in tale struttura) , la programmazione di un festival appositamente dedicato a Vincenzo Bellini (perciò, ha precisato il Maestro Nicolosi, manca un titolo belliniano nella stagione lirica) proprio nel suddetto circuito e durante l’estate dell’anno prossimo. Anche qui si rimanda ai bei tempi, quando i Festival belliniani, in altre epoche ma non remote, venivano svolti con fior di voci e talenti.  La questione di abbassare i prezzi per consentire la frequentazione del teatro a fasce più ampie della popolazione non è stata invero affrontata, ma non mancherà alla attenzione e cura del nuovo Sovrintendente.   In conclusione, se è vero che la sicurezza economica (ma conoscendo i soggetti, non avrebbero mai consentito lo spengersi definitivo dell’ente) deve essere ratificata, certezza vi è di una programmazione conosciuta su vasta scala, con protagonisti sovente di gran valore e quindi avviata verso un percorso che auspichiamo positivo. Come dopo le eclissi, spunta sempre il sole che tutto irradia, nella sua immortale potenza.

                                                                                           

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