Premio Verga 2018 ad Anna Malvica per lo spettacolo e Rosa Maria Monastra per la saggistica

La FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori) di Catania e la Fondazione Verga, insieme agli altri enti organizzatori della settimana verghiana, hanno scelto di assegnare quest’anno il Premio Verga, nelle due sezioni spettacolo e saggistica, a due donne di altissimo profilo nelle proprie professioni

thumbnail_anna-malvica1Nel corso della cerimonia che si terrà sabato 21 aprile alle ore 20,30 presso l’Auditorium Rocco Chinnici (Istituto alberghiero) di Nicolosi, saranno consegnati i premi di quest’anno: per la sezione spettacolo all’attrice Anna Malvica, per la sua eccezionale carriera, e per la sezione saggistica alla prof.ssa Rosa Maria Monastra, per la sua attività critica brillante e al tempo stesso rigorosa, basata su una rassegna analitica dei testi verghiani che ha saputo cogliere la connessione tra reale e immaginario.

Anna Malvica, romana di nascita ma catanese di adozione, terminati gli studi magistrali frequenta l’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico, dalla quale esce diplomata nel 1964.

Inizia così una brillantissima carriera d’attrice che la porta ad interpretare testi teatrali quanto più variegati e diversi tra loro: Shakespeare, Eschilo, Sofocle, Lorca, Brecht, D’Annunzio, Pirandello, Martoglio, con l’andar del tempo forgiano e temprano una attorialità che sempre più la impongono all’attenzione di pubblico e critica, mettendo in risalto le sue doti di duttilità ed ecletticità e facendosi apprezzare anche dal punto di vista caratteriale per l’abnegazione e la disciplina.

Nel 1978 arriva un incontro determinante, quello con il musicista siciliano Tony Cucchiara che, negli anni d’oro dello Stabile di Catania, la propone per un ruolo nel costruendo “Pipino il breve” a fianco del compianto Renzino Barbera.

Mai intuizione fu così felice. Anna Malvica inizia un matrimonio artistico indissolubile con la Sicilia e con Catania in particolare, un connubio che le consente di mettere a disposizione, con una generosità non comune nel mondo teatrale, tutto ciò che le avevano trasmesso registi che vanno da Costa Giovangigli al grande Strelher, dall’innovativo Cobelli al pittorico Bolognini.

thumbnail_FB_IMG_1523812761900Le sue doti artistiche l’hanno portata ad entusiasmare pubblico e critica in ruoli appartenuti a mostri sacri del teatro siciliano, quali Rosina Anselmi nelle martogliane “San Giovanni Decollato” e “L’aria del continente”, come pure nell’ “Eredità dello zio canonico” di Russo Giusti. A coronare il suo percorso artistico siciliano non si può dimenticare il periodo in cui è stata apprezzata e stimata docente presso la Scuola di Teatro “Umberto Spadaro” dello Stabile catanese. Questo riconoscimento voluto fortemente dalla FITA di Catania, vuole essere anche un ringraziamento sentito e partecipe di tutti i teatranti catanesi ad una artista che, calandosi perfettamente in un contesto certamente non facile ed agevole come quello etneo, ha dato e continua a dare a tutti noi limpidissimo esempio di professionalità ed amore per il Teatro.

A tal proposito prendiamo a prestito la considerazione che di lei aveva il “cronista teatrale” – come amava definirsi – Giuliano Consoli: “Anna è un’artista talmente completa che è difficile trovarle una pecca, dotata di rara intelligenza, e altresì di una ormai perduta signorilità ed eleganza che la collocano a ragion veduta tra le pochissime signore del Teatro italiano”

Nel corso della serata di premiazione si terrà un recital di brani tratti dalle novelle “Gelosia” e “Cavalleria Rusticana”, a cura degli attori FITA, e interventi musicali del soprano Daniela Samperi e del duo “I Navarria”.

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