Premio “Giorno della Memoria. Il dolore di un secolo”

Conservare e trasmettere la memoria della Shoah, nel 70° anniversario, è stato il filo conduttore della manifestazione promossa dall’Ersu e dall’Università di Catania, per la seconda Edizione del Premio “Giorno della Memoria. Il dolore di un secolo” svoltasi nell’aula magna Siculorum Gymnasium del Rettorato, alla presenza di un folto pubblico.

 

Tra gli ospiti, il direttore generale del Policlinico, e l’onorevole Marco Forzese, in rappresentanza del governo regionale. Presentato da Michela Italia, che ha letto in apertura un messaggio di ringraziamento dell’ambasciatore dello stato d’Israele a Roma, Naor Gilon, rivolto anche al rettore Giacomo Pignataro, l’incontro è stato avviato dal presidente dell’Ersu, prof. Alessandro Cappellani che ha posto l’accento sulla piaga dell’antisemitismo, accentuato dall’odierna sfida dell’Isis, motivo in più per convergere una maggiore attenzione sui diritti dell’uomo, a prescindere dalla sua origine e razza. In tale contesto si inserisce il ruolo formativo dell’Ersu, che oltre a migliorare le condizioni alberghiere delle residenze universitarie, punta a favorire le capacità ricettive dei tanti giovani che si impegnano in prima linea, in qualità di futura classe dirigente, per essere protagonisti di cultura. Con l’impegno di mettere al bando qualsiasi forma di discriminazione, obiettivo costante della formazione universitaria, nel richiamo del prorettore Alessandra Gentile, seguita dall’assessore ai Saperi e alla Bellezza condivisa Orazio Licandro, il quale ha focalizzato  nell’oblìo, il vero nemico, accanto al negazionismo, che spezzano entrambi il filo del ricordo. In una fase di stravolgimento epocale – ha puntualizzato- che vede assommarsi i fondamentalismi religiosi ai rinascenti nazionalismi. Una memoria da preservare dunque, per mantenere integra la nostra identità, come si è potuto evincere dalle opere dell’artista calabrese Salvatore Incorpora  (1920-2010, natìo di Gioiosa Ionica, e del quale erano presenti in platea i figli), presentate dall’architetto Fulvia Caffo, Soprintendente ai Beni Culturali di Catania.

Immagini di sofferenza nei disegni dalle forti espressioni, che raccontano della vita nei campi di concentramento, un calvario di esperienza tra convogli ferroviari che  conducono l’autore da Atene alla Germania, al duro lavoro nei campi, alle estenuanti marce sulla strada fangosa, alle buche anticarro.  O i freddi giacigli e l’angoscia della conta dei prigionieri, sempre all’insegna del dolore, tra “Sepolti vivi”, “Getzemani”, “Fosse Ardeatine” e i segni delle percosse inflitte al corpo dei prigionieri, sino al grande presepe allestito nel 1944 nella navata centrale del Duomo Wartenau, o l’ispirarsi a Padre Massimiliano Kolbe, simboli di religiosità dell’autore. Ma per andare avanti bisogna preservare il nostro passato senza rinunciare alla speranza del futuro, specifica la scrittrice e giurista Simonetta Agnello Hornby, nata in Sicilia  nel 1945 e poi trasferitasi in Inghilterra, dove ha  conosciuto gli ebrei, che divennero oggetto di persecuzione dal 1100 in poi, a seguito del capitalismo. Espulsi con crudeltà dal territorio britannico, vi ritornarono  con Olivier Cromwell circa 400 anni dopo, avendo questi capito quanto fossero utili al paese. Il cambiamento è possibile, secondo la Hornby, se non releghiamo a subalterno il “diverso inferiore” dandogli del tu (come il collaboratore domestico o la badante), anziché trattarlo alla pari in nome della dignità, componente fondamentale della dimensione umana.  Il responsabile dell’ufficio stampa dell’Ersu, Gianpiero Panvini (collaborato dalla dott.ssa Lo Monaco) ha evidenziato il coordinamento tecnico della giuria che, presieduta dalla prof.ssa Sarah Zappulla Muscarà  e composta dalla giornalista Alessandra Bonaccorsi (direttore di Sicilia&Donna), nonché dagli scrittori Massimo Maugeri e Domenico Trischitta, ha esaminato i lavori di 120 giovani partecipanti, che hanno profuso notevole impegno sia negli elaborati che nei cortometraggi. Nell’ambito della prima sezione sono stati premiati Andrea Cassisi (Ultima notte), Giuseppe Di Benedetto (La nostra libertà) , Francesco Di Pasquale (Discorso tra padre e figlio) e Simone Lo Presti (L’ultima casa),accanto al primo classificato (con mille euro), ovvero Benedetta Intelisano con Bambina mia, uno spaccato di storia  improntato a una denuncia velata, espressa con  stile incisivo, per l’occasione interpretato dall’attore Agostino Zumbo.

La seconda sezione, relativa ai cortometraggi, ha visto premiare Mitjia Messina (Re cordis) e Marilena Scuto con Shoah, mentre il primo premio é stato conferito a Maria Chiara Compagnino con Memorie, rilevandone l’impegno tecnico e la qualità della sceneggiatura, con la finalità precipua  dell’autrice che “La memoria si rinnova per non dimenticare”.

 

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