Premiato Vincenzo Gervasi sassofonista palermitano

Vincenzo Gervasi, musicista palermitano, è stato premiato giorno 8 Maggio al  Teatro Don Orione di Palermo, con l’onorificenza Accademico di Sicilia.

Si leggeva commozione negli occhi del grande sassofonista palermitano che giorno 8 maggio, ha ricevuto l’onorificenza di Accademico di Sicilia per meriti artistici. Eppure conoscendo Enzo Gervasi, ho subito avuto la sensazione di un uomo dolcissimo e modesto, requisiti solo dei grandi.

Puoi dare ai lettori una notizia inedita?

Ho già da un po’ di tempo un paio di sogni nel cassetto su cui sto lavorando, ma per scaramanzia, al momento, preferisco non parlarne”.

La musica che sensazione ti da? Che messaggi vuoi dare al tuo pubblico?

“Credo che le sensazioni che esprime la musica sono veramente tante, motivo per cui è veramente difficile poterle esprimere con le sole parole.

Volendo fare un riassunto e dovendo quindi usare le sole parole, per me la musica è un misto di emozioni, passione, energia, amore, gioia, condivisione, goduria, tristezza, malinconia, intimità, memoria, speranza, momenti, pensiero, filosofia, insomma un vero cocktail di vita.

La musica per me è l’unico modo per accedere ad un mondo metafisico, fantastico e aggiungerei anche la compagna perfetta che ti accompagna nel percorso della vita senza mai tradirti.

Se poi la musica si riesce a suonarla, ad arricchirla o ancora meglio a comporla in questi casi il tutto sarà più profondo, più amplificato e si arriverà quindi a fare anche l’amore con la musica.

Quando suono personalmente, il mio unico messaggio è condividere con i miei ascoltatori tutte le mie emozioni più profonde che la musica stessa mi dà, motivo per cui mi viene veramente difficile suonare qualcosa che non mi emozioni dentro”

Puoi ricordare ai lettori il tuo excursus artistico?

“I miei genitori mi raccontano che sin dai primissimi anni di vita avevo già una forte attrazione nei confronti della musica e di tutti i giocattoli musicali tanto da averne collezionato una vera e propria orchestra di giocattoli, in modo tale da poterli dare anche ai miei compagni di gioco, che chiaramente non erano sempre entusiasti quanto me.

Ho cominciato a fare musica sin da bambino, iniziando a suonare un po per gioco, l’unico strumento musicale “vero” che c’era in casa, un organo Farfisa degli anni ’80, che mio papà aveva comprato per imparare a suonare, successivamente, per la mia gioia, ho avuto in regalo degli altri strumenti veri finalmente.

Una tastiera elettronica, una chitarra, una fisarmonica in prestito e ancora dopo all’età di 12 anni un sassofono che è stato lo strumento che ho deciso per la prima volta di studiare, prendendo lezioni private da un maestro di banda e pochi anni dopo quella banda musicale la diressi io per quasi 15 anni, ma questa è un’altra storia.

All’eta di 14 anni mi iscrissi al conservatorio di musica “V.Bellini” di Palermo per studiare il Sassofono, dove per la prima volta mi trovai a contatto con tantissimi musicisti e tantissima nuova musica, insomma avevo trovato la mia giusta dimensione e da lì è stato un susseguirsi di tante bellissime cose tra amicizie, insegnamenti, scoperte, collaborazioni, viaggi, storie e tanto, tanto altro ancora.

Feci in fretta a familiarizzare con l’istituto, con gli insegnanti e con tanti studenti di svariati corsi di strumento, sin dal primo anno mi ricordo che nacquero già i primi gruppetti musicali, le prime collaborazioni, i primi progetti e nuove idee.

Da giovanissimo mi piaceva tanto suonare con chiunque e ovunque ci fosse la possibilità di farlo, suonavamo in tantissimi club, locali, ricordo con piacere le bellissime tournèe in Repubblica Ceca, Francia, Slovacchia, Belgio, Olanda e Canada con il gruppo di musica folk-popolare i “Terrazzani di Trabia”, la partecipazione nell’anno 2002 al “Columbus day” di Chicago con il complesso bandistico “Amici della Musica B. Albanese”, i numerosissimi concerti e le tournèe con l’orchestra latina “Las Congas”, ma non vi voglio far credere che facevo solo le tournée e i concerti importanti, anzi quelli erano casi rari, soprattutto nei primi anni.

Suonavo anche per strada, mi ricordo le bande musicali, le Jam infinite, le divertenti serenate notturne e anche qualche secchio d’acqua. Insomma musica sempre e comunque dalla nascita alla morte! Dato che mi è capitato di suonare anche in qualche funerale.

Poi se in tutto questo magari si riusciva a beccare anche qualche soldo, per poter comprare qualche nuovo spartito o cd ero chiaramente ancora più felice. In quel periodo purtroppo non esistevano borse di studio.

Nell’anno 2001, parallelamente al corso di sassofono classico con i maestri Dario Balzan e poi Daniele Antinoro, frequentai sempre nello stesso conservatorio un seminario di musica Blues e Jazz con il Maestro Vito Giordano e fu da lì che ho capito alcuni meccanismi importanti dello stile e del linguaggio jazzistico che già ascoltavo da tempo. Inoltre ho conosciuto tanti altri appassionati di jazz che frequentavano il mio stesso seminario, da lì ebbi l’idea di mettere su un gruppo di studio extra-scolastico che a breve si trasformava in una vera e propria Big Band formata dai più talentuosi allievi del corso, nasce così nell’anno 2002 ufficialmente l’orchestra Jazz “The Big Boss Band” da me diretta. Inizialmente non è stato assolutamente facile avviare da zero, con pochissime risorse un’intera organizzazione di circa venti orchestrali che si spostavano da tutta la Sicilia, ma con parecchia passione, volontà, determinazione e lavoro sono riuscito, assieme a tutta l’orchestra a registrare bellissimi traguardi, inizialmente impensabili. L’orchestra si è esibita in svariate piazze, festival e teatri di Palermo (Metropolitan, al Massimo, Bellini, Golden, Politeama) al Castelbuono Jazz Festival, al Duomo di Monreale assieme all’Orchestra giovanile mediterranea collaborando con il maestro Alberto Maniaci (direttore e fondatore della O.G.M).

Diverse altre volte le due orchestre si unirono per altri concerti nel territorio siciliano, formando così per l’occasione una grande orchestra di circa 60 elementi.

Successivamente partecipai come sassofonista a numerosi concerti con le varie ensemble e l’orchestra del Conservatorio “V.Bellini”, la fondazione “The Brass Group” di Palermo e collaboro con varie orchestre, artisti e band siciliane.

Ho avuto il piacere di esibirmi artisticamente come musicista e direttore d’orchestra con svariati artisti: Larry Ray, Nicolò Fabi, Francesca Alotta, Cecilia Gayle, Nicole Henry, ed è stato sempre motivo di condivisione e arricchimento oltre che un bel ricordo.

Ho collaborato come arrangiatore e direttore d’orchestra con la Valtour di Favignana per 2 edizioni di seguito al trofeo challenge “Ignazio Florio” assieme all’orchestra Jazz The B.B.B. e La O.G.M., Maria Grazia Cucinotta e Lello Fiorini, con la Valtour di St.Moritz e in diversi prestigiosi hotel siciliani. Sono stato socio e direttore artistico di diverse associazioni culturali e attualmente sono il presidente, nonché il socio fondatore della “Accademia della Musica e dello Spettacolo.

Dal 2004 ad oggi, parallelamente all’attività di musicista, mi sono inoltre dedicato all’insegnamento musicale, formando svariati musicisti e diffondendo l’arte della musica in svariate scuole, associazioni e fondazioni.

Attualmente insegno privatamente presso l’istituto C.A.S.T. (Centro di Arte, Musica, Spettacolo e Tecnologia) di Palermo e grazie ai miei allievi ho l’opportunità di approfondire, sperimentare e imparare ogni giorno nuove cose”

In molti dicono che sei un vero musicista poliedrico, per la tua forte predisposizione a saltellare dentro la musica da un genere e da uno strumento all’altro, dalla composizione al polistrumentismo alla direzione d’orchestra, è stato sempre così sin da piccolo?

“Assolutamente si. Mi ricordo che sin da piccolo sono sempre stato molto curioso e affascinato da tutto il mondo musicale, strumenti, ritmi, sonorità, generi, arrangiamento e composizione.

Credo che la musica oltre che con gli strumenti si faccia anche con il cuore, l’anima e la mente.

Gli strumenti musicali sono tutti magici, ognuno con le proprie diverse caratteristiche timbriche e tecniche.

Penso che il segreto stia proprio dentro la musica e che gli strumenti musicali siano semplicemente degli ottimi mezzi per esprimere la musica stessa, motivo per cui dopo una maturità musicale, diventa sicuramente più semplice approcciarsi a più di uno strumento, chiaramente ogni singolo strumento musicale ha delle caratteristiche ben diverse e necessita di uno studio costante per essere suonato bene ma è impossibile poterli suonare tutti quanti bene.

Penso che il musicista strumentista sia paragonabile ad un atleta che ogni giorno ha bisogno di allenarsi costantemente, occorrono anche diverse ore al giorno di studio per riuscire a suonare bene uno strumento musicale.

Il mio strumento che definisco principale è il sax, poi il pianoforte e a seguire , mi diletto, poi per tutti gli altri.

Per quanto riguardano i generi e gli stili musicali non faccio solitamente grandi distinzioni, mi piacciono e mi emozionano diverse cose per fortuna, penso però che tra i vari generi esista la musica buona e la musica meno buona.

Non tutta la musica è uguale e non tutte le orecchie, per fortuna, colgono e apprezzano le stesse cose.

Confesso anche che ho un debole per tutta la buona musica improvvisata applicata nei vari generi e stili musicali, la definisco una composizione estemporanea, questo elemento è in grado di sorprendermi ed emozionarmi sempre anche dopo avere suonato mille volte quello stesso brano”.

Enzo Gervasi è una persona degna perchè porta in alto l’arte nella nostra amata Sicilia!

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