Pippo Pattavina in “L’aria del Continente” al Teatro Metropolitan di Catania

La vis comica e dirompente di Nino Martoglio è in scena al Teatro Metropolitan di Catania, sabato 16 (ore 17.30 e ore 21) e domenica 17 febbraio (ore 17.30) per Una Stagione a 4 Stelle – Gilberto Idonea con “L’aria del continente” portata in scena dal grande mattatore Pippo Pattavina

LAria del continente

La vis comica e dirompente di Nino Martoglio è in scena al Teatro Metropolitan di Catania, sabato 16 (ore 17.30 e ore 21) e domenica 17 febbraio (ore 17.30) per Una Stagione a 4 Stelle – Gilberto Idonea con “L’aria del continente” portata in scena dal grande mattatore Pippo Pattavina che affronta per la seconda volta da attore e regista la commedia forse più nota del drammaturgo belpassese, in una versione nuova di zecca, che lo vedrà ancora una volta nei panni del protagonista Don Cola Duscio.

«“Una Stagione a 4 Stelle – Gilberto Idonea” segna il giro di boa – dice Alessandro Idonea – e sono contento di poter annunciare la presenza sul palcoscenico di Pippo Pattavina che, dopo la scomparsa di mio padre, è rimasto di fatto tra gli ultimi interpreti di qualità dei testi classici della nostra tradizione»

Personaggi popolani, dialetto italianizzato, trame avvincenti e veloci e rimandi letterari: gli ingredienti del teatro di Nino Martoglio in questa esilarante commedia ci sono tutti.

«Martoglio era un grande conoscitore dell’animo umano – ha detto Pippo Pattavina– e come pochi altri ha saputo rappresentare il provincialismo becero, l’ingenuità patetica e la saggia scaltrezza del popolino. Geniale, immortale, in una parola “classico”, e come tale va rispettato. Per questo motivo, io che non amo che attualizzazioni che trovo dissacranti, ho pensato fosse più giusto limitarsi a sfoltire il suo linguaggio, un certo tipo di dialetto che oggi risulterebbe anacronistico».
Scritto e rappresentato per la prima volta a Catania nel 1915 e, più tardi, divenuto un film diretto da Gennaro Righelli e interpretato da Angelo Musco, “L’aria del continente” mette in scena tematiche ancora moderne, tra cui l’emancipazione femminile e l’etica borghese.

La storia è quella di un possidente siciliano che si reca a Roma per sottoporsi a una banale operazione di appendicite. Durante la convalescenza si imbatte e si invaghisce di una canzonettista di tabarin. Decide di portarla con sé in Sicilia, suscitando enorme scandalo nel piccolo paese, soprattutto q quando la porta persino al circolo di compagnia del paesino, ostentando un’aria di modernità, assolutamente non condivisa dai suoi compaesani. Le evoluzioni sensuali della ballerina-canzonettista, criticate dalle signore e dalle signorine locali, sono invece apprezzate dagli uomini che, quasi in fila, assediano la casa di Don Cola per corteggiare la sua avvenente amica venuta dal Continente. Dopo molte peripezie tragicomiche interviene il commissario di polizia, informando il dongiovanni che la “signorina” ha un passato alquanto burrascoso e che risulta essere nata nel cuore della Sicilia, a Valguarnera Caropepe di Sicilia, detto anche Carrapipi. Don Cola, senza nemmeno chiedersi se i sentimenti della giovane siano autentici, va su tutte le furie, caccia la ragazza per tornare alle sue origini agricole.

In scena, al fianco del mattatore Pattavina nei panni dell’ingenuo dongiovanni, un ricco cast composto da Claudia Bazzano che interpreta la sorella Marastella, Santo Pennisi nei panni di Don Lucino Faro, marito di Marastella, Aldo Toscano (Delegato di P.S), Cosimo Coltraro (Sasà), Claudia Sangani nel ruolo di Milla Milord, canzonettista, Luciano Fioretto (Cecè) e poi, ancora, Anna Nicolosi (Ciccina, cameriera di Cola Duscio), Luca Micci e Federica Amore (Mischilu e Clementina figli di Marastella e Don Faro), Antonio Marino (Tenente), Giovannino Vasta (Orazio, facchino e cameriere del circolo). Scene e costumi sono di Riccardo Cappello, le musiche di Pippo Russo, la produzione di Brigata d’Arte Sicilia Teatro.


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