PFM – UNA GRANDE FESTA DELLA MUSICA DALLE POTENTI ALCHIMIE SONORE

L’eccellenza della PFM Premiata Forneria Marconi è andata in scena sabato 3 ottobre sul palco dell’Arena “Villa Dante” di Messina con l’immancabilmente splendida performance della storica band italiana, simbolo del rock progressivo italiano ed internazionale

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A Messina, sabato sera 3 ottobre alle 21:30, la PFM Premiata Forneria Marconi con TVBThe Very Best Tour, evento musicale tra più attesi del “Messina Fest 2020” organizzato dall’Agenzia Euphonia Management di Dario Grasso, ha mantenuto ed amplificato tutte le aspettative.

Musica, musica  e ancora musica a cascata: quella con la emme maiuscola, quella che ti emoziona e ti rapisce in un turbinio di ricordi, sensazioni da brivido ed associazione di pensieri. E non poteva essere diversamente quando sul palco arriva una vera leggenda della musica italiana e del rock progressivo italiano ed internazionale come la Premiata Forneria  Marconi.

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Splendidi artisti, tutti insieme ed uno per uno grandi professionisti, con Franz Di Cioccio (voce e batteria), Patrick Djivas (basso), Lucio Fabbri (violino e chitarra acustica), Marco Sfogli (chitarra elettrica), Alessandro Scaglione (tastiere), Alberto Bravin (voce, tastiere, chitarra) ed Eugenio Mori (batteria e percussioni), tutti insieme hanno portato sul palco il “TVB – The Very Best Tour”.

50 anni di carriera e non sentirli per niente: PFM, Premiata Forneria Marconi nasce nel 1970, formata da musicisti dalle straordinarie capacità creative e dalle grandi qualità tecniche, il gruppo rock italiano più famoso al mondo, con oltre 6 mila concerti tra l’Italia ed in giro per il mondo, è l’unico ad avere scalato la classifica “Billboard” negli Stati Uniti. Secondo la casa discografica di allora (La Numero Uno) il nome era troppo lungo ma a questo il gruppo rispose sostenendo che più un nome era difficile da ricordare più sarebbe stato difficile dimenticarlo. In effetti il tempo e gli eventi hanno confermato quanto la scelta fu più che giusta. Successi e grandi riconoscimenti hanno fatto sì che nel 2017 la PFM è stata premiata con la posizione n. 50 nella “Royal Rock Hall of Fame” tra i 100 artisti più importanti del mondo mentre, nel 2018, ha ricevuto a Londra il prestigioso riconoscimento come “International Band of the Year” ai Prog Music Awards UK.

Tornando all’esibizione messinese, la band, con il “carico di adrenalina ed energia senza tempo allo stato puro” che la contraddistingue, ha dato vita ai grandi successi del loro vastissimo repertorio attraversando tutte le fasi musicali e le epoche della fantastica PFM, dagli anni ’70 fino ai giorni nostri.

E via, attraverso la musica ed il tempo, si parte con “Il Regno” (dall’album “Emotional tattoos” del 2017,  più vicino ai nostri giorni). “Ci sembrava bello riprendere a suonare con le cose che abbiamo fatto nell’ultimo album – così dal palco Franz Di Cioccio esordisce a fine esecuzione - Questo brano, per esempio, dice che siamo tanti, cioè più che “Siamo tanti, siamo uno”, il genere umano, che abbiamo una terra e dobbiamo tenerne cura e, anzi, per fortuna c’è gente che lo fa… e adesso – conclude – andiamo a fare i fondamentali”.

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La PFM ci conduce, da qui in poi, nella mitica storia del gruppo, dal periodo italiano a quello inglese con “La luna nuova”  e “Photos of Ghosts”  come anche da “La carrozza di Hans” ad “Impressioni di Settembre” che, come sempre, ogni volta ti lascia senza fiato! Ed ancora “Harlequin”, “Freedom Square”, “Maestro della voce” e tra loro “Passeggiata di un rompicapo” del musicista Pete Sienfild. Poi arriva anche il periodo “classico” che vede l’incontro della PFM con Mozart, Wagner, Camille Saint-Saëns ed altri, momento che ben introduce dal palco Patrick Djivas dicendo: - “Ora vi facciamo ascoltare qualcosa di particolare, una cosa che abbiamo fatto qualche anno fa. Ci siamo tolti lo sfizio di fare una jazz session insieme ai grandi della storia, ai grandi musicisti che tutti noi conosciamo, che hanno fatto della musica europea quella che è diventata la musica mondiale, dal punto di vista della musica classica ovviamente - continua Djivas - Noi da piccoli abbiamo bazzicato con questa musica, ci piaceva tanto insieme al rock e a tante altre cose; all’epoca era un po’ un miscuglio di tutto, non si ascoltava una cosa precisa, si ascoltava un po’ quello che si poteva ascoltare, non c’erano tutte le cose di oggi e un bel giorno ci siamo detti “Forse abbiamo raggiunto la maturità necessaria per potere suonare insieme a questi grandi della storia”- e aggiunge - Allora abbiamo preso una decina di autori, una decina di brani e quindi li abbiamo fatti eseguire, esattamente come erano stati scritti dagli autori, da un’orchestra sinfonica di 45 elementi, cercando di immaginare che cosa questi grandi autori, come Beethoven, Brahms, Schubert e via dicendo, avrebbero fatto se avessero avuto, oltre ad una grande orchestra, anche la PFM. Certo - dice con ironia - che non era molto semplice all’epoca: la cosa non era possibile, uno perché la PFM all’epoca non c’era e due non c’era neanche l’elettricità. Ma noi, nonostante tutto, abbiamo fatto questa cosa che, credetemi, è una follia perché stare là a suonare, a immaginare “nuova musica” in questi brani che sono immortali – conclude Patrick - ci vuole… ma neanche coraggio… ci vuole incoscienza… ma noi l’abbiamo fatto”.

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Ed ecco la “Danza dei cavalieri” di un’opera meravigliosa come “Romeo e Giulietta” di Prokofiev fino a Rossini con “l’Ouverture di Guglielmo Tell”, in una brillante ed originale rivisitazione in stile PFM dei grandi compositori, arricchita da arrangiamenti rock, blues e prog con una lettura dei brani trasversale e sperimentale, tra classico ed elettrico.

Si continua con: “Brani che non sempre facciamo - dice Di Cioccio - ma che stasera vogliamo fare e che abbiamo deciso di rimettere dentro” - come l’adrenalinica “Chi ha paura della notte?” sino a giungere adUno di quei brani corali - aggiunge Franz - che diventano per sempre…” - ed ecco partire le inconfondibili note de “Il pescatore”, ricordo musicale che sottolinea, tra le numerose collaborazioni (italiane ed estere) del gruppo di musicisti, la singolarità dell’esperienza artistica e musicale maturata dal gruppo con Faber, il grande cantautore e poeta Fabrizio De Andrè (che nel 1979 si traduce in “De André e P.F.M. in concerto – vol. I e II”) per concludere con un finale “in gloria” e come sempre tutti in piedi con Celebration” (È festa) in medley finale con “Impressioni in settembre”, tra i tantissimi applausi del fibrillante pubblico e la foto di rito della band scattata dal palco per i social, con tutto il pubblicò alle spalle, che ne suggella ed incornicia il bel momento: - <<Su, su con le mani tutti! - incitata Franz Di Cioccio - Domani la vedrete su Facebook>>.

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L’evento è stato ben organizzato dall’Euphonia Management sia per quanto riguarda il rispetto delle norme di distanziamento interpersonale anti-Covid per evitare gli assembramenti, sia dal punto di vista della sicurezza con la presenza, insieme agli steward dell’organizzazione, dei gruppi di “Misericordia di Messina” e di volontariato del “NDPC – Nucleo Diocesano di Protezione Civile odv - Caritas Messina”.

Complimenti, naturalmente,  anche ai tecnici sia per la resa sonora che per le incisive coreografie delle luci che, sostanzialmente, costituivano l’unico effetto scenografico per una sobrietà che maggiormente ha rafforzato la ricchezza musicale ed il valore dell’evento.

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Una gran bella serata e grazie alla Premiata Forneria Marconi che come sempre, con originale estro creativo, genera vortici di imperdibili emozioni dal 1970 ad oggi, passando da una generazione all’altra, in un’unica soluzione di continuità a conferma della sua validissima e poderosa realtà musicale.

Patrick Djivas e Franz Di Cioccio per GLOBUS Magazine

Patrick Djivas e Franz Di Cioccio per GLOBUS Magazine

(foto di Rosaria Landro)

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