Parigi: “Accordo Fabius” sul clima, ecco il resoconto

Il bilancio della conferenza sul clima, tenutasi il 12 dicembre, tra emergenze ambientali e buoni propositi.

A tre giorni di distanza dalla conclusione della conferenza sul clima, che si è svolta il 12 dicembre 2015 a Parigi, il mondo sembra aver imboccato la strada giusta per contrastare il surriscaldamento globale e le devastanti conseguenze che ne derivano per il Pianeta e per l’uomo. Così, quella del 12 dicembre 2015 è già diventata una data epocale che segna l’inizio di un cambiamento globale grazie all’Accordo Fabius, il patto che ha visto riuniti per la prima volta nella storia dei negoziati climatici ben 196 paesi del mondo, allo scopo di trovare delle soluzioni serie e concrete per ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Questo accordo, che prende il nome da Laurent Fabius, il ministro degli esteri francese, rappresenta la consapevolezza da parte dell’umanità sulla gravità della situazione ambientale del pianeta. Contenere le emissioni di anidride carbonica, finalmente, sta diventando una priorità per la maggior parte dei paesi in quanto le alterazioni climatiche portano a gravi conseguenze non solo per l’ambiente, ma anche per l’uomo che finalmente sembra comprendere quanto il problema lo riguardi da vicino.

Il presidente francese Hollande è intervenuto alla conferenza facendo notare ai rappresentanti dei paesi riuniti al Cop21, la ventunesima conferenza sui cambiamenti climatici, che hanno finalmente l’occasione per cambiare il mondo. È stato riconosciuto il merito alla presidenza francese nel difficile compito di riuscire ad accomodare richieste e aspettative di Cina, Russia e dei principali paesi produttori di petrolio. Per 196 delegazioni nazionali si conta il 93% di emissioni mondiali di CO2, un dato questo che indica un maggiore coinvolgimento, nell’accordo sul clima, rispetto al noto protocollo di Kyoto, istituito il 16 febbraio del 2007, al quale aderirono soltanto 35 paesi che arrivarono a coprire il 10% di emissioni di carbonio nell’atmosfera.

L’Accordo Fabius, giuridicamente vincolante, mira a ridurre il surriscaldamento globale di 2 gradi e l’obiettivo ancora più grande è la riduzione di 1,5 gradi entro la fine del secolo. Se la situazione climatica continuerà a peggiorare come è stato fino a questo momento si prospetta un aumento delle temperature pari a 5 gradi. Questo, come sta già accadendo, comporterebbe una maggiore alterazione degli ecosistemi, conseguenza da non sottovalutare per la flora e la fauna del pianeta, e per l’uomo in quanto si avrebbero ripercussioni negative sulla sua salute, legate all’alimentazione. Ciò che mangiamo deriva dalla terra e se la terra è inquinata il nostro organismo si avvelena.

L’Accordo Fabius segna l’inizio di un processo che durerà 85 anni ed entrerà in vigore nel 2020 quando decadrà il protocollo di Kyoto. Le nazioni si sono impegnate a realizzare un piano strategico per la riduzione di CO2 che ogni 5 anni verrà rinnovato con delle differenza tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo. In particolare sono previsti 100 miliardi di dollari per il 2020 destinati ai paesi in via di sviluppo in cambio si soluzioni ambientali adeguate.

Entro il 2030 l’Europa si è prefissata come obiettivi principali di ridurre l’anidride carbonica nell’atmosfera del 40% e ideare strategie ecosostenibili per i settori dell’aviazione e della navigazione, che influiscono particolarmente sull’inquinamento del pianeta. A tal proposito, alcuni vantaggi dell’accordo consistono nella tutela degli stati insulari dall’avanzare del mare, darà mezzi finanziari dall’Africa, proteggerà le foreste dell’America Latina e appoggerà i produttori di petrolio nelle diversificazioni della loro produzione enrgetica.

L’importanza di questo accordo sta nel fatto che tocca interessi economici, la salute pubblica, l’ambiente, la sicurezza alimentare, questioni che accomunano l’intero genere umano, che unito deve capire in che direzione muoversi se non vuole rischiare un precoce esaurimento di tutte le risorse della terra a causa dell’inquinamento.

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