PALLANUOTO FEMMINILE: l’Ekipe Orizzonte saluta la Coppa Campioni

L’Ekipe Orizzonte lotta fino alla fine, ma non riesce a compiere un miracolo che già stamattina sembrava quasi impossibile.

Stasera le catanesi hanno infatti salutato la Coppa Campioni con onore, pareggiando 8-8 a Budapest sul campo delle padrone di casa dell’Ujpest, nella terza giornata del girone A.

Un punto che non è bastato alle rossazzurre per restare aggrappate alla qualificazione ai quarti di finale, malgrado ci sia ancora da giocare la sfida di domani contro le spagnole del Sant Andreu.

Serviva un’impresa titanica all’Ekipe Orizzonte, che dopo aver perso contro l’Uralochka avrebbe dovuto battere di ben tre goal le ungheresi nella sfida di stasera.

E certamente non è stata una giornata semplice per le etnee, che a quarantotto ore dal successo conquistato contro il Lille nella prima giornata del girone A stamattina hanno ceduto il passo alle russe, perdendo 13-10 dopo una poderosa rimonta, che aveva visto le catanesi riacciuffare il pari sul 9-9 dopo essere state sotto 7-2.

Stasera invece è arrivato un pareggio grintoso, al termine di una partita nella quale Valeria Palmieri e compagne le hanno comunque tentate tutte, con le energie che avevano in corpo e con la rabbia e il carattere che contraddistinguono, al di là di tutto, la squadra dell’Orizzonte.

Non è andata come si sperava, ma la formazione guidata da Martina Miceli ci ha provato in tutti i modi anche contro l’Ujpest, passando in vantaggio per prima e chiudendo il primo tempo 1-1. Non si è disunita dopo aver perso 2-1 il secondo parziale ed ha continuato a lottare anche nel terzo, chiuso sul 3-3. Le rossazzurre non si sono risparmiate fino alla fine, recuperando le due reti di svantaggio e conquistando la quarta frazione per 3-2, evitando una sconfitta che certamente non avrebbero meritato e portando a casa un punto che purtroppo non è utile ai fini della qualificazione.

Al termine del match è arrivato il commento del presidente dell’Ekipe Orizzonte, che ha espresso amarezza per l’eliminazione, ma ha ribadito che non sarà certo questa sconfitta a fermare il cammino della formazione rossazzurra su tutti gli altri fronti: “Mi dispiace non aver superato il turno – ha detto Tania Di Mario – , ma mi spiace ancor di più che tutto questo sia accaduto in un momento in cui le nostre ragazze venivano da una delusione cocente come quella di Trieste, a soli otto giorni dalla fine di un percorso che certamente le ha provate tantissimo e nel quale hanno dato il massimo. In ogni caso, non cerchiamo scuse. Dovevamo essere brave, la colpa è sicuramente nostra, perché chi perde non ha mai ragione. Però fare quello che abbiamo fatto, malgrado tutti gli sforzi compiuti dalle nostre giocatrici negli ultimi mesi, è stato davvero difficile. Non facciamo certamente le vittime e dato che abbiamo le spalle larghe ci prendiamo le nostre responsabilità, ricominciando subito a lavorare per riscattarci e lottare per puntare ai prossimi obiettivi. Non dimentichiamo che le stesse atlete che stasera escono dalla Coppa Campioni un anno fa vincevano la Supercoppa ed erano sul tetto d’Europa, ma quando otto giorni fa sono tornate a casa non sembravano nemmeno loro. In un momento così difficile per le società sportive, a causa del momento storico che stiamo vivendo, sarà molto complicato riuscire a convincere chi ci è stato vicino a continuare a farlo. Non sarà certamente facile giustificare questa mancanza di attenzione per i club, che lavorano per fare crescere queste atlete e le allenano tutti i giorni. A me non piace paragonarmi al calcio, ma lì una cosa del genere non sarebbe mai successa”.

Bilancio tirato a fine serata anche dal coach delle catanesi, che ha indicato il punto dal quale ripartire dopo la delusione odierna: “Sapevamo che con una condizione mentale certamente non ideale ci saremmo sciolte al primo episodio negativo –  ha detto Martina Miceli – . Eravamo consapevoli che sarebbe potuto accadere e purtroppo è quello che si è verificato stamattina contro l’Uralochka. Poi è anche vero che proprio contro le russe eravamo state molto brave a raddrizzare la situazione, ma a quel punto non avevamo più nè forze nè lucidità. La condizione fisica lascia molto a desiderare e dovremo lavorare davvero tanto su questo aspetto, come sugli automatismi. Sapevamo anche che la partita di stasera sarebbe stata molto difficile, ci abbiamo provato comunque fino alla fine e questo mi è piaciuto tanto. Ho rivisto il sangue agli occhi delle nostre ragazze, quello che so benissimo che tutte loro hanno, che non vedevo da un bel po’. L’ho rivisto in ognuna di loro, questo mi è piaciuto e da questo dobbiamo ricominciare. L’ho detto anche alle ragazze, perchè si reagisce innanzitutto come donne e poi come atlete”.

Domani, domenica 7 febbraio, l’Ekipe Orizzonte affronterà il Sant Andreu alle ore 11:00 nella quarta giornata del girone A.

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