“PAESAGGI A MODO MIO” LA PERSONALE DI GIUSEPPE GERACI

Al Teatro Vittorio Emanuele di Messina  dal 25 gennaio al 5 febbraio, per la sezione Arti Visive 2018/2019, in mostra le opere pittoriche di Giuseppe Geraci

Giuseppe Geraci

Alle ore 18 di venerdì 25 gennaio, nei saloni espositivi al secondo piano del Teatro Vittorio Emanuele, si inaugura la personale “Paesaggi a modo mio” di Giuseppe Geraci.

La mostra, curata da Giuseppe La Motta nell’ambito del progetto “Opera al Centro”, verrà presentata dal critico e storico dell’arte Mosè Previti.

Giuseppe Geraci, architetto, maestro orafo, scultore e pittore ha lavorato in tutti questi campi per oltre quarant’anni. Un’attività eclettica quanto organica, nettamente segnata da un’estetica molto definita e coerente, testimoniata da progetti, mostre, rassegne e pubblicazioni. Gli elementi della sua poetica sono certamente agganciati alle grandi elaborazioni della cultura artistica italiana del ‘900, al momento di Arte Concreta. L’idea del progetto discende dalla sua formazione di architetto (Palermo, 1973) e dalla pratica iniziale presso lo studio palermitano di Roberto Calandra, uno dei personaggi chiave dell’architettura e della cultura siciliana tra Fascismo e Ricostruzione. Tuttavia, la certezza dell’operare secondo una definizione netta di idee e di obiettivi, discende anche dal carattere personale dell’artista. Etica ed estetica, come sempre, viaggiano appaiati: Geraci predilige la chiarezza del dire e del pensare, secondo quella vecchia scuola di uomini e di artisti che per lungo tempo hanno tenuto alto il nome della nostra cultura, è geometrico nella scansione dello spazio, è spaziale nell’espressione del suo segno, perché assoluto nel pensare e nel chiarire quello che esattamente vuole esprimere. Usa le forme geometriche, le tangenze, le scale per raccontare precisi fatti della vita che astrae in forme universali: nella pittura dell’ultimo decennio questo è stato particolarmente evidente nelle opere del ciclo “Nonsoloarchitettura” (2009). Sottile e persistente in quel ciclo, come in tutta la sua produzione, era il territorio, il paesaggio, lo spazio fisico e geografico dello Stretto e dell’Isola ed è anche il tema portante di questa mostra. Sospetto che l’artista abbia costruito questo ciclo volendo produrre la summa di tutta la sua esperienza, di tutti gli elementi del suo linguaggio. In questi “paesaggi” c’è tutto: l’oro dei suoi gioielli, la scansione prospettica dello spazio, della sua architettura, il colore come campitura, come risultato delle caratteristiche dei materiali, tipico della sua pittura. Si tratta di un ciclo tutto a levare, su una paletta minima di colori, dove persiste la composizione geometrica, l’incastro simbolico delle circonferenze, ma appare chiaro e dominante il mondo naturale. Il suo è uno sguardo di meraviglia, di accettazione, di struggente empatia di fronte alla perfezione dello spazio che egli interpreta con cura meticolosa nella composizione.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 25 gennaio al 5 febbraio 2019 nelle fasce orarie 10:00/13:00; 16:00/19:00.

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