Osteopatia: la medicina alternativa. Riconosciuta dal 2018 come professione sanitaria

Osteopatia deriva dal greco “ostéon” che significa osso e “páthos” che significa sofferenza. È inserita tra le medicine tradizionali e complementari.

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L’osteopatia è una terapia appartenente alla medicina alternativa, che consiste nella manipolazione e in manovre effettuate su tutte le parti del corpo. Lo scopo è di alleviare il dolore e sciogliere le tensioni accumulate. È nata nel 1874 negli Stati Uniti ed è stata fondata da Andrew Taylor Still, un medico statunitense, il quale aprì la prima scuola di medicina osteopatica nel mondo. Nel 1987, è stata riconosciuta in America come medicina e successivamente è arrivata anche in Europa. Dal 2018, l’osteopatia è stata riconosciuta dalla legge come professione sanitaria, pari alla fisioterapia. Essa si occupa non solo dell’aspetto muscolo-scheletrico (lombosciatalgie, cervicalgie, dolori alle vertebre, artrosi e problematiche legate alla scorretta postura), ma anche dell’aspetto viscerale, ossia degli organi interni. Vi sono 4 tipologie di approccio osteopatico: approccio strutturale (manovre di rilasciamento delle articolazioni e dei muscoli), approccio fasciale (attraverso la palpazione, si ottiene un rilasciamento dei tessuti miofasciali), approccio viscerale (tecniche che hanno il compito di favorire un corretto funzionamento degli organi) e infine l’approccio craniale (tecniche che agiscono sulle ossa craniche e agendo sul sistema nervoso in toto).I vari disturbi trattati sono: disturbi o problemi circolatori (congestioni linfatiche, pressione arteriosa instabile)disturbi temporo-mandibolari e bruxismo, che provocano cefalee anche molto intense, disturbi dell’apparato gastro-intestinale (gastriti, reflusso gastro-esofageo, sindrome del colon irritabile, ernia iatale)disturbi genito-urinari (cistiti, dismenorrea, coliche renali) e altri disturbi come la sinusite, l’asma, le allergie, il tunnel carpale, le emicranieotitidisturbi d’ansia e attacchi di panicoproblematiche post-operatorie e plagiocefalie (malformazioni del cranio molto frequenti nei neonati, soprattutto durante i primi mesi di vita) e altri disturbi nel neonato come coliche, insonnia, stitichezza e rigurgiti.

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Nonostante l’osteopatia non fosse mai stata riconosciuta dalla medicina ufficiale, essa è un valido aiuto per molte persone affette anche da patologie piuttosto serie. Nel lattante o nei bambini in generale e negli anziani, l’osteopatia viene praticata con dolcezza ed effettuando manovre delicate. Risulta utile anche nelle donne in stato di gravidanza per affrontare problematiche a carico della colonna vertebrale (che viene messa sotto sforzo a causa del peso del bambino) e altri disturbi muscolari e non. Inoltre, aiuta anche in casi in cui il feto risulta in posizione podalica nel grembo materno. Le manovre, dunque, aiuterebbero a capovolgerlo e metterlo in posizione cefalica per favorire il parto naturale. Anche gli sportivi beneficiano dei trattamenti osteopatici, poiché aiutano a prevenire infortuni e ad aumentare le prestazioni dell’atleta. In caso di traumi, è un’ottima soluzione per affrontare al meglio la convalescenza. I disturbi più comuni trattati, sono il mal di schiena, il mal di collo e le problematiche psicosomatiche come il mal di pancia. Il mal di schiena è un problema che affligge in numero elevato, buona parte della popolazione mondiale ed è dovuto a posture scorrette, incidenti stradali, disfunzioni vertebrali (come la scoliosi) e dallo stress che irrigidisce i tessuti. Il mal di pancia, che va da gastriti alla sindrome del colon irritabile, è un disturbo psicosomatico, perché l’apparato digerente è considerato un secondo cervello, dunque tutte le emozioni e le tensioni si ripercuotono su di esso. Tutto ciò provoca uno squilibro della flora batterica intestinale, nausee e difficoltà a digerire. Anche il trattamento delle cicatrici post-operatorie è possibile, intervenendo sulle tensioni cicatriziali e ripristinando la mobilità tessutale. Prima di iniziare qualunque manovra, l’osteopata effettua un’anamnesi del paziente e valuta se durante determinate manipolazioni possano insorgere controindicazioni. La medicina osteopatica, prevede una formazione quinquiennale e varie fasi: la fase d’orientamento, dove si apprendono le nozioni fondamentali, la fase di formazione-consolidamento che avvia verso la pratica clinica, la fase di integrazione dove la teoria viene applicata alla pratica in un contesto clinico e infine la fase di sintesi per rafforzare le competenze cliniche.

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