ORAZIO MASSARO, UN ARTISTA SICILIANO A PARIGI

L’Atelier d’Orazio. Le istallazioni e i percorsi francesi di Orazio Massaro: Fare arte per difendere l’arte. Dal 21 al 26 ottobre espone a Beffroi de la Marie, place du Louvre, Parigi.

ORAZIO MASSARO PERCOURS :
Cinéaste, metteur en scène, acteur, peintre, designer. Cet artiste multidisciplinaire a été également danseur contemporain pour l’illustre Compagnie Dominique Bagouet au Centre Chorégraphique National du Languedoc-Roussillon. Précurseur du mouvement chorégraphique « Non danse » avec le spectacle Volare qu’il crée pour le Festival Montpellier Danse en 1990, il s’initie au théâtre par la méthode Grotowski avec Ludwik Flaszen, et suit les cours du Conservatoire de Paris, en auditeur libre, avec Philippe Adrien. Acteur au cinéma pour Patrice Chéreau, Antoine de Caunes, Sally Potter, Hervé Le Roux. Il met en scène Maïwenn dans Le Pois Chiche, le spectacle qui la révèle au grand public. Il écrit et réalise le moyen-métrage Faim d’aimer récompensé au Festival de Clermont-Ferrand et au Festival Côté Court en Seine Saint-Denis. Lauréat d’Emergence, il est actuellement en préparation de son premier long-métrage, écrit en collaboration avec Catherine Breillat.

        

Orazio Massaro – Abitare l’arte….Difesa e Dominio di essa.

Artista poliedrico, eclettico, geniale; Orazio Massaro si mostra come progettista libero dai sistemi consumistici che regolano l’epoca odierna. Idealista estremo, realizza le sue “opere” di design mosso solo dal puro bisogno di fare arte per arte.

L’elaborazioni del giovane artista – designer sembrano muoversi entro due poli apparentemente opposti, ma al contempo imprescindibili: Difesa e Dominio dell’arte.  Eterna ricerca, continua scoperta. La visione dei lavori, si traduce nell’epifania di un animo fino ad ora sopito che diviene improvvisamente forma e colore. Linee rigorose, scultoree a volte morbide e sinuose, sembrano delineare l’animo di un progettista  in continua scoperta e rielaborazione di se stesso. Demolizione e ricostruzione del proprio io. Una continua ricerca e sperimentazione: fare arte e superare l’arte. Dimora in Orazio Massaro  una conscia e inconscia volontà d’essere perennemente nell’arte, d’esser”ci”. I progetti dell’artista dunque non possono essere altro che forme da abitare, vivere e sentire. Non sono opere esclusivamente funzionali, ma estremamente emozionali. L’acquirente non deve usarle, ma viverle. La rivelazione di tale sinestesia è insita nel “fare” di Orazio Massaro.

 (Cristina Tappeti)

 “L’Arte é il presupposto della fine del tempo. Il tavolino tiro a segno che gira, si alza e si abbassa, é l’oggettivazione di questo pensiero : il mondo é preso di mira dalla nostra volontà distruttiva.Realtà che si decompone e si modifica come i miei tavolini. Quello che é reso apparente non é più l’essere ma il non-essere, l’umano finalmente liberato dalla dittatura del suo “specchio inconscio”…”. Orazio Massaro.

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