“Notre Dame de Paris” la conferma di un grande successo

In Sicilia lo spettacolo teatrale “Notre Dame de Paris”, musica di Riccardo Cocciante, a Messina e dal 4 all’8 luglio al Teatro Verdura di Palermo.

Date - Notre Dame de ParisLe premesse di un grande evento c’erano tutte e sono state decisamente confermate: il ritorno in Sicilia di Notre Dame de Paris messa in musica da Riccardo Cocciante, una grande attesa che non è stata smentita.

Dopo aver entusiasmato i cuori del pubblico in Italia, e campione d’incassi nel mondo, il musical Notre Dame de Parisè ritornato in Sicilia dal 28 al 30 giugno a Messina, nell’area fronte mare della Fiera di Messina, e sarà dal 4 all’8 luglio a Palermo, al Teatro di Verdura, nel nuovo tour estivo che seguirà con le ulteriori tappe di Lecce, Rimini, Chieti, Cagliari e Torre del Lago e si concluderà a settembre all’Arena di Verona.

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Un vero successo planetario Notre Dame de Paris che va ben oltre ogni convenzione, dove Riccardo Cocciante riesce a dare vita a una nuova formula di ”Opera Popolare” contemporanea e in cui riesce a mettere insieme la grande tradizione europea del dramma in musica mescolata alle tecniche dei concerti moderni, il tutto definito da una regia con un linguaggio che nasce dai grandi spettacoli live: opera moderna e “viva” che ha aperto la strada ad un intero genere.

In scena il cast della prima edizione con Giò Di Tonno nei panni di Quasimodo, Lola Ponce in quelli di Esmeralda e con loro, tra gli altri, anche Graziano Galatone, Vittorio Matteucci, Matteo Setti, Leonardo Di Minno e Tania Tuccinardi. Adattamento del celebre romanzo di Victor Hugo, il musical è sostenuto da una grande produzione che è quella di David e Clemente Zard, produzione legata a nomi che hanno fatto la storia della musica e del rock come i Pink Floyd, Bob Dylan, i Genesis, Michael Jackson, i Led Zeppelin, Madonna.

Per la Sicilia, per le tappe di Messina e Palermo, gli spettacoli sono stati organizzati da Giuseppe Rapisarda Management.

Notre Dame de Paris - Foto 1

Ingredienti magici mescolati insieme: l’originale impronta di Riccardo Cocciante per le musiche, una storia veramente emozionante raccontata e con parole scritte da Luc Plamondon e, nella versione Italiana, da Pasquale Panella, le coreografie e i movimenti in scena curati da Martino Muller, le scene di Christian Ratz, i costumi di Fred Sathal, la magistrale direzione del regista Gilles Maheu e un insieme di artisti di primo livello che hanno fatto di quest’opera un assoluto capolavoro.

Dopo così tanti successi, anche se la storia è ormai nota a tutti, è sempre una grande emozione che si percepisce e che commuove: le musiche sublimi, la bravura degli artisti, dell’intero corpo di ballo composto da ballerini, breakers e acrobati, insomma una bellissima formula d’insieme che ha reso tutto prodigioso. Giò Di Tonno, grande protagonista nei panni di Quasimodo, comunica l’emozione dell’amore, della frustrazione e del dolore, nella consapevolezza della sua solitudine con una interpretazione da vero fuoriclasse.

Notre Dame de Paris - Foto 3

Bella anche la performance di Vittorio Matteucci, il perfido e cattivissimo Frollo, presente già 15 anni fa nel 2002 a Messina, sempre più in forma, follemente innamorato di Esmeralda.

Una lode speciale anche alla bella voce narrante, ammaliante e coinvolgente, di Matteo Setti (Gringoire) che, con una presenza scenica a regola d’arte, “cattura” veramente l’attenzione dello spettatore, sin dall’inizio dello spettacolo, facendolo “sentire” partecipe della vicenda, nel vero senso del termine.

Spettacolo insomma ben costruito, emozionante e bellissimo. Coinvolgenti i balletti acrobatici in perfetta sincronia con le musiche e i testi dei famosi brani.
Gli spettatori sono stati letteralmente avvolti da un frenetico turbinio di sensazioni che nello spettacolo prendono vita grazie ad un’alchimia scenografica, coreografica e musicale di altissimo livello artistico.

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“Balla mia Esmeralda”, il brano finale che tutti attendevano, profondo e struggente lascia senza fiato e commuove l’intera platea da cui sono partiti scroscianti applausi e una spontanea standing ovation ed è stato ancora il “magico” Matteo Setti, il nostro splendido Gringoire, a coinvolgere il pubblico facendogli intonare “E questo è il tempo delle cattedrali/La pietra si fa/Statua, musica e poesia/E tutto sale su verso le stelle/Su mura e vetrate/La scrittura è architettura“ per poi cantarla tutti, insieme all’intero cast, sui saluti finali.

Brividi, brividi e ancora brividi… e un’emozione unica che, almeno una volta, andando a vedere questo musical, bisogna provare assolutamente.

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