Noto Palazzo Ducezio. LA SPOSA BAMBINA, mostra d’Arte Contemporanea a cura di Laura Santina Alessi.

LA SPOSA BAMBINA, Mostra d’Arte Contemporanea al Palazzo Ducezio di Noto (SR), a cura della pittrice Laura Santina Alessi. Un evento unico per bellezza creativa.sposabimba4

Si è svolta a luglio a Palazzo Ducezio, Noto, l’inaugurazione della Mostra d’Arte Contemporanea “La sposa bambina“, organizzata dalla pittrice Laura Santina Alessi a cui sono intervenuti il Vice Sindaco e Assessore di Noto Francesco Terranova, il Critico d’arte dott.ssa Melinda Miceli, il Presidente del Rotary club di Noto Corrado Parisi.
Hanno aderito gli artisti: Laura Santina Alessi organizzatrice, Armando Nigro, Enzo Nitto, Barbara Arnone, Carmen Monaco, Flavia Bravetti, Cristina Magnano, Teresa Miccichè, Lina Barbagallo, Guido Cirino Bruno, Rosario Greco, Ornella Gullotta, Salva La Ferla, Giusy Musso, Deborah Nigro, Marilena Pagano, Rossana Patanè, Vincenzo Rossitto, Pina Scalora, Lina Spadaro, Elena Poli.
Ospiti Gianfranco Bevilacqua, Mascia Vasile.
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Di questa mostra come scrive il critico Melinda Miceli nel catalogo “Resterà traccia in quanto ispirata ad uno dei diritti fondamentali sanciti dalla Dichiarazione Universale“. L’evento artistico accende i riflettori sulla pratica arcaica e brutale dei matrimoni infantili, così ancora largamente diffusa nello Yemen, come in tanti altri Paesi del mondo. Il grande merito che va riconosciuto a Laura Santina Alessi e agli artisti da lei chiamati in causa è il coraggio della ribellione culturale, quanto di più significativo si possa fare per impedire che questa assurda usanza continuii a perpetuarsi.sposabambinanoto2019
La Mostra d’Arte Contemporanea “La sposa bambina”  investiga una realtà di degrado morale e di denuncia; la rivisitazione del tema avviene attraverso generi canonici come il ritratto, il paesaggio, la maschera che a volte si affiancano nella composizione.
L’esposizione è improntata su immagini contemporanee multiculturali di donne di grande impatto visivo che in alcune opere richiamano anche lo stile iperrealista.
Il realismo è stato non a caso il primo movimento artistico esplicitamente anti-istituzionale e anticonformista a prendere di mira i costumi sociali e i valori della borghesia.
La modulazione del segno, la sapienza prospettica, il sentimento spaziale delle opere spesso tracimano in un soffuso lirismo che ne decreta l’inconfondibile sigla stilistica.
Gli artisti propongono una peculiare interpretazione pittorica nella quale il soggetto diventa pretesto per un ricco gioco cromatico e figurativo in cui non è l’esteriorità del grafismo a esprimere la sua parte più interiore, ma nel sentiero personale dell’esistenzialismo attraverso un linguaggio molto realistico e crudo, l’anima profonda della forma sale in superficie, ed in essa il tormento combatte le vie sottili di un destino ignoto che l’arte può sublimare attraverso l’anelito umano più grande ovvero la tensione verso l’immortalità.
sposabimba5Nel rivisitare questi soggetti femminili, gli artisti si discostano dal senso di effimero degli sperimentalismi intellettuali, delle rassegne visive mediatiche, cercando di riportare sulla tela qualcosa di eterno e di immutabile attraverso il quale ricercare il vero in un’epoca storica che lo ha smarrito e svelare cio’ si cela dietro le apparenze.
 Occorre staccarsi dal turbinio della vita per osservare  con l’anima queste tele e cercare attraverso l’armonia delle forme iconizzate le relazioni mistiche tra le cose cose, la musicalità  del gesto, l’equilibrio cromatico della composizione e rieducare l’anima a percepire “la profonda bellezza che giace nell’essere femminile avvolta dall’aura dell’innocenza“.
La rassegna si snoda in una continua ricerca ideale della perfezione e del sogno che insegue simbolicamente un ritratto rivisitato dell’essere donna in un purissimo metissage creativo ed emozionale di riscatto. I colori prescelti sono spiccatamente naturalistici, violenti, sulle orme dei maestri dell’espressionismo occidentale come Matisse, Derain, Munch, Marc.
La sensualità dei colori e la sua esuberanza affonda le radici nella tradizione del Mediterraneo. La forza del colore a “volume alto” delle partiture è visibile nelle complesse tarsie cromatiche dove si annientano stesure smaltate o neomanieristiche.
Designando il colore a codice, esso assurge a sistema linguistico dotato di una fonetica, una grammatica e una sintassi e di un lessico per riferire un tema. La sensazione cromatica che le opere propongono può essere definita con il termine orientale “immaginale” e soffio vitale dove il colore elemento fisico si fa  arte della memoria.
Gli artisti ci hanno messo tutto il cuore nel raccontare questo assurdo dramma, senza risparmiare allo spettatore anche i suoi passaggi più duri e crudi. sposabambina1
Queste opere fanno sì che chi le osserva viva nel proprio spirito quel rapporto immediato e intuitivo tra soggetto e oggetto che solo l’arte riesce a creare al fine di giungere e maturare in tutti noi, in chi guarda un’opera d’arte, una maggiore consapevolezza del se e del sociale.
A fine serata l’organizzatrice e pitrrice Laura Santina Alessi ha consegnato alla Miceli il suo ritratto in ceramica nel quale oltre ad aver trasfuso le sue sembianze anche il suo piglio. Il ritratto e’ stato oggetto di attenzioni e di ottime valutazioni in tutti i siti d’arte del mondo dei social per la bellezza della fattura e della sua modella.

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