Motörhead, ‘Aftershock’ l’album numero 21 della band di Lemmy Kilmister

Lemmy Kilmister: Noi siamo il rock’n’roll. 
Motörhead: Aftershock l’album numero 21 della band

“Noi siamo i Motörhead e il nostro pubblico ci ama perché siamo rock’n’roll”. Lemmy Kilmister parla del clamoroso successo di “Aftershock”. È l’album numero 21 della band inglese nata nel ’75.

L’intervista di Leonardo Lodato

Ciao Lemmy, come stai? Mai domanda, involontaria, fu meno adatta come in questo caso. Il management non aveva raccomandato altro: ok l’intervista ma niente domande sulla salute. Lemmy, voce, bassista, leader indiscusso dei suoi Motörhead, sta vivendo un momento molto delicato sotto il punto di vista della salute. Reduce da un’operazione nel corso della quale gli è stato impiantato un defibrillatore, ha avuto una serie di complicazioni che hanno costretto la band a sospendere e rinviare il tour europeo. Ma ormai la frittata è fatta.

E allora, ciao Lemmy, come stai! 
“Hu!, what’s your name? ”.

Leonardo, Leonardo Lodato. Ma se non ti dispiace, il tempo scorre veloce e le domande le devo fare io. 
“Ah, ah! Ok!!! ”.

Bene. Ci siamo già giocati un paio di domande ottenendo, per risposta, soltanto qualche monosillabo. Gli spiego, intanto, che sono quel giornalista siciliano… Che l’ultima volta ci saremmo dovuti vedere a Zurigo ma che, per un disguido con il management, l’invito per l’intervista è arrivato il giorno dopo il concerto all’Hallenstadion, quando mi stavo già imbarcando per tornare a casa.

Ok, allora ricominciamo.

Lemmy, sai che il nuovo cd dei Motörhead, “Aftershock”, è entrato direttamente al 24° posto della hit in Italia?

“Grande! Mi fa molto piacere. Sono contento perché è un gran bel disco. Mi spiace soltanto che abbiamo dovuto annullare i concerti e che per il momento credo che non ne siano previsti in Italia. Mi dispiace perché abbiamo molti fan da quelle parti e so quanto ci tengono a vederci dal vivo”.

I Motörhead sono presenti praticamente su tutti i social network, da Facebook a Twitter, con una massiccia dose di “followers”. Pensi che questo abbia contribuito al claomoroso successo di “Aftershock?

So che ci sono molto ragazzi che non erano nemmeno nati quando sono usciti i nostri primi dischi. Probabilmente internet e i social network, soprattutto per loro, sono stati molto importanti per conoscerci e scoprire i nostri vecchi brani”.

Ritieni che il trio con Mikkey Dee (batterista) e Phil Campbell (chittarista) sia il migliore nella storia dei Motörhead?

“Non mi piace fare paragoni. I Motörhead di oggi sono i Motörhead di oggi. Ti piacciono, bene, sennò vaffanculo”.

Non abbiamo ancora detto nulla del nuovo disco.

“Lo hai ascoltato? ”

Sì.

“E ti è piaciuto? Secondo me è uno dei nostri album migliori. Un’ottima produzione, un bel packaging, canzoni forti… ”.

Ci sono brani classici, quasi si volesse imprimere definitivamente, una volta per tutte, il marchio Motörhead nella testa di chi lo ascolta.

“È quello che vuole la gente e soprattutto è la nostra musica. Credo che non ci sia oggi in circolazione chitarrista migliore di Phil e qui si sente”.

Tutto qui?

“Yeah guy! Riascolta il cd. E riascoltalo ancora e ancora. Buon divertimento!!! ”.

Ok. Questi sono i Motörhead.
Questo è “Aftershock”.
Questo, è Lemmy. È il rock’n’roll !!!

 Biohistory

Se qualcuno avesse pensato a una “genesi” rock, gli sarebbe venuto davvero difficile inventare qualcosa che potesse somigliare alla nascita dei Motörhead. Lemmy Kilmister, fino a pochi giorni prima, era il bassista della più celebre space-rock-band britannica, gli Hawkwind.

Una storia di anfetamine lo ha tenuto fermo in Canada, agli arresti, costringendolo a sospendere il tour con gli Hawkwind che, infastiditi dalla sua personalità, hanno approfittato per licenziarlo. E mai decisione fu più felice per i tanti fans che, dal ’75 ad oggi, hanno comprato, e continuano a comprare, i dischi dei Motörhead.

Da “On Parole” a successi come “Overkill“, “Bomber” ed “Ace of Spades” il passo è breve, e la band formata dal classico trio chitarra-basso-batteria (Fast Eddie Clarke, Lemmy e Philthy Animal Taylor), non tarda a conquistare la simpatia di chi si sente ancora orfano del movimento punk.

No Sleep ‘til Hammersmith“, album dal vivo registrato all’Hammersmith Odeon di Londra, consacrerà definitivamente la band, conquistando il primo posto della hit britannica.

Poi, una serie di vicissitudini legate a problemi con le case discografiche, costringerà la band ad arrabbattarsi, a produrre album non memorabili, fino a quando l’inossidabile Lemmy, stavolta con Phil Campbell alla chitarra e Mikkey Dee alla batteria, riuscirà a riportare i Motörhead sulla strada del successo senza, però, mai scendere a compromessi.

Album amatissimi, i più recenti, da “We are Motörhead” a “Hammerhead“, da “Snake Bite Love” all’ultimo “Aftershock” sono la dimostrazione che il rock ha ancora molto da dire.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *