Mostra a Palazzo Reale di Milano del grande Gustav Klimt

MILANO – 12 marzo / 13 luglio 2014 – Grande esposizione di 20 oli del padre della Secessione viennese. Un excursus pittorico per riscoprire il Klimt uomo

Milano si veste di arte, aprendo i battenti di Palazzo Reale ad una mostra straordinaria intitolata “Klimt. Alle origini di un mito“.

Un excursus particolare del protagonista magistrale della storia dell’Arte nella Vienna e nell’Europa ottocentesca e di grandi movimenti come il Simbolismo, l’Art Nouveau e la Secessione Viennese: l’esposizione, infatti, si propone di indagare i rapporti familiari e affettivi del maestro, esplorando gli inizi della sua carriera e la sua grande passione per il teatro e la musica. Klimt nasce il 14 luglio 1862 a Baumgarten, nei pressi di Vienna. Figlio di un orafo, si iscrive alla Scuola di Arti Applicate di Vienna; la sua bravura e la genialità già gli valgono grandi onorificenze – fin giovanissimo  – dall’Imperatore Francesco Giuseppe d’Austria, che gli affida anche le prime commissioni ufficiali. Klimt, tuttavia, malgrado riconoscimenti così importanti fin da giovane, rimane per tutta la vita un artista schivo e riservato; è in questa veste umile e lontana dalla mondanità della Vienna ottocentesca che Gustav assurgerà ad artista assoluto della Secessione Viennese e la sua arte sarà tanto più lontana dalle feste e dal lusso quanto più dirompente e profonda. Klimt muore a soli 56 anni, il 6 febbraio 1918, a Neubau, durante un’epidemia di spagnola. Non una mera esposizione di capolavori di pittura, quindi, ma un viaggio attraverso la vita del maestro, alla riscoperta di ciò che mosse il suo dipingere, fase dopo fase, descrivendone l’evoluzione artistica, dagli esordi naturalistici, al linguaggio simbolista, alla Secessione Viennese.

Klimt, in confronto ad altri pittori, non è stato troppo prolifico. Di lui si conoscono 250 lavori in tutto, ma molti sono purtroppo andati perduti o distrutti e, in definitiva, quelli accessibili per le esposizioni temporanee sono non più di un centinaio. Eppure la mostra milanese lo delinea in tutto il suo splendore…

Particolare attenzione è stata dedicata all’opera giovanile, alla formazione presso la Kunstgewerbeschule viennese e ai suoi inizi come decoratore dei monumentali edifici di rappresentanza lungo il Ring, sulla scia di Hans Makart, indispensabili presupposti della sua evoluzione in direzione della modernità. 

Una linea cronologica precisa, senza salti nel buio, volta a consentire anche al visitatore più inesperto di cogliere, step by step, il perché di ogni singola pennellata. Un percorso espositivo attento, che si apre mettendo in luce il contesto famigliare, il lavoro con i fratelli Ernst e Georg e la nascita della cosiddetta Kunstler-Compagnie (Compagnia degli Artisti), sino al suo scioglimento e alla fondazione della Secessione, che sancirà il rifiuto definitivo della tradizione e il successivo passaggio all’avanguardia internazionale. 

Due le sale dedicate al ritratto e al paesaggio, generi prediletti da Klimt nel periodo della maturità: in mostra tre importanti ritratti femminili, la “Signora davanti al caminetto” e i due “Ritratto femminile“, eseguiti dall’artista tra il 1894 e il 1898, che approfondiscono e illustrano il suo particolare e singolare rapporto con il genere femminile. Un’intera, piccola sala, è dedicata alla meravigliosa “Giuditta II. Salomè“, prestito della veneziana Ca’ Pesaro, uno dei due capolavori italiani gelosamente custoditi nei nostri musei. Un no deciso e intransigente, invece, è giunto dalla Gnam, che non ha voluto per nessuna ragione separarsi, neppure per una mostra di cos’ larghe vedute, da “Le tre età della donna”. Lo stile raffinato di Gustav Klimt, il suo massiccio uso dell’oro (fortemente suggestionato dal preziosismo dei mosaici bizantini, illuminati dal fondo oro, visitati durante alcuni dei suoi viaggi tra Ravenna e Venezia), la cura di ogni particolare decorativo stregano e incantano ancora oggi il visitatore contemporaneo.

La mostra si conclude con la ricostruzione del famoso “Fregio di Beethoven“, realizzato da Klimt nel 1902 per il Palazzo della Secessione, splendida copia dell’originale realizzata durante il complesso lavoro di restauro compiuto negli anni 1970-’80. L’originale è visitabile al Palazzo della Secessione di Vienna solo su prenotazione e con tempi di attesa definibili epocali.

In esposizione anche 100 opere, di cui 20 realizzate dal padre della Secessione durante l’intero arco della sua vita, provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali, in particolare dal Museo Belvedere di Vienna, per gentile concessione del curatore della rassegna Alfred Weidinger, tra i maggiori esperti del maestro austriaco e vice direttore del museo viennese, che ha dichiarato che ‘Si tratta di un numero rilevate di dipinti, solo alla mostra organizzata nel 2012 al Belvedere per il 150/o anniversario della sua nascita siamo riusciti a presentarne 40’.

Continua Weidinger dicendo che ‘I suoi capolavori non sono ormai assicurabili, hanno premi improponibili. Non c’è da meravigliarsi, perché i dipinti di Klimt sono tra i più ricercati in assoluto sul mercato dell’arte. Basti ricordare “Il ritratto di Adele Bloch Bauer” acquistato nel 2006 da Ronald Lauder per 135 milioni di dollari, tra i quadri più costosi di sempre dopo due lavori di Pollock e de Kooning’.

Quotazioni stellari, quelle dei capolavori di Klimt, che rendono pressoché impossibile riunire tutte le sue opere in mostra. Sperare, oggi, di offrire una panoramica completa di tutto l’esistente del grande artista è impensabile…Ma Milano ha dato il meglio di sé, seppur tra mille difficoltà contingenti!

Una mostra imperdibile, aperta da domani 12 marzo sino al 13 luglio 2014: solo al Palazzo Reale di Milano.

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