Morto Sollima, il ‘padre’ di Sandokan

Sergio Sollima, regista di “Sandokan” è morto la notte scorsa a Roma all’età di 94 anni.

Sandokan è orfano. È morto il regista della famosa serie TV sull’eroe inventato da Salgari che entrò e si impose con il suo esotismo nelle case degli italiani. Sergio Sollima è scomparso a 94 anni, la notte scorsa a Roma. I figli Stefano e Samanta annunciano la scomparsa.

Viene a mancare così l’uomo che con Damiano Damiani portò il western politico in Italia. Si ricorda la sua triade, e cioè “La resa dei conti” (1967), “Faccia a faccia” (1968) e “Corri uomo corri” (1968) interpretati da Thomas Milian, di cui il regista diceva “è un grande attore, un po’ matto, anzi essendo cubano e latino lo definirei un po’ “loco”.

Grazie all’incontro con Sergio Leone e col produttore Grimaldi, e grazie anche alla capacità versatile di creare personaggi particolari, il regista fu iniziato ai western.

Ma Sollima diventerà famoso dieci anni dopo per la regia dello sceneggiato tv “Sandokan“, e il prosieguo, ovvero “Il figlio di Sandokan”, miniserie televisiva del 1998 prodotta dalla Hiland e dalla Rai, e interpretata sempre da Kabir Bedi. Cominciava così il quarto capitolo dedicato al pirata malese, dopo “Sandokan”, “La tigre è ancora viva”, “Sandokan alla riscossa!” e “Il ritorno di Sandokan”, diretto da Enzo G. Castellari.

Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, il regista comincia negli anni ’50 come sceneggiatore, per poi esordire con “L’amore difficile” (1962) con Claudia Mori, e, tra il ’65 e il ’66 diresse i due thriller “Passaporto per l’inferno” e “Agente 3S3: Massacro al sole“, sottovalutati dalla critica, pur annunciando l’avvento di James Bond. Per questi due film il regista dovette usare uno pseudonimo: Simon Sterling.

La camera ardente sarà allestita alla Casa del cinema venerdì 3 luglio, dalle 10 alle 13. 

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