Moggi e Giraudo: scatta la prescrizione, ma reati confermati

Calciopoli: la Cassazione scrive la parola fine su Calciopoli dopo otto ore di dibattito e sei di camera di consiglio: si estinguono i reati per i due ex dirigenti della Juve, ma non si tratta di assoluzioni. Confermata la condanna a un anno per l’ex arbitro De Santis. Moggi: “Processo abnorme, abbiamo scherzato per nove anni”

 

Dopo anni di polemiche e reciproche accuse la prescrizione ha posto la parola fine sul processo di Calciopoli. C’è voluta un’intera giornata perché la Corte di Cassazione chiudesse la pratica Calciopoli, la sentenza arriva dopo otto ore di dibattito e sei di Camera di consiglio: prescritta l’associazione a delinquere contestata all’ex dg della Juventus Luciano Moggi e all’ex ad bianconero Antonio Giraudo, quindi per entrambi non trattasi di assoluzione visto che i reati vengono confermati. Moggi in appello era stato condannato a due anni e 4 mesi, mentre l’ex amministratore delegato Antonio Giraudo ad un anno e 8 mesi

Scagionati da ogni accusa gli ex arbitri Paolo Bertini e Antonio Dattilo -mentre dei 36 imputati iniziali- sette arbitri, più Paparesta la cui posizione però venne stralciata subito, il solo De Santis che aveva rinunciato alla prescrizione viene condannato ad un anno con pena sospesa. “Provo una grossa delusione – commenta l’ex arbitro-  e non auguro a nessuno di capitare in questo tipo di giustizia. Mi sembra ci sia stata una discriminazione nei miei confronti”.

Dopo la lettura del verdetto Moggi commenta a caldo:

“E’ stato portato avanti in modo abnorme: abbiamo scherzato per nove anni, questa è una cosa spiacevole, e tutto si è risolto in nulla –poi aggiunge- in nove anni si è stabilito che il campionato è stato regolare, i sorteggi regolari, e che le comunicazioni non ci sono state”.

Sicuramente farà riflettere il commento del presidente del Coni Malagò che ha espresso un punto di vista a dir poco surreale su una vicenda che sconvolse il mondo del calcio italiano“Un commento alla sentenza su Calciolpoli? È una vicenda tipicamente italiana”.

Intanto sul web non si placa la rabbia e  l’ira dei tifosi: da un lato coloro che che hanno considerato la prescrizione una presa in giro considerato che i reati permangono, dall’altro i bianconeri per i due scudetti della Juventus cancellati dalla giustizia sportiva:

“Vergogna e farsa senza fine”.

“Solo in un paese come l’Italia, chi delinque (accertato) può evitare la pena con la prescrizione e poi chiedere i danni e riavere il bene in discussione… vergogna delle vergogne”.

 

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