MEI di Faenza 2018. Nelle etichette indipendenti c’è il futuro della grande musica italiana

L’edizione 2018 del MEI di Faenza ha chiuso i battenti. Successo per la manifestazione che rappresenta oggi la Musica Italiana Indipendente. 1 Faenza piazza del popolo

Volendo realizzare un compiuto report sulle tre giornate del MEI, la grande kermesse delle etichette indipendenti, ideata da Giordano Sangiorgi ventitré anni fa, bisognerebbe sguinzagliare per tutta la città Faenza un team di reporter (almeno un quintetto), dopo aver disegnato una strategia operativa che tenga conto delle variazioni di programma in itinere, delle sovrapposizioni, degli imprevisti.
La sostanza magmatica dell’iniziativa che ha dato alla simpatica cittadina romagnola, in provincia di Ravenna, una seconda eccellenza, dopo quella nella ceramica, cioè la musica, è una delle sue caratteristiche e potremmo dire che gli organizzatori ne fanno quasi motivo d’orgoglio.
Il MEI si è imposto prepotentemente come manifestazione che rappresenta per la musica italiana, per quella indipendente, vale a dire quella da cui puntualmente viene fuori il meglio in fatto di nuove proposte e nuove sollecitazioni, la vetrina ideale per indicare la strada per il futuro della grande musica targata Italia.
Ed è, nel contempo, un imprescindibile punto di riferimento, di verifica, di aggiornamento per tutti gli operatori del settore. 2 I Pupi di SurfaroQuella che ne verrà fuori non sarà certo una cronaca esauriente di quanto il MEI 2018 ha offerto. Messe da parte le scelte personali che ciascuno di noi potrebbe anteporre al dovere d’informazione e gli obblighi istituzionali – la nostra presenza fra i giurati del prestigioso Premio dei Premi, al Teatro Masini nella seconda serata, se da una parte ci ha fatto conoscere tutti insieme i vincitori degli undici più importanti premi musicali d’Italia, dall’altra ci ha fatto perdere il piacere di riassaporare l’irruenza performativa e il forte impegno sociale dei siciliani Pupi di Surfaro (foto sopra), che si esibivano contemporaneamente nella principale piazza del Popolo, dove c’era anche la guest star Edoardo Bennato, insieme con Zen Circus, Lacuna Coil, Rezophonic, la Stanza di Greta e tanti altri artisti provenienti dai primi posti di varie competizioni nazionali e destinatari di vari premi MEI.3 Mostra manifesti beat e progNell’arco dei tre giorni si è dipanata un’offerta di carattere storico con l’esposizione di un’antologica di manifesti tratti dalla raccolta di Gianni Siroli, musicista, conduttore televisivo ed appassionato ricercatore, sui complessi operanti in Romagna tra gli anni Sessanta e Settanta nell’ambito del Beat e del Prog.4 Gianni Siroli mostra

Un’interessante proposta che al fascino delle tracce epocali, nella grafica e nello stile che ciascun “pezzo” trasmette, diventano il punto di partenza per una riflessione storica sulle origini di una musica che deve molto allo spontaneismo da cui partivano quelle band – allora si chiamavano “complessi” –, in un processo che può essere assimilato, fatte le opportune distinzioni, alle attuali proposte indie.

5 Infinito 200Fra le iniziative che siamo riusciti a seguire, merita una segnalazione la presentazione del progetto Infinito 200, un album, prodotto nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario leopardiano, che mette insieme la poesia e la canzone d’autore. Curato da Davide Rondoni del Centro Poesia di Bologna e da Luca Marci della Neverland Records di Genova, il disco propone poesie d’autore musicate e gli inediti dei cantautori Denise Misseri, Alessandro Ciccone, Anna Luppi e del trio Solmeriggio.
Nella stessa occasione, nel suggestivo cortile del Museo Internazionale della Ceramica, Michele Monina ha proposto Anatomia femminile, omaggio al cantautorato femminile, mentre Edoardo De Angelis ha presentato, in una pregevole performance acustica e in un dialogo con il critico Michele Manzotti, il suo nuovo album Nuove canzoni, nel quale, fra i dodici titoli di cui si compone, usa la parola siciliana Alleggiu, che pare abbia affascinando in grande misura l’ottimo cantautore romano. 6 Michele Manzotti ed Enrico De AngelisFra gli appuntamenti che abbiamo indicato come “istituzionali” spicca il Forum del Giornalismo Musicale, fortemente sostenuto da Enrico Deregibus e giunto alla sua terza edizione, che, al termine dell’assemblea nella sala consiliare del Comune di Faenza, ha sancito la nascita dell’Agimp Associazione dei giornalisti e critici italiani di musica leggera legata ai linguaggi popolari – e nominato un direttivo. In una sua seconda giornata, il Forum ha proposto un interessante corso di formazione professionale.7 Daniela Pes e la band
Il palcoscenico del Teatro Masini ha ospitato il Premio dei Premi, condotto da Enrico Deregibus e da Roberta Giallo, vincitrice dell’edizione 2017.

Un podio tutto al femminile, con le brave Agnese Valle e Federica Morrone “piazzate” ex aequo e l’intensa Daniela Pes, già vincitrice del premio intitolato al suo indimenticato conterraneo Andrea Parodi, al primo posto. 7 Daniela Pes
Dotata di grande carisma, di ottime doti interpretative e di una voce possente, la Pes si è imposta immediatamente all’attenzione di una folta platea ed è riuscita ad attirare i voti della nutrita giuria, sbaragliando accreditatissimi concorrenti, tutti già vincitori, come lei, di quelli che possono essere considerati i più prestigiosi concorsi musicali d’Italia, intitolati a indimenticati artisti come Pierangelo Bertoli e Umberto Bindi, Bruno Lauzi e Fred Buscaglione, Augusto Daolio e Piero Ciampi: con le già citate Valle e Morrone, Helena, Lisbona, Luchi, Mislead, La Quadrilla, Salvario, Giulio Wilson e Yosh Whale.
Ospiti della serata, in attesa del verdetto finale, Mauro Ermanno Giovanardi, Roberto Angelini in coppia con Rodrigo D’Erasmo in un omaggio a Nick Drake e la giovane band bolognese Il generatore di tensione in un omaggio a Lucio Dalla.
8 Franco Dimauro Lys premiato da Luca D'Ambrosio

Tantissimi i premi distribuiti. Per spirito campanilistico (altrimenti ci vorrebbe uno spazio infinito), citiamo la targa MEI Musicletter, promossa dal giornalista Luca D’Ambrosio, assegnata a Umbria Jazz, come miglior festival musicale italiano, a Kaporz, miglior sito Web ed a Reverendo Lys del siciliano di Ragusa Franco Di Mauro per il miglior blog personale (foto sopra).

10 Zavvo Nicolosi e Ground's Orange

Ad un altro siciliano, il regista catanese Zavvo Nicolosi, e alla sua Ground’s Oranges, (foto sopra) è andato il premio Pivi, curato da Fabrizio Galassi, per il miglior videoclip indipendente dell’anno, per Maometto a Milano di Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo, di Solarino, in provincia di Siracusa, passato da Faenza solo per qualche ora (foto sotto).9 Colapesce e Zavvo Nicolosi premiati da Fabrizio GalassiE la musica. Ne abbiamo ascoltato tanta e tanta ancora avremmo voluto ascoltarne. La città ne era piena, nei suoi angoli migliori. Abbiamo avuto tanti contatti, diversi album in promozione, consapevoli che in mezzo abbiamo trovato (e forse, ma non per colpa nostra, ne abbiamo perso una parte) le migliori proposte.
12 La stanza di GretaCiteremo l’interessante band torinese La stanza di Greta, che con una formazione assolutamente inedita, che esclude basso e batteria, pone al centro una marimba e qualche strumento elettrico, aggiungendovi tubi, bidoni, strumenti improvvisati. Il suo primo album, che segue due EP praticamente riservati ai collezionisti, si intitola Creature selvagge. 13 KitiE ancora KitiLuciano Chiti, Edoardo Tamburini, Flavio Timpanaro, Claudio Filippeschi, Simone Biasini -, toscani di Grosseto che hanno all’attivo l’album Io telefono. Sempre dalla Toscana, ma stavolta da Livorno, arriva Sinfonico Honolulu: una sezione di ukulele, fino a ben cinque, crea inusitate sonorità in famose cover contenute nell’album Thousand souls of revolution, la cui copertina cita apertamente il classico London Calling dei Clash.13 Sinfonico HonoluluFilippo Papucci, Filippo Cevenini, Gianluca Milanese, Franzo Damiani, Leo “Maua” Frangioni, Antonio Ghezzani e Luigi Iasilli sostengono con forza lo scatenatissimo e carismatico front-man Steve Sperguenzie.
Accanto agli artisti “iscritti” ed inseriti nei programmi del MEI, si muove un sottobosco di musicisti in cerca di spazio. Tra questi, abbiamo colto Ma Nhu, ovvero il torinese Manuel Balletto, simpatico cantautore “impegnato” e produttore di se stesso che, chitarra a tracolla, cercava di prendere qualche nuovo contatto con l’ambiente musicale.14 Ma Nhu a Faenza
Un’edizione affollata di eventi, frenetica come al solito ma un tantino sottotono rispetto alle passate edizioni (lo diciamo perché vogliamo che rimanga la prestigiosa manifestazione che da sempre dimostra di essere), il Mei 2018. L’appuntamento è per la nuova edizione e poi per quella che segnerà il quarto di secolo.
Lo ribadiamo nel momento in cui, ormai alla conclusione, incontriamo un rilassato patron, Giordano Sangiorgi. Ha appena inforcato la bicicletta: durante il MEI è sempre attivo, impegnato, indaffarato, come ci confessa lui stesso quasi a volersi scusare del fatto che a tratti non appare disponibile. 15 Nello con Giordano Sangiorgi           (Nello Pappalardo di Globus Magazine con Giordano Sangiorgi)
È il momento di chiedergli una foto, non ne abbiamo mai fatte insieme. 
Fatta. Grazie, Giordano, mettiti al lavoro per una magnifica edizione numero ventiquattro. Ciao.

 

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