Maurizio e le perle di saggezza catanese

Ha 44 anni, abita nel quartiere Pescheria di Catania ed è la sintesi della catanesità

CATANIA – Lui è semplicemente Maurizio. E’ così che lo conoscono tutti nel quartiere della Pescheria di Catania. A chi importa del cognome? Maurizio è titolare di un ristorante in piazza Mazzini, luogo di memoria artistica: nelle vicinanze nacquero Angelo Musco e Vincenzo Bellini e vi abitava Giovanni Verga. Ha 44 anni ed è la sintesi della catanesità: un sincretismo di perle di etnea saggezza che riguardano gli argomenti più diversi, ma niente calcio o politica, grazie. Allora parliamo di pesce, e chi meglio di lui conosce la Pescheria, quali pesci e molluschi del nostro mare trovare e come cucinarlo? “La Pescheria è un emblema di Catania, ci lavorava mio nonno e io sono nato e cresciuto in questa zona, quando non c’erano gli ipermercati e si vedeva tanta gente. Ora si lavoricchia, perché Catania si è evalutata, non è la stessa popolazione di trent’anni fa che andavano tutti obbligatoriamente alla pescheria. Non sono i tempi di una volta”. Alla pescheria però il rapporto con il venditore è di fiducia, quasi di amicizia, e il folclore che vi si trova non è riscontrabile tra le fredde luci al neon di un ipermercato. “Secondo me per trovare il migliore pesce si deve andare in Pescheria. La frutta, la verdura si trova anche nei supermercati ma per pesce parlando, numero uno è la Pescheria. La mattina c’è un’acclisse, cu vannia a destra e cu vannia a sinistra. Perché i venditori urlano la sua merce: i masculini da magghia, i sicci, i saddi! Tutti pesci del nostro mare. Si dice che a robba vanniata è menza vinnuta. Le seppie sono buone per preparare a pasta co niuru oppure si possono fare soffritte con la cipolla. Poi ci sono i sauri, i stummi e il tonno e lo spado che si trova ad Aci Trezza ed è meraviglioso! E poi c’è il polpo, u puppu, che si trova direttamente nto casciolu ca camina. Si cucina che si fa bollire l’acqua, appena bolle si cala tre volte, si lascia stare e si copre col coperchio della pentola. Per capire se è cotto, ci azzicca a fucchetta e se entra  facilmente allora ci siamo. E per riconoscere il pesce fresco? “L’occhio deve brillare, se è appannato è qualche pesce di un paio di giorni”. Questo è Maurizio, del quartiere Pescheria. Un cittadino di Catania che opera lavorativamente nella su citata piazza Mazzini e si chiede “come mai l’Amministrazione Comunale sceglie piazza Università e piazza Duomo per le manifestazioni che organizza e trascura la storica piazza Mazzini, che è cento metri dal Duomo, nel cuore del centro storico. Noi che abbiamo un’attività vogliamo una mano per incivare la piazza”.

Bravo Maurizio, pane al pane e vino al vino! Dell’Etna, naturalmente

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