Matteo Bavera e la “questione irrisolta” del Teatro Garibardi a Palermo

Tutta Palermo vuole la riapertura del Teatro poiché è inammissibile che in una città come Palermo, culla di cultura, i teatri vengano chiusi e non riaperti!

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Lei gestisce da anni il Teatro Garibaldi a Palermo. Da un anno a questa parte, il teatro non è in funzione.  Sa le motivazioni recondite?

“Non gestisco il Teatro Garibaldi ma l’ho inventato nel 1996. Allora era un rudere, uno scheletro di teatro dentro un quartiere che ancora mostrava il disastro dei bombardamenti del ’43. Un quartiere off-limits per la città, ricettacolo di criminalità e spaccio di droghe. Ma era per me un luogo dell’anima, la summa di tutto il teatro sedimentato dalla storia: teatro greco, teatro all’italiana, teatro elisabettiano, teatro frontale, a scena centrale o dall’alto. Lo mostrai a un grande attore/regista, Carlo Cecchi, e lui si innamorò come me di questo spazio straordinario. Decidemmo di realizzare tre opere di Shakespeare nel corso di tre stagioni: Amleto, Sogno di una notte d’estate, Misura per misura. Il progetto riscosse l’entusiasmo di tutta Europa, diventammo membri dell’Unione dei Teatri d’Europa, fondata da Giorgio Strehler e Jack Lang e tutto il mondo capì che quel rudere era uno dei centri del teatro contemporaneo. Tutto questo durò fino al 2002. Purtroppo trovai dei fondi europei per salvare questa immagine del teatro (4.600.000 €) che gestì il comune , proprietario dell’immobile, i lavori dovevano durare un anno ma ne durarono 5, il mio progetto e quello di Cecchi fu tradito da lavori di edilizia popolare che non riuscii a contrastare”.

Facciamo un salto nel recente passato…ricordi ai lettori del GLOBUS MAGAZINE le molteplici attività del suo teatro.

“Dopo Cecchi venne Antonio Latella, attuale direttore della Biennale Teatro di Venezia, con lui si aprirono le porte del Teatro ai più promettenti artisti della città, Fu la volta di Emma Dante, Davide Enia, Giuseppe Massa ed altri giovanissimi, nel frattempo anche Franco Scaldati si era unito a noi come padre nobile. Non mancò mai il rapporto con l’Europa e dal Garibaldi passarono Peter Brook, Patrice Chéreau, Lev Dodin, Krystian Lupa, Krzsyof Warlikowski, Georges Lavaudant e tanti altri, vale a dire il meglio della scena internazionale”.

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Quali sono stati gli attori che più di altri hanno contribuito alla fama del Teatro?

“Tutti gli attori shakespeariani del progetto Shakespeare, quelli della trilogia Genet di Latella, i sopravvissuti di Scaldati, su tutti Melino Imparato e grandi interpreti della scena internazionale, da Benichou ad Adré Wilms ai grandi polacchi di Lupa e Warlikowski e la straordinaria tedesca Jana Schultz che con il giovanissimo Gabrielle Cicirello rifece in tedesco “Il pozzo dei pazzi” di Scaldati, non posso infine dimenticare Tommaso Ragno e Marco Foschi, ma ne dimentico tanti e mi scuso…”

Ci parli della storia di questo teatro. Quando e’ nato? In che Via e’ ubicato? Che scopi ha oltre ovviamente divulgazione  di  cultura. Lei Matteo Bavera che messaggio vuole lanciare alle istituzioni al fine di potere fare riaprire il teatro?

“Il Teatro Garibaldi ha avuto una storia troppo alta che gli amministratori attuali, anche se Orlando è sempre sindaco, non riescono più a gestire o a mediare. La mia figura non è facilmente gestibile e le attività che metto in moto spaventano gli artisti che non ne possono raggiungere il livello. Il Garibaldi mantiene un potere di attrazione enorme per i più capaci registi d’Europa, la città non è pronta al confronto, un confronto che questi uomini e donne di Teatro vorrebbero tradurre nella trasmissione del sapere teatrale per i nostri giovani non solo palermitani. Le istituzioni si devono comportare democraticamente redigendo un bando o un concorso di idee all’altezza della storia di questo Teatro. Purtroppo bande di incompetenti ed apprendisti stregoni sono più bravi di me e dei miei colleghi europei a gestire i rapporti con la mediocre politica di oggi”.

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