Marte: il pianeta rosso simile alla Terra

Il 31 luglio 2018, Marte si è avvicinato alla Terra per una distanza di quasi 58 milioni di km. La sua luminosità, dovuta al sole, rimarrà tale per alcuni giorni, ma andrà ad indebolirsi dalla metà di agosto. Inoltre, una scoperta fatta da un team scienziati italiani, ha accertato la presenza di acqua sul pianeta. Si dà dunque inizio alla caccia di altre presunte forme di vita

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Marte chiamato anche pianeta rosso (per il suo colore caratteristico dovuto all’ossido di ferro presente alla superficie), è il quarto pianeta del sistema solare, più simile alla Terra. Il suo colore cambia in base ai periodi dell’anno (dal giallo, all’arancione al rosso) e alla vegetazione stagionale. Le temperature sono piuttosto basse e variano dai -14°C ai 120°C. Marte è anche il pianeta più visibile dalla Terra dopo Giove e Venere, per la sua luminosità. Aristotele, filosofo e scienziato greco, fu il primo ad osservarlo e descriverlo ottenendo poi la prova di un universo eccentrico (la Terra al centro dell’Universo), mentre il primo uomo a puntare il telescopio, fu Galileo Galilei nel 1609. Questo pianeta fu oggetto di numerose missioni ed osservazioni, da parte di Europa, Stati Uniti, Giappone ed Unione Sovietica, per poterne studiare la struttura. Si è potuto constatare che la presenza di forme di vita presente in esso, sono molto ridotte, anche se si pensa che ve ne siano state di precedenti per via della presenza di acqua in tempi remoti. La prima osservazione riavvicinata, avvenne nel 1964 con la sonda spaziale Mariner 4. I risultati furono diversi da ciò che si aspettava e così vennero annullate le successive missioni. Il primo atterraggio avvenne nel 1971 grazie a Mars 2 e 3 dell’Unione Sovietica. La missione che ebbe più successo fu quella del 1996 e che si concluse nel 2001, quando la NASA inviò il Mars Global Surveyor, una sonda spaziale americana, in seguito al fallimento della Mars Observer del 1992. Nel 2002 la NASA lanciò Mars Pathfinder con un robot da esplorazione, che atterrò sulla superficie di Marte, nell’Area Vallis. Anche quest’ultima ebbe successo e divenne famosa, per le immagini che vennero diffuse in seguito. Vi furono altre importanti missioni, come quella del 2003 dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) in cui lanciò Mars Express Orbiter, in cui nel 2006 vennero avvistate delle autore nel Pianeta. Nel 2005 fu lanciato Mars Reconnaissance Orbiter della NASA, che arrivò l’anno seguente e durò 2 anni L’obiettivo era quello di accertarsi delle condizioni atmosferiche per programmare le successive missioni. Le sonde lanciate dalla NASA hanno dimostrato di essere efficienti e grazie ad esse, è stato possibile scoprire la presenza di acqua e altre sostante come lo zolfo. Nel 2007, venne lanciata Phoenix Mars Lander che raggiunse il polo nord di Marte l’anno successivo. La sonda era dotata di una telecamera che scoprì la presenza di acqua (la sua presenza nel sottosuolo di Marte, è stata accertata recentemente da un team di ricercatori italiani). Nello stesso anno l’ESA avviò il progetto Mars 500, che prevedeva la simulazione del viaggio degli esseri umani verso Marte. Nel 2016 è avvenuta l’ultima missione dell’ESA, che la lanciato il Trace Gas Orbiter e ha visto presente anche l’Italia, la quale ha partecipato al progetto, essendo stato il primo finanziatore di esso. Per il 2018 è prevista la missione Insight che servirà ad approfondire la struttura interna del pianeta. In questi ultimi giorni, esattamente il 31 luglio, si ha avuto modo di osservare Marte ad una distanza molto riavvicinata dalla Terra (57.590.630 kilometri) e illuminato completamente dal sole. Questo “estremo” avvicinamento al nostro pianeta, non accadeva dal 2013. Il 31 sera il pianeta rosso, è stato ben visibile a partire dal tramonto: è sorto a pochi gradi al di sotto della Luna, nella costellazione del Capricorno. Ha raggiunto la distanza minima alla Terra tra il 31 luglio e il 1° agosto, a circa mezzanotte. A partire da metà agosto, la luminosità del pianeta rosso sarà più debole e le orbite di Marte e della Terra allontaneranno i due pianeti.

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L’astronoma Silvia Casu, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha spiegato all’ANSA: «Avendo un’orbita ellittica, Marte si trova periodicamente a una distanza minima e una massima dalla Terra. Quando Marte è in opposizione, cioè dalla parte opposta del Sole rispetto alla Terra, si verifica un allineamento tra i pianeti e la stella, con la Terra nel mezzo. Si tratta di un fenomeno interessante, perché durante l’opposizione il pianeta rosso è completamente illuminato dal Sole e alla distanza minore dalla Terra Le distanze minime, però, non sono sempre le stesse, ma variano a seconda dell’attrazione gravitazionale di Giove.»

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