Mark Knopfler in studio prepara il suo nuovo album, Dire Straits sempre più lontani

Sir Mark Knopfler torna in studio dopo il successo dello scorso anno dell’album “Privateering” e un tour che lo portò ad esibirsi nella splendida cornice del Teatro Greco di Taormina

Non si ferma mai. Come ci disse a Taormina lo scorso luglio all’Hotel Timeo, “io sono un corsaro, un pirata a cui piace solcare i mari del mondo senza stancarmi e portare la mia musica in ogni parte del globo”. Fu un concerto splendido grazie al calore ineguagliabile degli appassionati della sua musica, musica che tra vinili e cd ha venduto nel mondo oltre centoventi milioni di copie. L’onda di “Privateering” è ancora lunga e i fan sono in trepidante attesa del seguito, un lavoro che sembra ricalcherà la falsariga del precedente, che agli appassionati del sound dei Dire Straits lasciò l’amaro in bocca: troppe incursioni nel blues, un uso esagerato dell’armonica a bocca e sonorità legate alla tradizione folk irish/scozzese, spesso noiose e soporifere.

I riff puliti della Stratocaster rossa sembrarono solo atavici ricordi e le prospettive che “quel” sound possa ripresentarsi sono davvero minime. Tant’è che proprio al concerto di Taormina fu suonata per l’ultima volta la mitica “Sultans Of Swing”: un segnale preciso del chitarrista di Newcastle come a voler dire che i Dire Straits e la loro canzone simbolo sono morti e sepolti. E questo fa la gioia commerciale dei gregari che negli anni accompagnarono Knopfler in studio e dal vivo, che si danno da fare a mettere su discutibili tentativi di “reunion” sotto il nome di Dire Straits Legend o di The Straits. Ma, peccato per loro, i Dire Straits senza Mark Knopfler – voce, chitarra e autore di tutto il repertorio – sono come i Police senza Sting o i Bon Jovi senza il biondo istrione americano. Ma si sa, “pecunia non olet” e allora che si sfrutti pure il glorioso nome della band britannica. Il buon Mark osserva sornione il tutto con distacco, tanto a lui cosa importa? Gli entrano puliti i compensi dei diritti d’autore delle canzoni da lui scritte! Eccolo allora nel suo personale studio di Londra, il Grove Studio 2 intento a concentrarsi sulla scelta di quella determinata chitarra per quella determinata canzone, da abbinare a un particolare amplificatore che ne esalti le doti timbriche, il tutto rigorosamente vintage anni cinquanta e sessanta.

La band è quella che lo accompagna sin dal suo primo album da solista uscito nel 1996 e che vede alle tastiere un ex Dire Straits, Guy Fletcher. L’uscita nei negozi del nuovo album, ancora senza titolo, dovrebbe essere prevista tra dicembre di quest’anno e febbraio del prossimo. Riuscirà il nostro eroe a farci sentire di nuovo i fraseggi che lo hanno reso famoso piuttosto che pifferi e tristi violini? Attenzione, perché anche i pirati posso finire arenati.   

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