Marina Militare: raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”

MARINA MILITARE: CONTINUANO  LE OPERAZIONI DI MESSA IN SICUREZZA DEI LITORALI, I PALOMBARI DEL NUCLEO SDAI DI AUGUSTA INTEVENGONO NEL RAGUSANO E PRESSO L’ISOLA DI LAMPEDUSA PER LA BONIFICA DI PERICOLOSI ORDIGNI

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Dopo le intese attività di bonifica dei litorali condotte nel mese di agosto, anche la prima decade di settembre ha visto i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare, in servizio presso il Nucleo S.D.A.I. di Augusta (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), impegnati nelle località di Contrada Randello (RG) e nell’isola di Lampedusa (AG), al fine di rimuovere diversi  pericolosi ordigni esplosivi.

Le Prefetture di Ragusa ed Agrigento hanno disposto l’immediato intervento di bonifica d’urgenza al Gruppo Operativo Subacquei al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza delle aree oggetto dei ritrovamenti, a seguito di segnalazioni pervenute alle locali Capitaneria di Porto, da parte di bagnanti che avevano notato degli oggetti assimilabili a ordigni residuati bellici.

Le attività svolte presso la Contrada Randello si sono concluse con il ritrovamento di due manufatti che, pur assomigliando molto a residuati bellici per forma e dimensione, sono risultati essere non pericolosi per la pubblica incolumità.

Ben diversa la situazione presso l’isola di Lampedusa, dove i Palombari della Marina sono stati impegnati nella bonifica di Punta Sottile e Cala Maluk.  Le operazioni subacquee, durate 5 giorni, hanno permesso di individuare e rimuovere un proiettile di grosso calibro, 32 proiettili di medio calibro e 33 spolette. Gli ordigni sono stati quindi rimorchiati in una zona, individuata dall’Autorità Marittima, dove sono stati distrutti secondo le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino, ripristinando così le condizioni di sicurezza delle località balneari isolane in questi giorni molto affollata di turisti.

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Al termine dell’operazione il Comandante del Nucleo S.D.A.I. di Augusta, TV Marco Presti, ha dichiarato: “Mi preme raccomandare alle persone in vacanza al mare, che dovessero imbattersi in manufatti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo, perché potrebbero essere molto pericolosi. Quello che è doveroso fare è denunciarne immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, affinché possa essere richiesto il nostro intervento”.

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità, svolti anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 23.967 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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