MARINA MILITARE: I PALOMBARI DEL COMSUBIN DISTRUGGONO 52 ORDIGNI ESPLOSIVI

Segnalati da un apneista durante un’immersione sportiva ad Altavilla Milicia, sono stati neutralizzati dalla Marina Militare durante l’ultimo weekend

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Dal 26 al 28 aprile 2019 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta, hanno condotto una delicata operazione nelle acque antistanti Altavilla Milicia (PA) tesa a rimuovere e neutralizzare numerosi ordigni esplosivi risalenti alla seconda guerra mondiale.

L’intervento d’urgenza del Nucleo SDAI è stato richiesto dalla Prefettura di Palermo, a seguito della segnalazione dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porticello (PA) circa il rinvenimento, da parte di un cittadino che svolgeva un’immersione sportiva in apnea, di un oggetto la cui forma richiamava quella di un ordigno esplosivo.

Le preliminari operazioni subacquee, condotte il 26 aprile dai Palombari del Comsubin, hanno permesso di individuare, a solo 1 metro di profondità, 2 proiettili di grosso calibro, 46 di piccolo calibro, 1 mina antiuomo tedesca e 3 bombe da mortaio, per un totale di 52 ordigni esplosivi tutti risalenti alla seconda guerra mondiale.

L’intervento si è concluso domenica 28 aprile quando, raggiunta una zona di sicurezza individuata dalla locale Autorità Marittima, gli ordigni esplosivi sono stati distrutti attraverso le consolidate procedure tese a preservare l’ecosistema marino.

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Al termine dell’operazione, il comandante del Nucleo S.D.A.I. di Augusta, Tenente di Vascello Marco Presti, ha dichiarato: “Sulla base della richiesta della Prefettura di Palermo siamo intervenuti ad Altavilla Milicia per verificare quanto segnalato da un cittadino circa la presenza di un probabile ordigno esplosivo. Grazie a questa tempestiva segnalazione abbiamo avuto la possibilità di rimuovere un totale di 52 manufatti esplosivi che da oltre 70 anni giacevano lungo quel tratto di mare. Voglio ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di Comsubin al fine di rispristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare”. 

APPROFONDIMENTI:

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione a favore della collettività.

Chiunque dovesse imbattersi in oggetti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, non deve in alcun modo toccarli o manometterli, denunciandone il ritrovamento, il prima possibile, alle autorità di polizia competenti.

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Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato oltre 44.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1° gennaio 2019 sono già 3.379 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 8.895 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm.

Con una storia di 170 anni alle spalle, i Palombari del Comsubin rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

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Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.


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