MARINA MILITARE: CONTINUA L’OPERA DEI PALOMBARI DEL COMSUBIN

Durante i primi 6 mesi del 2020 gli operatori del COMSUBIN hanno neutralizzato oltre 4.000 ordigni esplosivi dalle acque della Sicilia.

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Dal 13 al 21 Agosto 2020 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta, hanno condotto delicate operazioni subacquee nelle acque antistanti il porto di Ognina (CT), che hanno permesso di neutralizzare un totale di 32 ordigni esplosivi.

L’intervento d’urgenza, disposto dalla Prefettura di Catania a seguito della segnalazione da parte di un privato cittadino circa la presenza in mare di un oggetto riconducibile ad ordigno esplosivo, hanno permesso di recuperare e distruggere: 29 residuati bellici, riconosciuti quali proiettile di medio calibro; due bombe da mortaio; una bomba d’aereo tipo sd 50 tedesca. Gli ordigni sono stati rinvenuti a profondità variabile di tra 10 e 30 metri ed a una distanza dalla costa di circa 80 metri;

Tutti gli ordigni, risalenti alla seconda guerra mondiale, sono stati rimossi dal fondo e sono stati trasportati nelle zone di sicurezza, individuate dalla competente Autorità Marittima, dove i Palombari del Comsubin li hanno neutralizzati attraverso le consolidate procedute in uso al Gruppo Operativo Subacquei tese a preservare l’ecosistema marino.

Benché il Paese sia ancora coinvolto nell’emergenza COVID-19, l’attività degli operatori del Comsubin tesa a ripristinare le condizioni di sicurezza delle acque della Sicilia continuano incessantemente.  Queste attività, condotte sulla base delle richieste della Prefettura di Catania, hanno permesso di rimuovere dal mare un totale di 32 ordigni esplosivi, ripristinando così la navigazione e la balneazione in queste aree della Sicilia. Occorre ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari del Comsubin al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare”.

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APPROFONDIMENTI:

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione a favore della collettività.

Chiunque dovesse imbattersi in oggetti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, non deve in alcun modo toccarli o manometterli, denunciandone il ritrovamento, il prima possibile, alle autorità di polizia competenti.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato oltre 72.000 ordigni esplosivi di origine bellica rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani.

Con una storia di 170 anni alle spalle, i Palombari del Comsubin rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità a mezzo ROV (veicoli filoguidati dalla superficie) oppure fino a 300 metri con intervento umano ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni secondo le rispettive competenze.

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