Mangiafuoco non divora la dignità della grande famiglia circense Greca Orfei

L’appello dei componenti del circo che  chiedono un intervento ai  Governi ed alla Regione . Il loro  ringraziamento alle  associazioni

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“Venghino, Signori  venghino,!”.  Da sempre,  ascoltando  questa esortazione, il pensiero vola verso la magia del circo. Le sue luci, gli odori, la musica, il profumo dello zucchero filato, le pericolose acrobazie dei circensi , dei  leoni, degli addestratori che rischiano la vita, degli elefanti e delle sincere risate dei bimbi ammaliati dai clown ed affascinati dalla surreale atmosfera. Bene questo è solo un ricordo. Oggi la burocrazia, i  decreti  covid  e l’ indifferenza hanno tolto il sorriso a tutti, bimbi e  circensi compresi. 

“Truccati come i pagliacci, ma lo facciamo per lavoro, per farvi divertire,  invece ci sono dei pagliacci che ci stanno vietando un lavoro. Noi siamo artigiani della felicità , siamo una città che va di paese in paese. Noi non vogliamo essere cittadini di serie zeta , non vogliamo essere invisibili. Noi vogliamo essere riconosciuti come persone e come categoria ”, questo è quanto afferma Marcello Marchetti  portavoce e  coordinatore per la Sicilia per tutti i 6 circhi presenti sul territorio.

Noi di Globus Magazine abbiamo accolto l’appello di  Marcello  Marchetti  ed  Egle Mavilla, mamma del titolare del circo  Greca Orfei,   montato senza luci, senza tendone e senza musiche nel quartiere  San Giorgio di Catania:

 Marcello, chi vi ha aiutato in questi lunghi mesi di difficoltà economiche ?

Al primo lock- down abbiamo contattato l’  Assessore Manlio Messina  che si è  messo a nostra disposizione, chiamando subito  la protezione civile che a sua volta  ha chiesto l’ aiuto alla Coldiretti, la quale  si è attivata immediatamente. Io in qualità di coordinatore per l’ Ente Nazionale circhi per la Sicilia cerco di andare in aiuto a tutti i 6 circhi che ci sono ancora adesso sull’isola. Lo stato inizialmente ci ha dato quanto promesso,  a noi sono toccati  circa 10 mila euro,  adesso hanno stanziato ancora meno e chissà quando li prenderemo e se li prenderemo. Gli “aiuti” economici ricevuti dalle istituzioni  non bastano a sostenere le spese ordinarie indispensabili per tenere in vita ed in salute gli animali, noi ed il circo tutto.

Cosa cambia per voi con questo lock down non ufficiale ?

La prima volta a differenza di questa, che è un pugno in occhio, nello stomaco ed in faccia, venivamo da due stagioni veramente forti con un Natale a Catania ed uno a Palermo,  con numeri strepitosi , tutto pieno il nostro circo fa 1200 posti. A Luglio  abbiamo riaperto venendo però,  da 7 mesi di senza lavoro, quindi  i circa 10 mila euro che ci hanno dato erano già finiti ancora prima che arrivassero.

Come provvedete al sostentamento degli animali e della vostra famiglia ?

 Con l’aiuto  della Coldiretti e delle associazioni civili ed ecclesiastiche che ringraziamo infinitamente.

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 “Adesso in questa incertezza – continua Marcello nel suo sfogo – “ho capito che dovevo chiamare di nuovo la Coldiretti che ci fornisce fieno e carne, però adesso, ( considerato che la carne la comprano anche loro ),  si stanno spostando solo sul fieno, infatti ho richiamato la Regione per chiedere  per noi e per l’intera  categoria un aiuto  nel vero senso della parola.  E’ vero che non siamo residenti qua, ma è vero che paghiamo le tasse qua da sette anni, paghiamo il suolo pubblico in Sicilia. Non vogliamo vivere solo di sussistenza, ma onestamente e non possiamo essere invisibili per la Regione. Magari  , visto che è una Regione autonoma e potrebbe farlo, potrebbero metterci a disposizione un fondo ,  che ci possa andare la possibilità di andar a vanti per vivere con dignità,  a tutela delle dodici famiglie che vivono qui, inoltre abbiamo altre famiglie bloccate all’ estero,  più due elefanti in Ungheria e trenta animali esotici. “

Avete mai pensato  di vendere  tutto in preda alla disperazione ? 

No!  Mai !  Nessun animale verrà  venduto. Anzi ! Il mio Cirneco che lei vede qui,  è la mi ombra ed è un regalo del primo lock- down. 

Egle, ed in questa disperazione ENPA  - Ente Nazionale per la Protezione degli Animali?

Noi siamo abituati a rimboccarci le maniche ,prima devono mangiare i nostri animali e poi mangiamo noi. L’ENPA non si fa vedere per aiutarci, in questo momento drammatico non si fanno vedere neanche gli animalisti che in genere sono presenti solo per contestare  e mandarci i controlli.

A parte lo sconforto, qual è la vostra rabbia ?

Noi abbiamo un circo di 1200  posti ci hanno messo nel decreto che potevamo fare  entrare 200 persone così  ci siamo attrezzati acquistando  sanificatori, gel,  divisori,  mascherine per tutto il personale, guanti,   banner , abbiamo speso tanti,  tantissimi soldi. Abbiamo dovuto ricollaudare il circo conformarlo alle misure covid . Tanto lavoro, tanti soldi spesi nella speranza di riprendere a lavorare per sopravvivere e poi ci richiudono tutto. 

Dobbiamo pagare tutto  ed anche più del tutto se esistesse. Lo Stato  ci sta portando al fallimento,  al momento che di daranno il via per ripartire dovremmo affrontare nuove ed  ingenti spese. 

“Sono quasi 30 anni che vengo in Sicilia –continua Marchetti  -  “e per fortuna conosco  il Patriarca della Chiesa Cattolica Ecumenica  l ‘ Arcivescovo di LicataAgostino De Caro,  il quale  ha attivato una rete per aiutarci,  pensando prima di tutto ai bambini, ne abbiamo due  uno di 1 anno ed un altro di 10 anni. Il giorno dopo il suo intervento sono arrivate le suore e ci hanno portato la roba necessaria, nel frattempo è arrivata la Fondazione Migrantes  nelle persone di Referenti della migrante Don Santo e Don Giuseppe, i quali si sono messi  d’ accordo con il direttore della Caritas per darci un po’ di aiuto.”

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La legge prevede che si possa ritornare  alla propria residenza , come mai restate qui ?

Ma chi me lo paga il viaggio a casa in appartamento, dove me li metto le tigri dove me li metto i cammelli , dove tengo gli animali chi bada a loro.

Nessuno sembrerebbe considerare l’indotto portato dal circo …

“Esattamente, pare che nessuno consideri l’indotto che porta il circo quando arriva. Porta lavoro a tante persone, a tante realtà commerciali , a ballerini ed artisti del luogo. Nel mondo dello spettacolo e delle attività produttive esiste anche il circo e deve essere nominato ma i circensi non si vedono considerati in nessun decreto.. .80 circhi in Italia e per lo Stato è come se non esistessimo,  Noi non siano dei morti di fame, noi siamo in piedi non molliamo.

 Il circo è la mia vita la mia vita è il circo, ma me non me lo toglieranno mai l’attimo di respirare io continuerò a respirare.  “

Cosa sognate la sera, Egle ?

Noi sogniamo sempre la pista, la gioia dei bambini, ci manca il contatto con il pubblico, a noi manca lavorare, siamo noi che portiamo l’allegria alle persone adesso è tutto buio , il circo non ha più luci non vede più i sorrisi dei bambini. La depressione è dietro l’angolo.

Cosa significava esseri circensi prima del  Covid ?

Lo significa ancora !  Noi ogni sera accendiamo le luci per far vedere che siamo vivi.

 Evviva il circo sempre.

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