“Luminescenze” tra voce e piano al Brass Group di Catania con Stefania Patanè e Roberto Tarenzi

Brass Club di Catania. Domani e sabato alla Cartiera concerto di Stefania Patanè e Roberto Tarenzi. “Luminescenze” tra voce e piano. Nel corso delle serate alla vocalist si uniranno in scena i suoi allievi per una performance di “Circle Singing”. 

Jazz raffinato domani e sabato alla Cartiera dove, per il Brass Club si esibiranno la vocalist Stefania Patanè e il pianista Roberto Tarenzi. Titolo del live act, “Luminescenze“. Nel corso della serata alla cantante si uniranno i suoi allievi per una performance denominata “Circle Singing“, particolare tecnica che la Patanè ha appreso negli Usa da grandi frontmen della musica sincopata come Bob Mc Ferrin.

Dice Stefania: “Cari voi tutti: sono felice di poter portare questo nuovo progetto con il grande Roberto Tarenzi al Brassjazzclub La Cartiera Catania, il 14 e 15 marzo. Ci sarà anche, in apertura, uno speciale Vocal Ensemble, con Clelia Granata, Giorgia Fazio, Manuela Ciunna, Ilenia Distefano, Elisa Saxophone Agatino, Morena Aiello, Cazumba de Jesus, Nico Bruno, Bruna Therose, Grazia Giuffrida, Valeria Scandurra e spero altri ancora…….by Cesm Accademia Musicale“.

La Patanè, docente di canto jazz, è anche una “esperta” di bossa nova e ha sviluppato nel tempo uno stile personale nell’intento di coniugare il background della tradizione jazz con forme più moderne di linguaggio ed espressione vocale. Sebbene proveniente da una famiglia di musicisti classici di fama internazionale (i direttori d’orchestra Francesco e Giuseppe Patanè), il suo approccio iniziale alla musica è assolutamente istintivo.
Inizia infatti a suonare la chitarra a 13 anni da autodidatta per poi passare al canto jazz. Negli anni compresi fra il 1999 e il 2008 prende parte in qualità di leader ad alcuni progetti musicali ricchi di contaminazioni tra il jazz, la bossa nova e varie forme di musica etnica, prevalentemente in duo con il chitarrista Musaika, con cui porta avanti una ricca attività concertistica in festival e ritrovi. Nello stesso periodo si appassiona allo studio delle percussioni, in particolare il pandeiro brasiliano. Nel 2001 vince le selezioni per la partecipazione alla “Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo” (Genova, Sarajevo, Bosnia-Erzegovina). Numerose le collaborazioni con strumentisti di primo piano come Andrea Beneventano, Claudio Cusmano, Paolo Sorge, Seby Burgio, e molti altri.

Nel 2012 registra il primo disco jazz a suo nome, dal titolo “Even not 4“, in qualità di cantante, compositrice e arrangiatrice. I musicisti coinvolti sono Luca Mannutza, Paolo Recchia, Daniele Sorrentino, Nicola Angelucci e Bob Stoloff (special guest). Dal punto di vista didattico sviluppa da alcuni anni un metodo di training volto a coniugare la tecnica vocale con esercizi di improvvisazione jazz, che applica con gli allievi nell’ambito di laboratori specialistici.

Roberto Tarenzi, milanese, comincia a suonare il pianoforte a 8 anni dedicandosi agli autori classici. Scopre il jazz nell’adolescenza e studia con Ray Santisi, Franco D’Andrea, Enrico Pieranunzi ed Enrico Intra. Nel 1995 entra a far parte della big band diretta da Intra con cui incide quattro cd: “Italian Club Graffiti“, “Night Creature“, “New Perspectives” e “New Italian Graffiti” e accompagna, tra gli altri, Dave Liebman, Max Roach, Bobby Watson, Bob Brookmeyer, David Murray, Eddie Daniels, David Raksin, Franco Cerri, Enrico Rava, Franco Ambrosetti, Giovanni Tommaso.
Nel 2003 incontra in una jam session a New York James Cammack, contrabbassista (da oltre vent’anni al fianco di Ahmad Jamal) con cui tiene successivamente una serie di concerti in Italia e registra nel 2008 l’album “Rather Odd“, in trio.

All’inizio del 2006 si trasferisce a New York per sei mesi, dove svolge un’intensa attività concertistica nei club e registra con la cantante Alice Ricciardi il cd “Comes Love“. Di ritorno dagli Stati Uniti, viene scelto assieme ad altri undici pianisti in tutto il mondo (tra cui Aaron Parks e Gerald Clayton) per partecipare al prestigioso “Thelonious Monk International Piano Competition“, esibendosi di fronte a una giuria presieduta da Herbie Hancock e comprendente, tra gli altri, Danilo Perez e Andrew Hill.

Seguono altre performance con Stefano Di Battista, Rosario Giuliani, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Dario Deidda, Fabio Zeppetella, Fabrizio Bosso, Max Ionata.

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