“Love is Law”, personale di Massimiliano Frumenti Savasta al Museo Civico di Noto

Una mostra accattivante, dal sapore animico, primitivo e ipergestuale, promossa dalla galleria Beniamin Art di Catania del collezionista iraniano Behnam Fanaeyan, sotto la direzione artistica di Paolo Greco

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Massimiliano Frumenti Savasta, di origini romane, ha vissuto un interessante percorso di formazione artistica sotto la guida di Raffaele Frumenti e di Ugo Tardia; di seguito ha approfondito il suo background visivo e intellettuale attraverso l’approdo alla scenotecnica e al conseguimento di una laurea in Lettere Moderne presso il Dipartimento dello Spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma. Solo da pochi anni ha scelto di vivere e lavorare a Noto, apprezzandone la bellezza del paesaggio, l’architettura e le dinamiche socio-culturali.

36314148_10210240991261693_6700902666916069376_nIl suo esordio avviene nella metà degli anni Ottanta con la personale “Qualcuno volò…” alla galleria Interno3 di Roma, con una presentazione di Dario Bellezza. Da lì in poi, Frumenti Savasta matura un’escalation di mostre personali e collettive e la permanenza di alcune sue opere in importanti spazi espositivi nazionali ed europei, come la Galleria “L’Archimede” di Roma, la “Nowhere Gallery” di Milano e la Galleria “Arte y Naturaleza” di Madrid. Di grande intensità, poi, sono le sue collaborazioni con la compagnia “Il Balletto” di Spoleto e con la “Sala 1” del Teatro Babateatrh di Roma.
L’intestazione della mostra “Love is Law”, ovvero “L’Amore è Legge”, richiama una visione della vita del tutto personale dell’artista: all’interno del viaggio nell’inquietudine tipica dell’uomo balena la possibilità della catarsi, una leggera, ma potente al tempo stesso, spinta energetica verso la soluzione, la compostezza, la chiave di ogni equilibrio, cioè l’Amore. Elemento, questo, che, nei lavori dal tono primitivo e archetipo di Frumenti Savasta, si scorge attraverso la presenza di fiori e amanti all’interno di un ordine pressoché alterato.

36240542_10210240991301694_2894083387931230208_nCosì spiega Laura Cianfrani le ascendenze storico-artistiche nell’opera di Frumenti Savasta: “L’artista approda a una sintesi e ad una rielaborazione sia concettuale che tecnica di vari passaggi della pittura novecentesca, attraverso l’uso del colore e del gesto. Nelle sue opere sono presenti spunti delle maggiori correnti artistiche del secolo scorso, dal Divisionismo all’Espressionismo tedesco, da Munch a Gaugin, dai movimenti primitivisti ai Fauve”. E ancora, sulla sua tecnica del tutto originale: “La poliedricità formale implica il piacere della sperimentazione ma anche il desiderio di fusione di elementi diversi per generare qualcosa di nuovo, unico e irripetibile.  

A questo proposito non parrà azzardato il paragone con la musica: come l’adagio o il forte della musica classica presi singolarmente sono entità separate, isolate, “finite”, messe insieme creano una sinfonia e un’armonia, armonia di forma e colore, di conscio e inconscio che viaggiano insieme, di figure immerse in paesaggi scabri, ora verdi ora lussureggianti”.

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