L’Oim conferma: oltre 2.100 migranti morti nel Mediterraneo

A Ginevra, l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) aggiorna il bilancio dei morti in mare nel tragico tentativo di raggiungere l’Europa.

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La traversata tra il Nord Africa e l’Europa continua a mietere il più alto numero di vittime al mondo tra i migranti. Secondo l’Oim le vittime ammontano a oltre 2.100.

Eugenio Ambrosi, direttore generale dell’Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni) per l’Europa, in merito al dibattito sul ruolo delle Ong afferma di essere estraneo ai casi comprovati di collusione tra trafficanti e operatori umanitari. Ambrosi, in una nota di giorno 25 aprile 2017 diffusa a Ginevra, ha dichiarato quanto non aiuti “alimentare percezioni che mettono sullo stesso piano o confondono interessi criminali a scopo di lucro di chi mette in pericolo vite umane ed entità senza scopo di lucro che lavorano per salvare vite in mare”.  Bisogna “definire meglio il ruolo delle Ong” – continua Ambrosi – in quanto “le navi di soccorso Ong operano vicino alle acque libiche” e questo “può essere motivo di sfruttamento da parte dei trafficanti non costituendo comunque una collusione deliberata con essi”. Il direttore, inoltre, insiste nel ridefinire le risorse dell’Ue in modo da garantire che nessuno possa morire in mare.

Federico Soda, capo dell’ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’ Oim, tiene ad evidenziare il grande lavoro degli operatori di soccorso e delle Ong nel Mediterraneo, in quanto “essenziale per salvare migliaia di vite”. Nell’anno 2016, su 181.436 migranti soccorsi, 49.796 lo sono stati da Ong. Questi dati sono stati forniti da Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo. Si tratta del quarto anno consecutivo a registrare un numero di migranti morti nel Mediterraneo superiore ai 2.000, sottolinea l’Oim, sebbene il dato di 2.000 morti sia inferiore al numero di decessi registrati nello stesso periodo dello scorso anno (2.911).

Il dibattito inerente alla questione Ong è sempre molto acceso, e vede come protagonisti nella maggior parte dei casi il M5s, Pd e Lega. Il Vice Presidente della camera Luigi Di Maio afferma la stesura di due rapporti Frontex che accusano le Ong di essere in combutta con gli scafisti: in uno c’è addirittura scritto che si sono usate navi delle Ong per trasportare criminali. Questo è un dato preoccupante, per questo il M5s vuole capire chi finanzia queste Ong.

Dall’altro fronte, l’ex presidente del consiglio Matteo Renzi attacca sia il M5s che la Lega dichiarando che il tema delle Ong “è diventato oggetto di scontro ideologico, politico. Di Maio e Salvini, che poi sono dalla stessa parte, hanno cominciato ad attaccare i volontari delle Ong. Noi siamo dalla parte di chi lavora per la legalità, dalla parte dei giudici. E un politico serio cerca di risolvere i problemi, non di alimentare la paura. Se si delinque si interviene, non si spara nel mucchio per prendere i voti”.

In tutto questo scenario, l’Ue dovrebbe essere più collaborativa nei confronti di questo fenomeno che, a causa dei conflitti di guerra e delle condizioni di vita inaccettabili dei migranti, vede costringere gli stessi a partire per nuove terre mettendo a repentaglio la loro stessa vita.

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